Il blog di "Villa Lopez"

Benvenuti nel mio blog.

Questo blog è il diario della piccola, tranquilla, meravigliosa vita di un piccolo bed and breakfast; andrò annotando sopratutto le mie ricette dei dolci e dei piatti tipici della cucina calabrese e poi Vi racconterò della storia, delle tradizioni, della musica e anche della letteratura, della splendida natura e della bellezza incantatrice di questo angolo di Calabria.

A tutti voi amici che mi regalate il piacere della vostra attenzione chiedo di lasciare, al vostro passaggio, un commento, i vostri suggerimenti.
Grazie e buona lettura.

"E' un privilegio preparare la stanza in cui dormirà qualcun altro" E. Jolley

"E' un privilegio preparare la stanza in cui dormirà qualcun altro"  E. Jolley
Accomodatevi prego, se desiderate visitare il mio bed & breakfast


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martedì 22 marzo 2011

Dolce "Fondente e Pere"

Quando fiorirá il glicine
dentro di me
non un ostacolo vi incontrerá.

Aria liquida. Raggi di sole.
Fiori di lino vi incontrerá.

E sogni. Spuma.
Acqua salata. E fiori 
e rose vi incontrerá.

E luce. E fiaba.
E roccia. E azzurro
la mia essenza diventerá.

(Emma Chiera)



Ingredienti:
  • gr 200 di Farina (tipo "00")
  • gr 100 di Fecola di patate
  • gr 160 di Zucchero di canna
  • ml 250 di Yogurt (bianco naturale)
  • un pizzico di Sale
  • 2 Uova
  • 2 Pere grandi (Abate)
  • gr 100 di Cioccolato fondente
  • 1 bustina di Lievito per dolci
  • Rum (scuro)
  • Zucchero a velo (per decorare)
  • Burro e Farina (qb per ungere la tortiera)
Sbucciate le pere e tagliatele a cubetti; ponetele in una terrina di vetro e spruzzatele con un po' di rum e lasciatele a macerare mentre proseguite nella preparazione del dolce.
Fate fondere il cioccolato a "bagnomaria" e tenete da parte.
Montate bene le uova insieme allo zucchero ed il pizzico di sale; aggiungete lo yogurt ed amalgamate bene; poi aggiungete le farine ed il lievito setacciati insieme e lavorate delicatamente per amalgamare gli ingredienti;
unite adesso lentamente il cioccolato fuso continuando a mesolare delicatamente ed infine aggiungete le pere insieme al rum di macerazione.
Ungete di burro una tortiera di 24 cm e spolverizzatela di farina; eliminate la farina in eccesso e versate dentro il composto del dolce.
Infornate, in forno già caldo, a 180° per 40/45 minuti circa: ricordate sempre che i tempi di cottura possono variare a seconda della tipologia di forno tenete quindi conto dei tempi del vostro forno.

A cottura ultimata  lasciate raffreddare e sfornate su un piatto per torte; spolverizzate di zucchero a velo e servite. Buona!

Piccolo consiglio: potete verificare il grado di cottura inserendo uno spaghetto nel dolce: se quando lo ritirate risulterà asciutto, il dolce sarà pronto.

venerdì 5 novembre 2010

"Pane e Cioccolato"


 Seguendo un desiderio di calore, di dolci ricordi, lasciavo vagare lo sguardo tra i libri della piccola biblioteca nella mia cucina quando, illuminato da un raggio di sole autunnale, mi ha "chiamato" questo piccolo libro..... cosa da più calore e dolcezza del profumo del pane? Cosa, più di questo aroma fragrante, ha il potere di restituirci la gioia dell'infanzia, i colori dei giochi, di riportarci sapori antichi sepolti nel nostro cuore?



Alle case color noce,
agli amori perduti,
       ed al tanto chiacchierato carboidrato.....


