"Quítame el pan si quieres,
giovedì 22 gennaio 2015
"Cuore di M(i)ele"
"Quítame el pan si quieres,
venerdì 8 aprile 2011
Crostata all'Arancia
"Yo no necesito tiempo para saber cómo eres:
conocerse es el relámpago.
¿Quién te va a ti a conocer en lo que callas,
o en esas palabras con que lo callas?
El que te busque en la vida que estás viviendo,
no sabe mas que alusiones de ti,
pretextos donde te escondes......Yo no.
Te conocí en la tormenta.
Te conocí, repentina,
en ese desgarramiento brutal de tiniebla y luz,
donde se revela el fondo
que escapa al día y la noche.
Te vi, me has visto y ahora..........."
Pedro Salinas; brani da "La voz a ti debida" (La voce a te dovuta); versi da 388 a 424
Traduzione in italiano in fondo al post.
Per la base vedere il post sulla Pastafrolla;
Per la crema di copertura vedere il post sulla Crema all'Arancia;
Ingredienti per la base della farcia:
- 2/3 Arance (non amare);
- gr 20 di Burro;
- gr 30 circa di Zucchero;
- 1 Limone;
- mezzo bicchierino di liquore all'arancia (facoltativo);
- gr 60 circa di Biscotti secchi;
- 1 Uovo;
In un pentolino, preferibilmente basso e largo, mettete il burro e fatelo sciogliere su fiamma molto dolce (non deve assolutamente soffriggere); aggiungete gli spicchi dell'arancia e spolverizzate sopra lo zucchero; mescolate delicatamente ed aggiungete il liquore all'arancia. Fate caramellare mescolando sempre molto delicatamente e tenedo la fiamma bassa; occorreranno circa 15 min.
Imburrate e spolverizzate di farina uno stampo per crostate ed eliminate la farina in eccesso; stendete la pastafrolla su una spianatoia di legno infarinata in due dischi, uno più grande per il fondo e l'altro più piccolo per coprire, dando uno spessore uniforme di circa mezzo centimetro; trasferite la pastafrolla sullo stampo facendola aderire ai bordi ed eliminate con un coltello la pasta in eccesso; frullate i biscotti secchi e distribuite la granella ottenuta sul fondo della crostata; versate sopra le arance con un po' del liquido di cottura e con delicatezza allargatele a coprire uniformemente il fondo; coprite con uno strato di crema all'arancia e coprite con il disco più piccolo di pastafrolla; girate verso l'interno dello stampo i bordi del disco inferiore e fare "sigillate" esercitando una leggera pressione con le dita.
Spennellate la superficie con il tuorlo d'uovo sbattuto ed infornate a 170/180° (in forno già caldo) per circa 35 min; se necessario (dipende dal tipo di forno utilizzato) a cottura ultimata passate qualche minuto sotto il grill per dorare.
Lasciate raffreddare bene e trasferite la crostata su un piatto per dolci.
La voce a te dovuta
Non ho bisogno di tempo per sapere come sei:
conoscersi è luce improvvisa.
Chi ti potrà conoscere là dove taci
o nelle ore in cui tu taci?
Chi ti cerchi nella vita che stai vivendo,
non sa di te che allusioni,
pretesti in cui ti nascondi.... Io no.
Ti ho conosciuto nella tempesta.
Ti ho conosciuto, improvvisa,
in quello squarcio brutale di tenebra e luce,
dove si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte......
Brani dal poema di Pedro Salinas
venerdì 2 aprile 2010
"Dolce Zenzero"

Ingredienti per il Dolce allo Zenzero:
- gr 80 di Farina (tipo "00");
- gr 200 di Mandorle tritate in farina;
- gr 200 di Zucchero;
- ml 80 di Olio di semi di girasole (oppure gr 100 di Burro);
- 6 Uova;
- gr 10 di Lievito per dolci;
- gr 20 di Zenzero tritato;
- ml 200 di Panna fresca;
- 1/2 Limone;
- gr 10 di Zenzero in polvere;
- gr 50 di miele:
Imburrate e spolverizzate di farina una teglia per dolci di circa 18 cm di diametro, eliminate la farina in eccesso, versate dentro il composto ed infornate, in forno già caldo, a 170° per circa 45/50 min.
A cottura ultimata, lasciate raffreddare prima di sfornare; sistemate il dolce su un piatto piano e largo.
Preparate adesso la copertura, versate la panna fresca in una terrina dai bordi alti; aggiungete il succo di mezzo limone, il miele e se gradite lo zenzero in polvere e montate leggermente.
Ricoprite il dolce con la panna semi montata e servite.
Se volete dare un tocco particolare al vostro "Dolce Zenzero" servite ogni porzione accompagnandola con delle albicocche caramellate:
Sbucciate le albicocche e privatele del nocciolo; tagliatele in quarti, spolverizzatele di zucchero, aggiungete se volete dei mirtilli o dell'uva (freschi) e fate gratinare in forno (solo grill) fino a che lo zucchero non sarà caramellato.
Disponete qualche cucchiaiata di pezzetti di albicocca in ogni piattino accanto alla porzione di dolce.
lunedì 25 gennaio 2010
Torta di Mandorle ricoperta al Cioccolato

