Il blog di "Villa Lopez"

Benvenuti nel mio blog.

Questo blog è il diario della piccola, tranquilla, meravigliosa vita di un piccolo bed and breakfast; andrò annotando sopratutto le mie ricette dei dolci e dei piatti tipici della cucina calabrese e poi Vi racconterò della storia, delle tradizioni, della musica e anche della letteratura, della splendida natura e della bellezza incantatrice di questo angolo di Calabria.

A tutti voi amici che mi regalate il piacere della vostra attenzione chiedo di lasciare, al vostro passaggio, un commento, i vostri suggerimenti.
Grazie e buona lettura.

"E' un privilegio preparare la stanza in cui dormirà qualcun altro" E. Jolley

"E' un privilegio preparare la stanza in cui dormirà qualcun altro"  E. Jolley
Accomodatevi prego, se desiderate visitare il mio bed & breakfast


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giovedì 22 gennaio 2015

"Cuore di M(i)ele"



"Quítame el pan si quieres,              
quítame el aire, pero                            
no me quites tu risa.                            
No me quites la rosa,                       
la lanza que desgranas,                       
el agua que de pronto                         
estalla en tu alegría,                          
la repentina ola                                  
de plata que te nace.                          
Mi lucha es dura y vuelvo                  
con los ojos cansados                     
a veces de haber visto                        
la tierra que no cambia,                      
pero al entrar tu risa                          
sube al cielo buscándome                  
y abre para mí                               
todas las puertas de la vida.             
Amor mío, en la hora                     
más oscura desgrana                      
tu risa,                                                                                     
ríe, porque tu risa                                           
será para mis manos                         
como una espada fresca...."                         
 
(Pablo Neruda; traduzione in italiano a fine post)





Ingredienti:

Pasta sfoglia in rotolo: gr. 250 
Mele "Renetta" o "Golden Delicious": 3;
Mandorle: gr. 40 circa;
Burro: gr. 20;
Zucchero: gr. 30 circa;
Vaniglia: 1 bustina (5 gr.);
Rum bianco: 1 cucchiaio circa;
Miele: gr. 20 circa;
Zucchero a velo per guarnire;

Preparazione:
Lavate e sbucciate le mele, privatele del torsolo e tagliatele a tocchetti piccoli; adagiateli in una terrina con lo zucchero ed il succo di mezzo limone e mescolate; 
Spezzettate le mandorle (già pelate);
In un pentolino largo e basso fate sciogliere il burro a fiamma bassissima, aggiungete le mele, il Rum, la vaniglia e le mandorle e fate cuocere per 5/8 minuti mescolando delicatamente;

Stendete il rotolo di Pasta sfoglia e dividetelo in 4 quadratini di circa 8/10 cm di lato; spennellate la superficie con il miele, adagiate al centro di ogni quadratino un cucchiaio del composto di mele e mandorle, ripiegate prima a triangolo pressando con le dita lungo i bordi per chiudere la pasta e poi girate le estremità del lato più lungo verso l'interno del lato pressando per "legare" le due punte; l'effetto che risulterà deve dare la forma di un cuoricino. 

Spennellate la superficie dei cuoricini con il miele rimasto e infornate a 160° (forno già caldo) per 20 minuti circa.
A cottura ultimata lasciate raffreddare un po e sfornate; trasferite i "cuori" su un vassoio e spolverizzate di zucchero a velo. 



               "Toglimi il pane se vuoi,
                 toglimi l'aria, ma
                 non togliermi il tuo sorriso.
                 Non togliermi la rosa,
                 la lancia che sgrani, 
                 l'acqua che d'improvviso
                 scoppia nella tua gioia,
                 la repentina onda
                 d'argento che ti nasce.
                 Dura è la mia lotta e torno
                 con gli occhi stanchi
                 a volte, d'aver visto 
                 la terra che non cambia,
                 ma entrando il tuo sorriso 
                 sale al cielo cercandomi
                 e apre per me
                 tutte le porte della vita.
                 Amor mio, nell'ora
                 più oscura sgrana 
                 il tuo sorriso,                                          
                 sorridi, perché il tuo sorriso                 
                 sarà per le mie mani
                 come una spada fresca...."