 ...... E lì, in quell'antica stanza annerita, scavata nella pietra e nascosta sottoterra in una collinetta vicino alla Dordogna, che tutto ebbe inizio. E proprio l'inizio, l'avrebbe scoperto presto, era la chiave, perchè il segreto di quel pane stava nel lievito naturale, quella mistura viva e gorgogliante che, oggi come in passato, viene aggiunta all'impasto di acqua e farina.
Per quasi due secoli, in quella stanza calda e massiccia il lievito aveva dato vita a pagnotte piacevolmente aspre, e nessun altro pane lì nel sud-est, in tutta la Francia, nel resto d'Europa, nel mondo intero, aveva quello stesso sapore.
Di sicuro l'impasto era fatto con la farina ricavata dal grano appena macinato dei campi circostanti, cui era unita l'acqua del fiume che scorreva sinuoso, ed in questo non c'era niente di speciale, tutti potevano farlo.
Ma l'anima, l'essenza di quel piacere assoluto non la si poteva acchiappare lì intorno. Quella proveniva dal lievito, dalla sua schiuma leggera, ed il sapore nasceva dal passato, dai quei vecchi muri, dal sole che scaldava le tende a righe gialle della panetteria, dal tenue profumo di lavanda che, dalle fioriere alle finestre, serpeggiava giù lungo le scale, dal fieno dorato che ricopriva i pascoli vicini, dalle generazioni di panettieri che l'avevano cresciuto, nutrito, condiviso, amato.
Tempo dopo, quando ormai ne sapeva molto di più e la sua fame era stata saziata più volte, ma non del tutto, da quel pane, Esme si era scoperta attratta da quel lievito, che giaceva vitale sul fondo di una vecchia tinozza in attesa di animare l'impasto successivo.
Ora conosceva la magia che compiva e ne era completamente incantata............

Seguiranno le ricette del lievito e del "pane di Esme"


lunedì 25 gennaio 2010

Torta di Mandorle ricoperta al Cioccolato





Ingredienti per la torta:
  • gr. 150 di Farina (tipo "OO");
  • gr. 100 di Mandorle;
  • gr. 250 di Zucchero;
  • ml. 250 di Panna fresca;
  • 3 Uova;
  • ml. 40 di Rhum;
  • 1 bustina di Lievito per dolci;
  • un pizzico di Sale;

Ingredienti per la farcitura e la copertura:
  • ml 500 di latte;
  • gr 150 di cioccolato fondente;
  • 4 tuorli d'uovo;
  • gr 60 di amido di riso;
  • gr 200 di zucchero;
  • 1 bacca di Vaniglia;
  • gr 30/40 di Mandorle;
Preparazione della torta:
Scottate pochi minuti le mandorle in acqua bollente e privatele della pellicina; lasciatele asciugare su un canovaccio e quando si saranno raffreddate tritatele finemente riducendole in farina. Ricordate di tenere da parte le mandorle per guarnire.
Separate i tuorli delle uova dalle chiare; montate a "neve" fermissima le chiare con il pizzico di sale e tenete da parte.
Aggiungete ai tuorli lo zucchero e lavorate fino ad ottenere un composto gonfio e soffice; aggiungete adesso la panna liquida e lavorate per amalgamare gli ingredienti; aggiungete il rhum continuando a lavorare delicatamente; unite adesso, poco per volta, la farina di mandorle, la farina di grano ed il lievito setacciati insieme lavorando fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo; aggiungete le chiare mescolando dolcemente.
Imburrate ed infarinate uno stampo per dolci dal diametro di circa 18 cm, versate dentro il composto ed infornate (in forno già caldo) per circa 40 minuti.
Lasciate raffreddare, sfornate e trasferite la torta su un piatto per dolci e dividetela in due dischi uguali.

Preparate adesso la crema al cioccolato:
Spezzettate il cioccolato fondente e fatelo sciogliere a "bagnomaria";
in una pentola dai bordi alti versate i tuorli d'uovo e frullateli con la frusta (meglio se elettrica) incorporate lo zucchero e, sempre mescolando con la frusta, unite il cioccolato fuso e l'amido di riso; a questo punto versate "a filo" il latte appena tiepido ed unite la bacca di vaniglia; ponete a cuocere a fiamma bassissima mescolando ininterrottamente finchè la crema non si sarà addensata abbiate cura però di toglierla dal fuoco prima che si formino i grumi.