Ingredienti per la torta:
- gr. 150 di Farina (tipo "OO");
- gr. 100 di Mandorle;
- gr. 250 di Zucchero;
- ml. 250 di Panna fresca;
- 3 Uova;
- ml. 40 di Rhum;
- 1 bustina di Lievito per dolci;
- un pizzico di Sale;
Ingredienti per la farcitura e la copertura:
- ml 500 di latte;
- gr 150 di cioccolato fondente;
- 4 tuorli d'uovo;
- gr 60 di amido di riso;
- gr 200 di zucchero;
- 1 bacca di Vaniglia;
- gr 30/40 di Mandorle;
Scottate pochi minuti le mandorle in acqua bollente e privatele della pellicina; lasciatele asciugare su un canovaccio e quando si saranno raffreddate tritatele finemente riducendole in farina. Ricordate di tenere da parte le mandorle per guarnire.
Separate i tuorli delle uova dalle chiare; montate a "neve" fermissima le chiare con il pizzico di sale e tenete da parte.
Aggiungete ai tuorli lo zucchero e lavorate fino ad ottenere un composto gonfio e soffice; aggiungete adesso la panna liquida e lavorate per amalgamare gli ingredienti; aggiungete il rhum continuando a lavorare delicatamente; unite adesso, poco per volta, la farina di mandorle, la farina di grano ed il lievito setacciati insieme lavorando fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo; aggiungete le chiare mescolando dolcemente.
Imburrate ed infarinate uno stampo per dolci dal diametro di circa 18 cm, versate dentro il composto ed infornate (in forno già caldo) per circa 40 minuti.
Lasciate raffreddare, sfornate e trasferite la torta su un piatto per dolci e dividetela in due dischi uguali.
Preparate adesso la crema al cioccolato:
Spezzettate il cioccolato fondente e fatelo sciogliere a "bagnomaria";
in una pentola dai bordi alti versate i tuorli d'uovo e frullateli con la frusta (meglio se elettrica) incorporate lo zucchero e, sempre mescolando con la frusta, unite il cioccolato fuso e l'amido di riso; a questo punto versate "a filo" il latte appena tiepido ed unite la bacca di vaniglia; ponete a cuocere a fiamma bassissima mescolando ininterrottamente finchè la crema non si sarà addensata abbiate cura però di toglierla dal fuoco prima che si formino i grumi.
Tritate grossolanamente le mandorle tenute da parte.
Distribuite in maniera uniforme una parte della crema sul disco inferiore della torta ; "spolverate" la crema con una manciatina di mandorle tritate e coprite con l'altro disco; ricoprite interamente la torta, anche sui lati, con la rimanente crema e guarnite con la granella di mandorle rimasta.
martedì 28 luglio 2009
Muffin "Mela e Miele"
"Tutto è pronto: il mare, l'atlante, l'ariaJuan Vicente Piqueras
Mi manca solo il quando,
un diario di bordo, il dove, le carte di navigazione,
venti a favore, il coraggio
e qualcuno che mi ami come non so amarmi io."

Ingredienti:
- gr 250 di Mele (renette);
- gr 250 di Farina (tipo "OO");
- gr 50 di Miele;
- ml 200 di Latte;
- 1 cucchiaino di Cannella in polvere;
- 1 cucchiaio raso di Lievito per dolci;
- 2 Uova (solo gli albumi);
- ml 60 di Olio extravergine d'oliva;
- un pizzico di Sale;
In una terrina setacciate insieme la farina ed il lievito; aggiungete la cannella ed il sale e mescolate.
In un'altra terrina versate il latte, il miele e l'olio e mescolate per amalgamare bene. Montate, adesso, gli albumi a neve fermissima ed aggiungete delicatamente al composto di ingredienti liquidi. Mescolando, sempre delicatamente, aggiungete adesso il contenuto dell'altra terrina fino ad ottenere un composto liscio e cremoso. Aggiungete infine le mele tagliate a tocchettini.
Versate il composto negli appositi stampini riempiendoli fino a 3/4 della loro capacità ed infornate a 180° circa (in forno già caldo) per 12/15 minuti fino a che i muffin non avranno un colore leggermente dorato.
Sfornate e servite freddi.
I muffin si conservano bene anche per 3/4 giorni in un contenitore ermetico.
giovedì 9 luglio 2009
Camille a ........ modo mio!
"Is’ad ti prego di venire con me
nel vicino bosco, dove la vita è bella.
Nella sua frescura c’è la bellezza dell’amore
per accogliere l’alba sorridente
che respira come la corda della chitarra.
Cantiamo, come cantano gli usignoli,
per i fiori e gli alberi.
Li' accoglieremo il venticello che odora di gelsomino,
ascolteremo la melodia degli uccelli
e la loro tenera magia.
Li' berremo avidamente
L’incanto del mattino e del tramonto.
Torneremo pieni di sogni e di speranze."
Mohammad al-Basrûs
Ingredienti;
- gr 250 di Carote;
- gr 80 di Mandorle (tritate);
- gr 200 di Farina (tipo OO);
- gr 200 di Zucchero;
- ml 150 di Latte;
- ml 100 di Olio di semi di girasole;
- 2 Uova;
- La buccia grattugiata di 1 Limone;
- 1 bustina di Lievito per dolci;
- 1 pizzico di Sale;
Infornate, in forno già caldo, a 180° per 15/20 minuti. A cottura ultimata aprite un pò il forno, lasciate raffreddare e sfornate.
Trasferite le camille su una griglia per dolci e spolverizzate con zucchero a velo oppure con della granella di mandorle. Disponetele su un vassoio e servite.
Si conservano benissimo per 2/3 giorni in un contenitore ermetico.
martedì 9 giugno 2009
Crema all'Arancia
"Ah, da nuvola folgoreggiante in patria
brillò lieve un lampo, leggero come il saluto
che una mano accenna con la punta delle dita!
(Esso) fece sgorgare
da occhi insonni lacrime nascoste, e li illuminò di luce
benché fosse notte scura
Oh, meravigliosa visita!
Apparve l'immagine a (visitare) palpebre che,
quando mi rinvenni, ritenevano ancora l'illusione…
Soggiorno in Saqi Ahra,
al confine di un deserto arido e brullo
vicino ad un lembo di terra schiaffeggiato dal vento,
quando soffia umido e freddo.
Mi giunge un soffio dell'odore del muschio, dal deserto; a chi volesse avventurarsi
in questi orridi luoghi sono (da superare)
un immenso mare e vaste pianure
Con l'aurora le tenebre si rivestono di luce,
come si riveste di sudore, per la lunga corsa,
il petto di un morello
Sospiro di nostalgia per la mia terra,
nella cui polvere si son consunte le membra
e le ossa dei miei,
come sospira verso casa, avendo smarrito la strada,
un vecchio cammello sfinito,
impacciato dalle tenebre.
Già è svanito dalle mie mani
il fiore dell'amor giovanile,
ma la bocca è piena del suo ricordo."
Ibn Hamdis; La terra degli avi.