mercoledì 19 ottobre 2011

"Crostata di Lù"




"En la oscuridad te llamé,
todo era silencio y una brisa que se llevaba la cortina.
En el cielo apagado una estrella ardía,
una estrella partía,
una estrella moría."                        
                                                  (Forugh Farrojzad)



Tra qualche giorno, nel medesimo giorno e sparse un pò per l'Europa, alcune persone a me molto care festeggeranno i loro compleanni.
Idealmente voglio festeggiare insieme a loro..... e questo blog è la casa dove potremo ritrovarci tutti insieme a dispetto delle distanze che ci separano..... abbracciarci, sorridere e raccontarci mille cose davanti ad una crostata tutta speciale.....

Questa crostata richiede una lunga preparazione in più fasi:

Prima di tutto bisogna impastare la PastaFrolla che può essere preparata con molte ore d'anticipo;

Poi si passa alla preparazione del Pan di Spagna, anche questo con anticipo perchè dovrà raffreddare prima di essere sfornato e tagliato;

Quindi si passerà alla preparazione della Crema di Latte;
Ingredienti:
  • L 1 di Latte;
  • gr 150 di Zucchero;
  • 1 Uovo (solo il tuorlo);
  • gr 80 di amido di riso;
Versare il latte in un pentolino dal bordo un pò alto. In un colino, che terrete immerso per metà nel latte, versate l'amido di riso e mescolate con un cucchiaio finchè non si sarà completamente sciolto; amalgamate insieme lo zucchero ed il tuorlo d'uovo fino ad avere una crema omogenea ed aggiungete al latte.
Ponete a cuocere su fiamma molto bassa mescolando lentamente di continuo (con cucchiaio di legno) fino a completa cottura, cioè fino a che la crema non avrà raggiunto una consistenza morbida e corposa.
Continuate a mescolare per qualche minuto ancora dopo aver spento e tenete da parte.

Adesso andremo a preparare le Pere cotte alla Cannella;


Ultimata la preparazione di tutti gli ingredienti possiamo comporre la nostra crostata;

Sciogliete un pò di Alchermes in qualche chucchiaio d'acqua ed un pò di zucchero e tenete da parte;
Togliete la pastafrolla dal frigorifero lasciatela ammorbidire a temperatura ambiente per poterla lavorare; spolverizzate di farina una spianatoia e stendete con un matterello la pastafrolla in un disco alto circa mezzo centimetro ed un pò più largo della misura della teglia utilizzata;
Trasferite il disco di pasta sulla teglia (imburrata e spolverizzata di farina) e fate aderire bene la pasta ai bordi; tagliate un disco di Pan di Spagna della misura del fondo della crostata e appoggiatelo sulla pastafrolla; bagnate il Pan di Spagna con l'Alchermes e distribuite sopra le pere cotte; coprite tutta la superficie con la crema di latte e sbriciolateci sopra un pò di Pan di Spagna;
infornate in forno già caldo a 180° per circa 35/40 minuti (i tempi possono variare in base al tipo di forno); fate dorare le briciole di Pan di Spagna di copertura; lasciate raffreddare e sfornate.

E' vero.... tanto lavoro ma una vera delizia!

domenica 8 maggio 2011

"La parola più bella...



sulle labbra del genere umano è "Madre",


e la più bella invocazione è "Madre mia".


E' la fonte dell'amore, della misericordia,
della comprensione, del perdono.
Ogni cosa in natura parla della madre.
La stella Sole è madre della terra
e le dà il suo nutrimento di calore;
non lascia mai l'universo nella sera.....  Continua quì

venerdì 8 aprile 2011

Crostata all'Arancia



"Yo no necesito tiempo para saber cómo eres:
conocerse es el relámpago.
¿Quién te va a ti a conocer en lo que callas,
o en esas palabras con que lo callas?
El que te busque en la vida que estás viviendo,
no sabe mas que alusiones de ti,
pretextos donde te escondes......Yo no.

