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Ho iniziato questa mia nuova avventura spinta dalle insistenze della mia famiglia, in particolare da due miei "aficionados", dagli ospiti del mio bed&breakfast nonchè da tutti gli amici che subiscono, di buon grado, la mia passione per il thè dato che è sempre accompagnato da qualche nuova dolce esperienza culinaria.
Questo blog è il diario della piccola, tranquilla, meravigliosa vita di un piccolo bed and breakfast; vi andrò annotando sopratutto le mie ricette dei dolci e dei piatti tipici della cucina calabrese ed un poco della storia, delle tradizioni, della musica, della letteratura, della splendida natura e della bellezza incantatrice di questo angolo di Calabria.

A tutti voi amici che mi regalate il piacere della vostra attenzione chiedo di lasciare, al vostro passaggio, un commento, i vostri suggerimenti.
Grazie e buona lettura.

"E' un privilegio preparare la stanza in cui dormirà qualcun altro" E. Jolley

"E' un privilegio preparare la stanza in cui dormirà qualcun altro"  E. Jolley
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venerdì 18 aprile 2008

Il Limone: Storia e Leggende

Il Limone, secondo alcuni studiosi è un ibrido naturale tra il cedro (Citrus medica) e il lime (Citrus aurantifolia). L'albero del limone è alto fino a 6 metri ed i rami sono normalmente spinosi. Le foglie sono alterne, rossastre da giovani e poi verde scuro sopra e più chiare sotto; il picciolo è leggermente alato.
I fiori, dolcemente profumati, possono essere solitari o in coppie, all'ascella delle foglie; in condizioni climatiche favorevoli sono prodotti praticamente tutto l'anno. Il bordo dei petali è violetto. I frutti sono ovali oppure oblunghi. Normalmente la buccia è gialla, ma ci sono varietà variegate di verde o di bianco: ricca di olii essenziali, può essere più o meno sottile: la polpa è divisa in otto-dieci spicchi; generalmente è molto aspra e succosa: molte varietà sono prive di semi.
La fioritura avviene in primavera, con la produzione del frutto invernale, e in settembre, da cui derivano i cosiddetti verdelli (che maturano nell'estate seguente). Per favorire la produzione di questi ultimi, che ottengono prezzi migliori sul mercato, si utilizzano tecniche particolari come la periodica interruzione delle irrigazioni. Il limone è piuttosto sensibile al freddo e perde completamente le foglie a temperature di -4/-5°C, mentre temperature ulteriormente inferiori possono danneggare anche il legno; i fiori e i frutti, invece, sopportano temperature fino a -2°C, non ha invece bisogno di temperature estive molto elevate per la maturazione dei frutti. Le piante sono sensibili anche al vento. In periodi prolungati di siccità è necessaria l'irrigazione. Cresce bene anche in terreni poveri e il pH ottimale è intorno a 5,5.
A differenza di altri agrumi, i limoni possono maturare anche una volta staccati dalla pianta. Spesso vengono staccati, manipolati e spediti ancora verdi - protetti da un trattamento fungicida e da un'inceratura - quindi trattati in seguito per farli maturare: per questo motivo non è consigliabile utilizzare le bucce dei frutti, a meno che non provengano da colture biologiche.

Dal persiano “Limu” (لیمو), frutto simbolo del calore e del sole, il Limone evoca nella mente paesaggi assolati tipicamente mediterranei ed istintivamente il pensiero li associa alla Sicilia ed ai tipici "giardini mediterranei", in realtà il limone ha origini asiatiche, proviene infatti dall’India e dall'Indocina. Conosciuto sin dall’antichità (anche nelle civiltà mesopotamiche) per le sue proprietà antireumatiche e antisettiche era considerato un frutto sacro nei paesi arabi e veniva impiegato come antidoto contro i veleni, come astringente contro le forme dissenteriche ed emorragiche e … per tenere lontano i demoni.
Alessandro Magno era solito consumare questo frutto durante le sue campagne di guerra nelle terre persiane, da qui l'appellativo di "mela persiana". Gli antichi Egizi lo utilizzavano per imbalsamare le mummie e spesso lo riponevano nelle tombe.
I Greci lo utilizzavano a scopo ornamentale e usavano coltivare gli alberi di limone vicino agli ulivi per preservare questi ultimi da attacchi parassitari. Le prime descrizioni del limone a scopo terapeutico risalgono alle opere di
Teofrasto, allievo di Aristotele, che viene considerato il fondatore della fitoterapia.
Sebbene si ritenesse che gli antichi Romani non conoscessero il Limone, la scoperta, nel corso di scavi archeologici nella zona di
Pompei di una villa romana con affreschi alle pareti ritraenti piante di Limone, smentisce questa opinione e, del resto, anche Plinio il Vecchio parlò del limone nella sua “Naturalis Historia” e ne parlava, tra l'altro, come di un antidoto verso diversi veleni; forse per questo si ritiene che anche Nerone ne fosse un assiduo consumatore, ossessionato come era dal timore di un suo possibile avvelenamento.