Ingredienti:
- ml 750 di Latte;
- 2 Arance;
- 3 Uova ( solo i tuorli);
- gr 180 di Zucchero;
- gr 75 di Amido di riso (oppure di Maizena);
- gr 10 di Vanilina;
Private le arance della buccia, ponendo attenzione ad asportare solo la parte gialla; tenete da parte le scorzette e spremete le arance conservando il succo.
In un pentolino, dalla capacità di l 1 abbondante e dalla forma larga, versate i tuorli delle uova e lavorateli con un poco di zucchero fino ad ottenere un composto cremoso; aggiungete adesso, poco per volta ed amalgamando dolcemente, il latte, che sarà a temperatura ambiente e versato "a filo", il resto dello zucchero, la vanilina, l'amido di riso sciolto ed il succo delle arance. Ponete adesso il pentolino sulla fiamma, che andrà mantenuta molto bassa, aggiungete le scorzette d'arancia e mescolate continuamente, con un cucchiaio di legno, fino a che non si sarà addensata prendendo una consistenza liscia e morbida.
Fate attenzione a non cuocere troppo per evitare che si formino grumi.
Ottima per farcire torte o crostate o per la merenda guarnita con delle cialde o dei biscotti.
giovedì 28 maggio 2009
Torta di Mele
"Io sento il profumo della tua freschezza.
Come carezza di vento.
Come bacio sulla riva del mare,
al tramonto."

Ingredienti;
- gr 125 di Farina "OO";
- gr 125 di Fecola di patate;
- 4 Uova;
- gr 180 di Zucchero;
- ml 150 di Panna liquida;
- gr 100 di burro;
- 1 Limone;
- gr 5 di Vanilina;
- 1 bustina di Lievito per dolci;
- 3 Mele renette;
- Un poco di Zucchero da spolverizzare sulle mele;
- un pizzico di Sale;
- Zucchero a velo per guarnire;
Private il limone della buccia, che andrete a grattugiare, e conservatene il succo. Pulite le mele e privatele della buccia; tagliatele a piccoli tocchetti che disporrete in una terrina. Spolverizzate i tocchetti di mela con lo zucchero, irrorate con il succo di limone e tenete da parte.
Lasciate ammorbidire il burro, ponetelo in una terrina e lavoratelo fino a renderlo cremoso; aggiungete le uova e lo zucchero e lavorate bene fino ad ottenere una crema gonfia e liscia; aggiungete la buccia del limone grattugiata e la panna e lavorate ancora.
Setacciate insieme la farina, la fecola di patate, il lievito, la vanilina ed il pizzico di sale ed aggiungete, poco per volta, al composto cremoso lavorando delicatamente fino ad amalgamare bene tutti gli ingredienti.
Ungete con il burro una teglia per torte, di circa 24 cm di diametro, e spolverizzate con un poco di farina; eliminate, con piccoli colpi secchi, la farina in eccesso e versateci dentro il composto ottenuto.
Scolate i tocchetti di mela dal succo di limone e distribuiteli sopra il composto.
Infornate in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti.
Lasciate raffreddare il forno prima di sfornare; trasferite la torta su un piatto per dolci e spolverizzate di zucchero a velo.
I versi sono tratti dalla raccolta di poesie "Al tempo delle fragole" di Bruno Naso.
martedì 21 aprile 2009
Il Cioccolato.

Secondo un'antica leggenda azteca, una bella principessa, lasciata a custodire il tesoro del suo sposo partito per la guerra, si sarebbe rifiutata di rivelare ai nemici dove fosse nascosto tale tesoro e sarebbe stata quindi torturata ed uccisa.
Dal terreno bagnato dal suo sangue il dio Quetzalcoalt avrebbe fatto nascere la pianta del cacao, con semi amari come le sofferenze inflitte alla principessa ma, come lei, ricchi di virtù e grande energia.
In realtà, secondo i botanici, l'origine della pianta del cacao sarebbe di molto antecedente alla civiltà azteca: si suppone che, probabilmente, il "Theobroma cacao linnaeus" sia germogliato spontaneamente verso il 4000 a.C. sulle sponde del Rio delle Amazzoni e dell'Orinoco e da quì si sia poi diffuso in una vasta zona del Centro America.
La coltivazione della pianta iniziò molto tempo dopo, intorno al 1000 a.C., e si estese in una zona tra lo Yucatan, il Chiapas ed il Guatemala dove poi si sviluppò e si affermò la civiltà Maya.
Il cacao fù per i Maya una pianta preziosa; ai suoi semi vi attribuirono proprietà mistiche e religiose, li utilizzarono per scopi terapeutici e cosmetici e come moneta di scambio.
Dai semi del cacao tostati, macinati e aromatizzati con vaniglia, peperoncino e pepe, ottenevano il "xocoatl", una bevanda dal gusto amaro ma molto energetica.
Il "xocoatl" era molto diffuso anche tra gli aztechi per i quali era di difficile reperibilità e quindi rappresentava una merce privilegiata; veniva dato come premio a chi si era distinto in battaglia e, tranne i nobili, la maggior parte del popolo poteva berne solo durante particolari cerimonie. La condanna a morte attendeva chi avesse osato berne senza permesso.
Saranno Cortéz ed i conquistadores a diffondere l'uso del cacao in Europa, tra l'aristocrazia spagnola.
Cortéz scambiato dagli aztechi per il dio "Quetzalcoatl" riceverà in dono da Montezuma II un'estesa piantagione di cacao, che naturalmente sfrutterà a fini commerciali.
Inizialmente solo l'aristocrazia spagnola aveva la possibilità di utilizzare i semi del cacao dai quali veniva ricavata una bevanda molto speziata, ottenuta mescolando il cacao con il peperoncino e la farina di mais, finchè un frate non ebbe l'idea di sostituire il peperoncino con lo zucchero e la vaniglia; questo nuovo gusto più dolce fece sì che il cioccolato venisse apprezzato in tutte le corti europee e si diffondesse poi anche fuori dagli ambienti aristocratici.
La grande rivoluzione, nella consumazione del cacao, arriverà nel 1828 quando Van Houten inventa una macchina per estrarre il burro di cacao; questa invenzione permetterà di ottenere una bevanda più fluida e gradevole.
Grazie alla scoperta di Van Houten, nel 1847 la realizzazione delle "tavolette" di cioccolato ad opera di un tale Joseph Fry, darà il via ad una diffusione del cacao su larga scala.
Le ricette:
Biscotti "Cannella e Cioccolato"
Muffin al Fondente e Mandorle
Baci al Cocco e Cioccolato
Torta soffice con Fondente
Torta al Cioccolato e Pere
Glassa di Cioccolato
Crema Cioccolato al profumo di Arancia
Torta "Arancia e Cioccolato"
Torta alle Mandorle ricoperta al cioccolato
Sachertorte
Ad una carissima amica che, non potendo mangiare dolci, se ne nutre solo con lo sguardo......