Te conocí en la tormenta.
Te conocí, repentina,
en ese desgarramiento brutal de tiniebla y luz,
donde se revela el fondo
que escapa al día y la noche.
Te vi, me has visto y ahora..........."

Pedro Salinas; brani da "La voz a ti debida" (La voce a te dovuta); versi da 388 a 424
Traduzione in italiano in fondo al post.

Per la base vedere il post sulla Pastafrolla;
Per la crema di copertura vedere il post sulla Crema all'Arancia;

Ingredienti per la base della farcia:
  • 2/3 Arance (non amare);
  • gr 20 di Burro;
  • gr 30 circa di Zucchero;
  • 1 Limone;
  • mezzo bicchierino di liquore all'arancia (facoltativo);
  • gr 60 circa di Biscotti secchi;
  • 1 Uovo;
Lavate e sbucciate le arance; pulitele accuratamente da tutta la parte bianca; dividete gli spicchi e privateli della pellicina facendo attenzione che rimangano interi.
In un pentolino, preferibilmente basso e largo, mettete il burro e fatelo sciogliere su fiamma molto dolce (non deve assolutamente soffriggere); aggiungete gli spicchi dell'arancia e spolverizzate sopra lo zucchero; mescolate delicatamente ed aggiungete il liquore all'arancia. Fate caramellare mescolando sempre molto delicatamente e tenedo la fiamma bassa; occorreranno circa 15 min.

Imburrate e spolverizzate di farina uno stampo per crostate ed eliminate la farina in eccesso; stendete la pastafrolla su una spianatoia di legno infarinata in due dischi, uno più grande per il fondo e l'altro più piccolo per coprire, dando uno spessore uniforme di circa mezzo centimetro; trasferite la pastafrolla sullo stampo facendola aderire ai bordi ed eliminate con un coltello la pasta in eccesso; frullate i biscotti secchi e distribuite la granella ottenuta sul fondo della crostata; versate sopra le arance con un po' del liquido di cottura e con delicatezza allargatele a coprire uniformemente il fondo; coprite con uno strato di crema all'arancia e coprite con il disco più piccolo di pastafrolla; girate verso l'interno dello stampo i bordi del disco inferiore e fare "sigillate" esercitando una leggera pressione con le dita. 
Spennellate la superficie con il tuorlo d'uovo sbattuto ed infornate a 170/180° (in forno già caldo) per circa 35 min; se necessario (dipende dal tipo di forno utilizzato) a cottura ultimata passate qualche minuto sotto il grill per dorare.
Lasciate raffreddare bene e trasferite la crostata su un piatto per dolci.


La voce a te dovuta

Non ho bisogno di tempo per sapere come sei:
conoscersi è luce improvvisa.
Chi ti potrà conoscere là dove taci
o nelle ore in cui tu taci?
Chi ti cerchi nella vita che stai vivendo,
non sa  di te che allusioni,
pretesti in cui ti nascondi.... Io no.

Ti ho conosciuto nella tempesta.
Ti ho conosciuto, improvvisa,
in quello squarcio brutale di tenebra e luce,
dove si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte......

Brani dal poema di Pedro Salinas

martedì 23 novembre 2010

"Calabria"




 "Ti amo Calabria
per gli assorti silenzi delle tue selve
che conciliano i sogni dei pastori
e le estasi degli eremiti.

Ti amo per quel fiume di alberi
che dalle timpe montane
arriva ai due mari a bere il vento del largo
frammisto all'aroma del mirto.

Ti amo per le solitarie calanche
chiuse da strapiombi di rocce
che prendon colore dell'alga
nata dallo spruzzo dell'onda.

Ti amo per le spiagge deserte
bianche di sole e di sale
dove fanciulli invisibili sorelle di Nausicaa...............