In Sicilia ed in Calabria il limone venne introdotto dagli Arabi intorno all'anno 1000. La prima descrizione del limone, introdotto dall’estremo Oriente due secoli prima, apparve infatti in scritti arabi del dodicesimo secolo anche se, la coltivazione intensiva dei limoni nell'isola e nella provincia di Reggio Calabria iniziò solo nel XVII secolo ad opera di nobili feudatari e dei padri Gesuiti mentre venne introdotta nel nord Italia solo intorno alla metà del XV secolo a Genova. Più o meno nello stesso periodo sono datete descrizioni sul succo di Limone per prevenire e curare lo scorbuto, malattia dovuta alla carenza prolungata di vitamina C, presente nella verdura fresca e nella frutta, diffusa soprattutto tra i marinai costretti nei lunghi periodi in mare ad una alimentazione completamente priva di alimenti contenenti questa vitamina. E proprio grazie ai viaggi per mare il Limone venne “scoperto” anche dai paesi del nord Europa le cui navi arrivavano nel Mar Mediterraneo dove si rifornivano di limoni ed altri agrumi pagandoli a volte addirittura in oro e rivendendoli poi nel nord dove venivano considerati merce molto pregiata ed utilizzati per scopo ornamentale; l’uso del Limone in cucina o per scopo terapeutico, nei paesi del nord, arrivò solo più tardi. In seguito alla scoperta dell’America ad opera di Cristoforo Colombo la coltivazione del Limone e degli altri agrumi venne introdotta nel nuovo mondo dagli Spagnoli e dai missionari, pare infatti che fu proprio Colombo, nel 1493, a piantare i primi alberi di limone nell'isola di Haiti. La coltivazione intensiva degli agrumi si diffuse in Florida e in California, dove nel XIX secolo vennero generate delle qualità particolarmente resistenti al clima diverso da quello “mediterraneo”.

La Leggenda

Gea la dea Terra per onorare le nozze tra Era e Zeus produsse degli alberi dai Pomi d’oro, emblema di fecondità e amore. Giove, nel timore di un loro possibile furto, decise di custodirli in un meraviglioso giardino, sorvegliato dalle Esperidi.
Il loro numero è incerto, pare comunque che fossero tre,
Aretusa, Egle ed Espere, e che vivessero ai confini del mondo, ai piedi del cielo retto dal padre Atlante, in un giardino dove cresceva l'albero dai “pomi d'oro”, custodito dal drago Ladone, figlio di Tifone e Echidna.
Esiodo descrive le Ninfe del Tramonto come Figlie della Notte, ma la mitologia greca le ha volute anche figlie di Zeus e Temi, Teti e Oceano, Forco e Ceto. La versione più accreditata le vede figlie di Atlante ed Esperide.
Eracle, l'Ercole dei Romani, per volere di Euristeo dal quale avrebbe ottenuto l'immortalità, nella sua XI fatica ebbe come compito quello di rubare i preziosi pomi. Il mito, nella versione di Apollodoro, racconta che Eracle, consapevole del desiderio del padre delle Esperidi di cogliere i pomi, gli giocò un inganno, offrendosi al suo posto come reggitore del cielo: Atlante rubò i pomi, ma una volta compiuto il furto, Eracle, con la scusa di prendere un cuscino da porre sulle spalle, lo richiamò a reggere il celeste fardello. Atlante ingenuamente acconsentì, posò i pomi per terra e recuperò l'ingente volta, mentre il vigoroso eroe afferrò i pomi e li consegnò ad Euristeo.


Un'altra versione del mito vuole a custode dei frutti dorati, per volere di Era, un serpente a cento teste, figlio di Forco e Ceta. Il mito narra che, per cogliere i frutti, Eracle uccise il serpente, provocando la disperazione di Era. Questa, per omaggiare la creatura cui era tanto affezionata, decise di trasformarla in costellazione: la costellazione del Serpente. I pomi vennero restituiti da Euristeo alla moglie di Zeus e le Esperidi, afflitte per aver perduto i frutti di cui erano custodi, si trasformarono ciascuna in un albero, comunemente noto come emblema di tristezza: pioppo nero, salice e olmo.

Curiosità

Per "esperidi" si intendono gli oli essenziali ottenuti per estrazione da agrumi come il limone, il bergamotto, l'arancia, il mandarino, ecc.

Per la prima parte dell'articolo ho utilizzato come fonte per le informazioni di carattere tecnico-scientifico questo sito. La parte riferita alla Leggenda sul Limone l'ho presa da questo sito integrandola con i riferimenti ai link di interesse sulle varie definizioni mitologiche.

2 commenti:

caravaggio ha detto...

ho letto con vero piacere brava ciao

zahxara ha detto...

Grazie.
Ricambio con molto piacere. :-)



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