Ingredienti:
Per la base:
- gr 100 di Farina di Frumento;
- gr 60 di Mandorle;
- gr 150 di Zucchero;
- gr 150 di Cioccolato fondente;
- 5 Uova;
- Marmellata di Albicocche;
- Marmellata di Albicocche;
- gr 100 di Cioccolato fondente;
- gr 70 di Zucchero;
- 1 bicchiere di Acqua;
Fate fondere il cioccolato a "bagnomaria" (ponete il cioccolato spezzettato in un pentolino che immergerete in un altro pentolino più grande riempito con dell'acqua e lasciate fondere a fiamma bassissima); lasciate ammorbidire il burro e lavoratelo insieme allo zucchero, quindi aggiungete il cioccolato fondente fuso, mescolate bene ed aggiungete, uno per volta, i tuorli delle uova mescolando per amalgamare bene.
Montate adesso a "neve fermissima" gli albumi ed aggiungetene una parte al composto di burro, zucchero e cioccolato, mescolando delicatamente; incorporate, poco per volta, la farina e le mandorle tritate finemente, mescolando sempre delicatamente, ed aggiungete il resto degli albumi montati a neve.
Imburrate e spolverizzate di farina l'interno di uno stampo per dolci; versate dentro il composto ed infornate, in forno già caldo, a 180° per circa 45/50 minuti.
Sfornate e lasciate raffreddare; tagliate, quindi, la torta in due metà; farcitela con un leggero strato di marmellata di albicocche e ricomponete la torta.
Ponete su fiamma molto bassa un pentolino con due cucchiai di marmellata di albicocche ed un cucchiaio di acqua e fatela bollire; passatela al setaccio e spalmatela sulla superficie della torta.
Preparate adesso la glassa: fate sciogliere, in un pentolino, lo zucchero in un bicchiere d'acqua; fate bollire per qualche minuto a fiamma molto bassa e mescolando di continuo. Lasciate raffreddare lo sciroppo di zucchero ed unite il cioccolato fondente spezzettato; ponete ancora su fiamma bassa, a "bagnomaria", e fate sciogliere il cioccolato mescolando finchè non avrete un composto omogeneo; togliete dal fuoco, continuate a mescolare finchè la glassa non si sarà raffreddata e spalmatela sulla torta.
Ponetela a raffreddare.
Se volete scriverci sopra, lasciatela raffreddare un po in frigorifero, quindi scriveteci sopra facendo cadere "a filo" la glassa rimasta, che avrete mantenuto fluida mescolando, componendo la scritta desiderata.
Potete guarnire con trucioli di cioccolato.
mercoledì 1 aprile 2009
Biscotti "Cannella e Cioccolato"
"I minuti che ci hanno riuniti contano più di tutte le generazioni, ed il raggio che ha illuminato le nostre anime è più forte di ogni tenebra; e se la tempesta sulla superficie di questo mare sconvolto ci divide, le onde ci uniranno su quella calma riva; e se questa vita ci dà la morte, quella morte ci donerà la vita."
Da "Le ali spezzate" di G.K. Gibran
In questo dolce giorno di aprile sferzato dallo Scirocco che avvolge questo angolo di mondo in una luce irreale, guardo le cime dei pini piegarsi alla forza del vento; il suo caldo respiro scendere in violente ondate a scrollare i teneri germogli ed i rami già in fiore.
Pensieri velati da una dolce tristezza si inseguono e si accavallano nella mente in volo disordinato.
Vorrei avere ricette per addolcire tutti i cuori resi amari dalle sofferenze.
Vorrei conoscere le giuste dosi di spezie esotiche e cioccolato per regalare la gioia alla tristezza.
Vorrei saper mescolare miele e cannella per far dimenticare il dolore.
Vorrei possedere mandorle dolci da tritare finemente, con amore, con le quali poter curare le ferite inferte dalla miseria dell'animo umano.
Vorrei conoscere il giardino dove cogliere petali di zagara da filtrare per cancellare con il profumo del bene il mefitico odore del male.
Vorrei saper preparare un infuso di petali di rosa e vaniglia e così, con dolcezza, allontanare per sempre l'addio e la perdita.
Ma per quanto miele e spezie e aromi io possa dosare, tutto quello che posso dare è solo una breve, dolce carezza.

