Passione per la cucina di una "calabro-asturiana" raccontata dal diario del suo piccolo bed & breakfast
Benvenuti nel mio blog.
Ho iniziato questa mia nuova avventura spinta dalle insistenze della mia famiglia, in particolare da due miei "aficionados", dagli ospiti del mio bed&breakfast nonchè da tutti gli amici che subiscono, di buon grado, la mia passione per il thè dato che è sempre accompagnato da qualche nuova dolce esperienza culinaria.
Questo blog è il diario della piccola, tranquilla, meravigliosa vita di un piccolo bed and breakfast; vi andrò annotando sopratutto le mie ricette dei dolci e dei piatti tipici della cucina calabrese ed un poco della storia, delle tradizioni, della musica, della letteratura, della splendida natura e della bellezza incantatrice di questo angolo di Calabria.

A tutti voi amici che mi regalate il piacere della vostra attenzione chiedo di lasciare, al vostro passaggio, un commento, i vostri suggerimenti.
Grazie e buona lettura.

"E' un privilegio preparare la stanza in cui dormirà qualcun altro" E. Jolley

"E' un privilegio preparare la stanza in cui dormirà qualcun altro"  E. Jolley
Accomodatevi prego, se desiderate visitare il mio bed & breakfast

venerdì 29 febbraio 2008

I' Nacatuli ( Nacatole )

Anche questa ricetta appartiene alla tradizione della cucina calabrese e, come la maggior parte delle ricette della cucina popolare, nasce con pochi ingredienti poveri con l'aggiunta poi, in epoca moderna, di qualche aroma.
E' un dolce che si prepara per lo più nel periodo di Carnevale, quindi ve lo sto proponendo in ritardo ma, data la "giovanissima età" di questo blog, spero mi perdonerete se vado piano cercando di fare le cose nel miglior modo possibile.

Ingredienti:

kg 1 di farina tipo OO;
6 uova;
gr 250 di zucchero;
gr 50 di burro o strutto;
1 bustina di vanilina;
1 cucchiaino di aroma all'anice,
1 cucchiaino di lievito per dolci;
un pizzichino di sale;
olio di oliva;
zucchero a velo.

La ricetta originale prevede naturalmente l'uso dello strutto ma, almeno che non disponiate di uno strutto "puro" senza alcuna traccia di ..... odore tipico, vi consiglio l'uso del burro.

Disporre a fontanella, su una spianatoia, la farina setacciata; al centro ponete lo zucchero, il burro lasciato ammorbidire o lo strutto, le uova ed il pizzichino di sale e cominciate ad impastare gli ingredienti amalgamandoli un po; aggiungete quindi la vanilina, l'aroma di anice ed il lievito e continuate ad impastare finchè non avrete ottenuto un composto dalla consistenza liscia ed perfettamente omogenea;
adesso tagliate l'impasto ottenuto in tante "fette" dello spessore di 1 cm e che, a loro volta, taglierete a strisce sempre dello stesso spessore; sulla spianatoia "filate" le strisce di pasta, a mani aperte lavorando la pasta per darle una forma cilindrica e allungata e formate delle trecce o, ancora meglio, dando la classica forma a "cannistreda", formando una "u" stretta e lunga intorno alla quale avvolgerete il filo di pasta.
Continuate fino ad esaurimento di tutto l'impasto e ponete a riscaldare, in una padella larga e dai bordi alti, l'olio di oliva; quando sarà ben caldo ponete a friggere " i' nacatuli " tenendo presente che devono galleggiare nell'olio; rigiratele spesso da tutti e due i lati finchè non avranno preso un colore leggermente dorato e metteteli a sgocciolare su della carta da cucina assorbente o su una griglia.
Quando si saranno raffreddati spolverizzate di zucchero a velo. Si conservano per molti giorni.

La ricetta comune non prevede l'uso del lievito, ma io preferisco metterne un pò per evitare che ne risultino dei dolci molto "duri" .

2 commenti:

caravaggio ha detto...

che bontà buona giornata

zahxara ha detto...

Grazie.
A prestissimo!



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