Tritate grossolanamente le mandorle tenute da parte.

Distribuite in maniera uniforme una parte della crema sul disco inferiore della torta ; "spolverate" la crema con una manciatina di mandorle tritate e coprite con l'altro disco; ricoprite interamente la torta, anche sui lati, con la rimanente crema e guarnite con la granella di mandorle rimasta.


mercoledì 20 gennaio 2010

"Dolce come il Cioccolato"



"A tavola e nell'alcova
si invita una volta sola"



Vorrei parlarvi oggi di un libro davvero interessante letto qualche tempo fà e che ogni tanto mi piace riprendere per rileggerne qualche passo e qualche ....... inusuale ricetta.

"Dolce come il cioccolato", della scrittrice sudamericana Laura Esquivel, racconta con grazia ed allegria un'indimenticabile storia d'amore che vede sin dal loro primo incontro, poco più che adolescenti, i due protagonisti Pedro e Tita travolti da un sentimento più grande di loro.
Una storia attraversata da magia, sentimento, passione e cucina, quella della tradizione sudamericana, dolce e amara allo stesso tempo che si dipana tra fine Ottocento ed inizio Novecento in un Messico legato a culture e tradizioni secolari; una storia che nella tragedia riesce ad emozionare coinvolgendo perché riesce a rapire la fantasia di chi ci si accosta che si sente così partecipe al banchetto dell’esistenza di Tita, capace di creare delizie sopraffine e di renderle vive con la sua anima pura.
Purtroppo il loro matrimonio è impossibile a causa di un'assurda tradizione familiare, una tragica sorte che vuole Tita accanto alla madre sino alla fine dei suoi giorni terreni.

La ragazza nasce in mezzo al cibo, in cucina, spinta da lacrime che scendono come un torrente in piena;
vive così per la cucina e la cucina vive in lei.
Il cibo prende vita sotto le sue mani, diventa il veicolo di cui Tita si serve naturalmente per comunicare i sentimenti che si trasmettono inevitabilmente a chi si avvicina alle sue pietanze, ricettacoli dell’amore ricambiato di Pedro ma ahimé impossibile, del suo odio per una tradizione spietata, del dolore per il matrimonio del ragazzo con la sorella, della sua gioia quando l’uomo dei sogni la ricambia da vicino e allo stesso tempo da così lontano.


Il giorno è il momento che Tita preferisce perché nella cucina esprime se stessa, esprime ciò che la società in cui vive le vieta.
La notte, invece, quando il freddo del suo cuore gelato dal destino avverso prende il sopravvento, si avvolge in una coperta e continua a preparare nella speranza che l'amore possa un giorno essere talmente grande da riuscire infine a scaldarla.
Con le sue ricette riuscirà a condizionare il destino di chi le stà vicino. Il suo amore e sue sofferenze saranno vissuti da tutti coloro che si ciberanno dei suoi piatti prelibati, fino a quando gli eventi diverranno incontrollabili.

La scrittrice si serve delle ricette per introdurre i singoli episodi, in un libro che si presenta come un diario della memoria familiare e che ha la capacità di restituire al mondo reale un personaggio magnetico e sovrannaturale.


Laura Esquivel, nata a Citta del Messico nel 1950, è sposata con il regista Antonio Arau che dal suo primo romanzo ha tratto la sceneggiatura per il film "Come l'acqua per il cioccolato"
"Dolce come il cioccolato" ha venduto oltre quattro milioni di copie in tutto il mondo ed è stato tradotto in trentatre lingue.




Le mie ricette ed i miei pensieri sono a disposizione di chiunque li ritenga degni di interesse ed intenda naturalmente farne un buon uso prego però, cortesemente, chiunque voglia prelevare copia, anche parziale, dei testi originali pubblicati su questo Blog e darne diffusione di chiedermene preventiva autorizzazione e, naturalmente, di citarne la fonte.


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