Ingredienti:
- gr 500 di Farina tipo "00";
- gr 180 di Zucchero;
- gr 250 di Burro;
- 3 Uova;
- gr 10 di Cannella (in polvere);
- 1 Limone;
- gr 150 di crema al Cioccolato;
Stendete quindi, la pasta frolla, in uno strato alto circa 6/7 mm e con un'apposita formina ricavatene dei biscotti rotondi; disponeteli su una teglia che avrete foderato con della carta da forno ed infornate (in forno già caldo) a 180° per 12/15 minuti. Sfornare e lasciare raffreddare.
Nel frattempo preparate la crema al cioccolato (potete sostituire l'arancia con il limone) oppure, se preferite, potrete usarne una tipo "nutella"; spalmatene un poco sulla parte inferiore di un biscotto ed accostateci sopra un altro biscotto premendo delicatamente per farli aderire bene.
Potete servirli così, semplicemente, oppure spolverizzati di zucchero a velo.
giovedì 26 marzo 2009
Torta "Profumo di Rose"
all'alba.
voglio staccarne boccioli
per la tua bellezza.
Ne farai una collana vermiglia
per inanellare
la rotondità della terra......
Io somiglio alla tua vita
e come perenne germoglio
vivi nelle cose
e nell'anima mia.
Se a te appartengono tutte le cose
io alle cose voglio appartenere......
Come le piante e le foglie
voglio imprigionare i raggi
del tuo lungo giorno."
Tratto dalla Raccolta di versi "Al Tempo delle Fragole"
di Bruno Naso
Sono questi i primi giorni di una nuova primavera. Ancora timida. Ancora avvolta nelle brume di un vecchio inverno. Desiderosa di sole e di profumi.
Nel mio giardino, che sembrava ancora addormentato, sono tornate le rose.
Tenere, piccole, appena rosate, appena in boccio............

Ingredienti;
- 5 Rose (non trattate);
- gr 350 di Zucchero;
- gr 10 di Gelatina (in fogli);
- 1 Limone (non trattato);
- 2 uova;
- ml 250 di Panna fresca;
- gr 250 di Farina "00";
- 1 bicchierino di Rosolio;
- 1/2 bustina di Lievito per dolci;
- 1 pizzico di Sale;
Mettete la gelatina ad ammorbidire, in acqua fredda, per circa 5 minuti quindi strizzatela ed aggiungetela al composto, amalgamando bene, dopo avrlo tolto dal fuoco; versatelo in un recipiente, non di metallo, e lasciate raffreddare.
Accendete il forno a 180°.
Preparate adesso l'impasto: in una terrina montate le uova con lo zucchero rimasto; unite una parte della scorza del limone grattuggiata e poi, uno per volta amalgamando bene, la panna fresca, il rosolio, la farina setacciata, il lievito ed il pizzico di sale. Passate di burro e spolverizzate di farina una tortiera di 26 cm di diametro; versate l'impasto e ponete a cuocere in forno per circa 45 minuti.
Togliete la torta dal forno, lasciate raffreddare e sformatela su un piatto per dolce; guarnite con la gelatina di rose tritata finemente, la scorzetta del limone avanzata tagliata a listarelle e decorate il piatto con petali di rose o piccoli bocciuoli. Un profumo!
Piccoli consigli:
Scegliete delle rose molto profumate ed assicuratevi che non siano state trattate con anticrittogamici o altro.
Sciacquate comunque con molta delicatezza i petali prima di metterli a macerare.
Filtrate l'acqua profumata alle rose e preparate lo sciroppo rispettando il tempo di cottura per evitare che diventi amaro.
Il mio grazie con un "besito" speciale a Lidia che è stata la mia fonte per questa ricetta.
lunedì 23 marzo 2009
"Sufi" e ....... Dolce Mimosa
Questo perche' la sua natura non e' fenomenica.
Si coglie col cuore come una poesia,come un'opera d'arte.
Si sente,si ama ma nessun concetto,come ombra fugace, e' ad essa adeguato".
Ritorno, carissimi, dopo questa prolungata assenza, con alcuni versi di Rumi, uno tra i più grandi poeti del "sufi". Tra tutte le definizioni date dai "maestri" per spiegare cos'è il Sufi, vorrei proporvi quella che, più delle altre, mi ha parlato di un "cammino" che trovo sia comune a chiunque porti, nel proprio cuore, sentimenti di amore e desiderio di perseguire la perfezione dell'anima:
"Il "tasawwuf" è afferrare le verità e rinunciare a ciò che è nelle mani degli uomini."
Ma'ruf Al-Karkhi
Ingredienti:
- Pan di spagna;
- Crema pasticcera oppure della Panna montata;
- un bicchiere di Gran Marnier;
- gr 30 di zucchero;
Preparate il Pan di spagna; quando si sarà raffreddato tagliatelo in tre strati, di cui uno leggermente più sottile degli altri due; delicatamente levate la crosticina esterna, dovuta alla cottura, e tagliate a piccoli dadini lo strato più sottile.
Diluite il gran Marnier con un poco di acqua, aggiungete lo zucchero e mescolate fino ad amalgamare bene; adagiate uno dei due strati di Pan di spagna rimasti su un piatto per torta e bagnatelo con il composto di liquore e zucchero; coprite adesso con una parte della Crema pasticcera concentrandone una buona parte verso il centro del dolce di modo che risulti più alta rispetto ai bordi; sistemate delicatamente l'altro strato di Pan di spagna sopra la crema e coprite tutto, distribuendo bene anche sui bordi del dolce, con la crema rimasta; adesso coprite il tutto con i dadini di Pan di spagna per dare l'effetto mimosa.
Se preferite potete sostituire la crema pasticcera con della panna fresca montata oppure, invece di una torta grande, potete fare dei "dolcetti individuali" così come ho fatto io.
martedì 3 febbraio 2009
"Bucconotti"
Da madre a figlia, mi raccontava, questa ricetta viene tramandata da generazioni seguendo sempre lo stesso procedimento e rispettando dosi ed ingredienti della ricetta originale.
Ci siamo fatte compagnia chiacchierando di dolci e di vita; ci siamo donate, a vicenda, ricette e sorrisi così che, anche se solo per poco, abbiamo reso più leggera l'aria greve che aleggiava intorno a noi.
Mi ha salutato regalandomi un assaggio dei Bucconotti ed un vasetto di Mostarda di Uva.
Non conosco neanche il suo nome, ma non è importante; a volte certi incontri sono solo strade che si incrociano per allontanarsi subito dopo. Momenti che tornano poi solo nei ricordi.

Ingredienti:
- Kg 1 di Farina (tipo "00");
- gr 150 di Strutto;
- gr 100 di Olio di oliva;
- 5 Uova fresche, intere;
- 1 bustina di Lievito per dolci;
- 1 vasetto di Mostarda di uva;
- Zucchero a velo per guarnire;
Quando avrete ottenuto un impasto omogeneo dalla consistenza morbida e liscia, ponete a riposare in un canovaccio da cucina, giusto il tempo che vi sarà necessario per ungere leggermente di olio gli stampini; andranno benissimo quelli che si utilizzano per le crostatine.
Stendete la pasta in una sfoglia spessa circa 1/2 cm e ritagliatela in dischetti della larghezza necessaria a foderare lo stampino tenendo presente che deve risalire verso i bordi; sistemate i dischetti di pasta negli stampini e farciteli con la Mostarda di Uva; ritagliate adesso dei dischetti più piccoli e coprite la farcitura; esercitate una leggera pressione per sigillare i bordi ed infornate a 170°, in forno già caldo, per circa 25/30 minuti; se utilizzate stampini di alluminio saranno necessari circa 40 minuti di cottura o anche più, a seconda del tipo di forno.
Sfornate e lasciate raffreddare un pochino prima di togliere i Bucconotti dagli stampini.
Spolverizzate di zucchero a velo e servite.
I Bucconotti sono dolci tipici di alcune zone della provincia di Cosenza; la ricetta tradizionale della zona di Conflenti prevede la farcitura con la mostarda di uva ma, cambiando zona si trovano varianti farciti al cedro o con la confettura di uva. Si possono farcire anche con un impasto di noci, fichi secchi e mandorle tritati insieme in una crema di cioccolato.
martedì 2 dicembre 2008
Torta "Mandorla & Carota"
"Io ho sete di aromi e risa,
sete di nuovi canti
senza lune e senza gigli,
e senza amori morti.
Un canto mattutino che smuova
le quiete acque
del futuro. E colmi di speranza
il limo e le sue onde.
Un canto luminoso e calmo
pieno di pensiero,
vergine di tristezze e angosce
e vergine di sogni.
Canto che penetri l'anima delle cose
e l'anima dei venti
e che si plachi infine nella gioia
di un cuore eterno."
F. Garcia Lorca

Ingredienti;
gr 100 di Farina (tipo OO);
gr 180 di Zucchero;
gr 250 di Carote;
gr 170 di Mandorle(già pelate e tritate);
gr 150 di Yogurt o Panna fresca liquida;
3 Uova;
1 cucchiaino di Lievito per dolci;
1 buccia di Limone;
Zucchero a velo per guarnire.
Separate i tuorli, delle uova, dalle chiare; in una terrina, lavorate con il frullino i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una composto cremoso; aggiungete lo yogurt o la panna e continuate a lavorare per amalgamare bene gli ingredienti; unite adesso le mandorle tritate, la buccia di limone grattugiata, la farina setacciata, le carote tritate finemente ed il lievito e lavorate bene finchè non avrete un composto cremoso, liscio ed omogeneo.
Montate adesso le chiare delle uova a neve "fermissima" ed aggiungetele, mescolando delicatamente, al composto.
Imburrate ed infarinate una teglia per dolci di circa 26 cm di diametro e versate dentro il composto ottenuto; infornate, in forno già caldo, a 180° per circa 25 minuti, poi abbassate la temperatura a 160° e lasciate cuocere per altri 25 minuti circa.
Lasciate raffreddare e spolverizzate in superficie con lo zucchero a velo.
Piccolo consiglio: io ho tritato le carote al momento di aggiungerle al composto per evitare che perdessero acqua così da conservare tutte le proprietà nutritive delle carote ed il dolce mantenesse la giusta umidità.
Credetemi: buonissima, sia a colazione che all'ora del té.
venerdì 28 novembre 2008
Soffice dolcezza alla panna
una carezza rimane sospesa,
messaggera di dolci promesse.
Tu, dolcemente ogni mattina
accendi il giorno di nuova luce.
Profumi di rose e cannella,
di zagara, di dolcezza............

Ingredienti:
gr 150 di Farina;
gr 100 di Fecola di patate;
gr 250 di Zucchero;
ml 250 di Panna liquida fresca;
3 Uova;
ml 40 di Rhum (o altro liquore simile);
1 bustina di Lievito per dolci;
1 scorzetta di Arancia grattugiata.
Per guarnire:
qualche cucchiaio di marmellata di Arance;
un poco di granella di Mandorle;
scorzetta di Arancia candite.
Accendete il forno a 180° prima di dare inizio alla preparazione.
Separate i tuorli delle uova dagli albumi; ponete i tuorli in una terrina, aggiungete metà dello zucchero e mescolate, con il frullino elettrico, fino ad ottenere una crema soffice ed omogenea; aggiungete adesso la panna e lo zucchero rimasto e lavorate ancora; unite quindi le farine setacciate insieme, la scorzetta dell'arancia grattugiata, il liquore ed il lievito e lavorate fino a che il composto non risulterà gonfio, liscio e omogeneo.
In un'altra terrina, dai bordi alti, montate a neve fermissima gli albumi ed incorporateli delicatamente al composto.
Imburrate e spolverizzate di farina una teglia per dolci di circa 24 cm di diametro e versate dentro il composto; portate la temperatura del forno a 170° ed infornate lasciando cuocere per circa 40/45 minuti. Il tempo di cottura può variare a seconda del tipo di forno.
A cottura ultimata, aprite un pochino il forno e lasciate raffreddare lentamente.
Riscaldate a bagnomaria la marmellata di arance (scegliete una marmellata priva di scorzette) con un cucchiaio di acqua e mescolate finchè non avrà raggiunto una consistenza morbida e liscia.
Glassate con questa marmellata "ammorbidita" la superficie ed i lati della torta e guarnite con la granella di mandorle e le scorzette di arancia candite.
Come potete vedere, se avessi tardato ancora un po a fare la foto...... avrei proposto la foto delle briciole.
lunedì 20 ottobre 2008
Muffin al Fondente e Mandorle
"Vorrei che poteste vivere del profumo della terra e che la luce vi nutrisse in libertà come una pianta.........
........ Quando mangerete una mela, ditele in cuore:
"i tuoi semi vivranno nel mio corpo,
ed i tuoi germogli futuri fioriranno nel mio cuore,
ed il mio respiro sarà la tua fragranza,
e noi godremo insieme in tutte le stagioni".
Quando d'autunno coglierete dalle vigne l'uva per il torchio, dite nel cuore:
"Io pure sarò vigna, e per il torchio sarà colto il mio frutto,
e come vino nuovo sarò tenuto in botti eterne".
Quando d'inverno spillerete il vino, per ogni coppa cantate una canzone;
ed in questa ricordatevi dei giorni dell'autunno, della vigna e del torchio."
Gibran Kahlil Gibran

Ingredienti:
- gr 200 di Farina tipo "00";
- gr 50 di Fecola di patate;
- gr 150 di Zucchero;
- ml 80 di Olio di semi di girasole;
- ml 200 di Panna fresca;
- 3 Uova;
- 1 bustina di Lievito per dolci;
- la buccia grattugiata di 1 Limone;
- gr 200 di Cioccolato fondente;
- gr 50 di Mandorle;
- qualche cucchiaio di miele.
Tritate le mandorle riducendole in granella, spezzettate il cioccolato fondente in piccoli pezzettini e grattugiate la buccia del limone.
Accendete il forno a 180° prima di dare il via ai "lavori" così sarà gia caldo al momento di infornare.
Il procedimento per l'impasto dei muffin segue sempre la regola di mescolare separatamente gli ingredienti secchi ( farine, zucchero, lievito) da quelli umidi (uova, panna, olio) ai quali aggiungerete la buccia di limone e che andrete a lavorare bene fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso prima di aggiungervi gli ingredienti secchi. Mescolate delicatamente fino ad ottenere un impasto morbido e liscio ed unite i pezzettini di cioccolato mescolando sempre delicatamente. Preparare gli stampini da muffin foderandoli con gli appositi pirottini di carta; le dosi dovrebbero essere sufficenti per 16/18 muffin. In ogni pirottino versate una quantità di impasto fino a riempirlo per 2/3 della sua capacità. Infornare a 180° per 15/18 min circa, la variabilità dei tempi di cottura è data sempre dal tipo di forno.
A cottura ultimata, sfornate i muffin e lasciateli raffreddare.Sciogliete il miele riscaldandolo a bagnomaria. Togliete i muffin dagli stampini, glassateli leggermente in superficie con il miele e ricopriteli con la granella di mandorle.
venerdì 8 agosto 2008
Madeleines al gelato

Una chiacchierata tra amici. Tra una bibita fresca ed un dolcetto al gelato inevitabilmente si finisce per parlare di questa terra; dei tanti problemi che la affliggono e della sua incredibile e sconosciuta bellezza. Il signor Francesco ci regala piccoli vissuti di questo suo paese lasciato oltre cinquanta anni fà ed al quale torna sempre con cuore colmo di tenerezza ed amore; qualcun'altro racconta di vecchie leggende; nel caldo pomeriggio calabrese questa terra, seducente, si lascia scoprire e ci invita ad amarla.

Ingredienti:
· Gr 240 di Farina “00”;
· Gr 150 di Zucchero di canna (greggio);
· Gr 100 di Latte;
· Gr 120 di Burro;
· Gr 10 di Lievito per dolci;
· 3 Uova;
· 1 Limone (non trattato);
· Gr 4 di essenza di Vaniglia;
· Gr 250/300 di Gelato.
Per la Glassa di Cioccolato:
· Gr 200 di Cioccolato fondente;
· Gr 30 di Burro;
· Gr 20 di zucchero a velo;
Lasciate ammorbidire un po’ il burro, a temperatura ambiente, e lavoratelo con la frusta elettrica fino a renderlo cremoso; aggiungete le uova, uno per volta, amalgamando bene; unite adesso lo zucchero greggio e cominciate a far montare l’impasto aggiungendo il latte e poi lentamente la farina setacciata; infine unite la buccia del limone grattugiata, tenendo molta cura nel prendere solo la parte gialla, l’essenza di vaniglia ed il lievito; lavorate a bassa velocità facendo montare bene fino ad ottenere un impasto morbido e cremoso.
Utilizzando piccole formine per Madeleine ma andranno benissimo anche quelle per Muffin, versate un cucchiaio (da minestra) colmo di impasto in ogni formina; infornate in forno già caldo a 170° per 20 minuti circa.
A cottura ultimata, togliete i bocconcini dal forno e lasciateli raffreddare. Con un coltello tagliate la “cupoletta” superiore e conservatela; aiutandovi con un cucchiaino cavate un pochino della mollica interna, sbriciolatela grossolanamente ed unitela al gelato che avrete lasciato ammorbidire leggermente, mescolate e riponete nel congelatore per far riacquistare compattezza al gelato. Mentre attendete che si ricompatti il gelato, preparate la glassa al cioccolato facendo fondere "a bagnomaria" il burro insieme al cioccolato spezzettato ed allo zucchero a velo. Ricavate adesso, con l’apposito cucchiaio, delle palline di gelato e ponetene una per ogni bocconcino, coprite con le rispettive “cupolette” e decorate i bocconcini facendo cadere sopra la glassa di cioccolato colandola “a filo”.
Servite subito naturalmente.
Naturalmente il gelato lo sceglierete seguendo il vostro gusto; io ho utilizzato del gelato al cioccolato, al fior di latte e all'amarena. Buonissimi.
venerdì 13 giugno 2008
Panini dolci
Profumo della mensa, gioia dei focolari.
Rispettate il Pane, sudore della fronte
Orgoglio del lavoro, poema di sacrificio.
Onorate il Pane, gioia dei campi
Fragranza della terra, festa della vita.
Non sciupate il Pane, ricchezza della casa
Il più soave dono di Dio, il più santo premio della fatica umana.

Ingredienti:
- gr 500 di Farina (tipo "O");
- gr 100 di Zucchero;
- gr 100 di Burro;
- gr 250 di Acqua;
- gr 25 di Lievito di birra;
- un pizzico di sale;
- gr 100 di Uvetta sultanina oppure di Cioccolato fondente.
Sciogliete il lievito nell'acqua leggermente tiepida insieme a 10 gr di zucchero; ponete la farina in una terrina abbastanza capiente; formate una "fontanella" al centro e versate dentro l'acqua con il lievito; aggiungete lo zucchero rimasto e cominciate ad impastare facendo scivolare piano piano, con la punta delle dita, gli ingredienti verso il centro della fontanella; aggiungete quindi il burro, che avrete lasciato ammorbidire, ed il pizzico di sale; amalgamate tutti gli ingredienti ed impastate. Coprite l'impasto con un canovaccio e poi ancora con una piccola coperta di lana e mettete a lievitare in un luogo caldo finchè non avrà raddoppiato di volume.
Nel frattempo ponete l'uvetta a mollo in acqua tiepida e poi strizzatela e passatela in un poco di farina oppure, se avete preferito il cioccolato spezzetatelo in piccoli quadratini.
Riprendete l'impasto ed aggiungetevi l'uvetta oppure i pezzetti di cioccolato, impastate perchè si distribuiscano in modo uniforme dentro la massa e dividete in piccoli panetti del peso di circa 40/50 gr ciascuno; rivestite una teglia con la cartaforno e sistematevi sopra i panetti distanziandoli l'uno dall'altro, coprite con il canovaccio e lasciate lievitare ancora per altri 30 minuti circa. Ponete a cuocere in forno già caldo a 180/200° per 15/20 minuti.
Ricordo che i tempi di cottura possono variare a seconda del tipo di forno.
Sono ottimi per la prima colazione.
Oggi, giorno della festa di Sant' Antonio qui è usanza benedire dei piccoli pani da distribuire alle famiglie; verrà spezzato a tavola e diviso tra tutti i commensali.
martedì 3 giugno 2008
Muffin "Pesche & Cannella"
Di solito, quando mi trovo una nuova ricetta per le mani, la prima esecuzione rispetta ingredienti, dosi e tempi suggeriti per essere modificata o stravolta (come in questo caso) quasi letteralmente alla seconda realizzazione fino a trovare i giusti equilibri di dosi, tempi e gusto cosicchè la ricetta finale, spesso, è molto diversa dall'originale.

Ingredienti:
- gr 250 di Farina (Tipo oo);
- gr 50 di Mandorle macinate,
- gr 150 di Burro;
- gr 200 di Zucchero;
- gr 5 di essenza di vaniglia;
- 1 bustina di Lievito per dolci;
- 1 cucchiaino di Cannella in polvere;
- 3 Uova;
- gr 200 circa di Yogurt bianco;
- gr 30 di Mandorle in scaglie;
- un pizzico di Sale;
- 2 Pesche (anche sciroppate);
- un poco di Zucchero grezzo di canna;
- un poco di miele per glassare.
In una terrina versare il burro ammorbidito e, con l'aiuto di una frusta elettrica, montare bene aggiungendo le uova intere e poi, di seguito, lo zucchero e lo yogurt, mescolando bene ad ogni ingrediente aggiunto; unire quindi, sempre un ingrediente per volta e mescolando bene, il pizzico di sale, le mandorle macinate, la farina, l'essenza di vaniglia, la cannella, il lievito ed infine, mescolando adesso delicatamente, gr 20 di mandorle in scaglie e le pesche tagliate in pezzetti.
Ungete con il burro e spolverizzate di farina gli stampini per muffin oppure, per una migliore presentazione e risparmio di lavoro, potete utilizzare gli appositi pirottini di carta; versate in ogni stampino qualche cucchiaiata dell'impasto ottenuto riempiendoli poco sopra la metà; spolverizzate in superficie con lo zucchero di canna e infornate, in forno già caldo, a 180° per circa 10 minuti; abbassate quindi la temperatura a 150° e lasciate cuocere per altri 10/15 minuti.
Sfornate e distribuite su ogni dolcetto qualche scaglietta di mandorle; riscaldate a bagnomaria un pò di miele e glassate la superficie dei muffin.
Io ne ho fatti anche alla mela e cannella, sostituendo, naturalmente, la mela alla pesca. Il risultato è stato ottimo solo che la mela presenta, come unico inconveniente, il tempo ridotto di conservazione: due giorni al massimo in ambiente fresco.
Le mie ricette ed i miei pensieri sono a disposizione di chiunque li ritenga degni di interesse ed intenda naturalmente farne un buon uso prego però, cortesemente, chiunque voglia prelevare copia, anche parziale, dei testi originali pubblicati su questo Blog e darne diffusione di chiedermene preventiva autorizzazione e, naturalmente, di citarne la fonte.
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