Continua quì..........



giovedì 23 settembre 2010

"La Storia del Té"




 "In tempi assai remoti, il tè non era conosciuto fuori della Cina. 
Voci sulla sua esistenza erano pervenute alle orecchie sia di saggi che di sciocchi di altri paesi, e ognuno cercava di scoprire di che si trattava in funzione dei propri desideri e dell'idea che se ne faceva.

Il re di Inja ('qui') mandò i suoi ambasciatori in Cina, e l'imperatore offrì loro del tè. 
Tuttavia, vedendo che anche i contadini ne bevevano, quegli ambasciatori conclusero che non era una bevanda degna del loro sovrano e, inoltre, che l'imperatore stava cercando di ingannarli facendo passare una sostanza qualsiasi per la bevanda celestiale di cui avevano sentito parlare.

Il più grande filosofo di Anja ('lì') raccolse tutte le informazioni possibili sul tè e concluse che si trattava di una sostanza che esisteva veramente, ma in piccolissima quantità, e che era di natura diversa da tutto ciò che si conosceva fino a quel momento. 
Non se ne parlava, infatti, come di un'erba, di un liquido, talvolta verde, talvolta nero, talvolta amaro e talvolta dolce?

Nei paesi di Koshish e di Bebinem, gli abitanti provarono per secoli tutte le erbe che poterono scoprire. Molti ne furono avvelenati e tutti restarono delusi. Infatti, poiché nessuno aveva introdotto la pianta del tè nel loro paese, non potevano trovarlo. Bevettero anche tutti i liquidi che trovarono, ma senza successo.

Nel territorio di Mazhab, un piccolo sacchetto di tè veniva portato in processione davanti al popolo, quando la gente affluiva nei luoghi di culto. Nessuno pensò mai di assaggiarlo, e a ragione: nessuno, infatti, sapeva come prepararlo. 
Tutti erano convinti che il tè avesse di per sé una qualità magica. Quando un saggio disse loro: "Ignoranti, versateci sopra dell'acqua bollente!", lo impiccarono e lo inchiodarono a un palo, visto che il suo suggerimento comportava, per essi, la distruzione del loro tè. Ciò provava che era un nemico della loro religione.
Prima di morire, il saggio aveva potuto trasmettere il suo segreto a poche persone, che riuscirono a procurarsi del tè e a berne in segreto. Quando veniva chiesto loro che stessero facendo, rispondevano:
"È solo una medicina che prendiamo per una specifica malattia".
Ed era così ovunque nel mondo. Alcuni avevano visto crescere il tè, ma non l'avevano riconosciuto. Ad altri era stato dato da bere, ma avevano pensato che si trattasse di una bevanda per gente ordinaria. Altri ancora ne erano entrati in possesso, ma lo avevano idolatrato. Fuori dalla Cina ben pochi ne bevevano, e anche di nascosto.

Poi venne un uomo di conoscenza che disse, ai mercanti di tè, ai bevitori di tè e ad altri: 
"Colui che gusta, conosce. Colui che non gusta, non conosce. Anziché parlare di bevanda celestiale, non dite nulla, ma offritelo nei vostri banchetti. Coloro che lo ameranno ne chiederanno ancora. Coloro che non lo ameranno dimostreranno la loro incapacità di essere bevitori di tè. Chiudete la bottega delle chiacchiere e dei misteri. Aprite la casa da tè dell'esperienza".

Di tappa in tappa, il tè venne portato attraverso la Via della Seta. 
E ogni volta che un mercante  la cui carovana trasportava pietre preziose, giada e seta  si fermava per riposare, preparava del tè e lo offriva alla gente che incontrava, che conoscesse o no la fama del tè. È questa l'origine delle Chaikhana, le case da tè che furono aperte lungo la strada che da Pechino va a Buchara e a Samarcanda. 
E coloro che lo gustarono, seppero.

All'inizio, si noti bene, furono solo i grandi e i sedicenti saggi a cercare la bevanda celestiale e anche a esclamare: "Ma si tratta solo di foglie essiccate!";
oppure: "Perché fai bollire l'acqua, straniero, quando tutto ciò che ti chiedo è la bevanda celestiale?"; o anche: "Come posso essere sicuro che si tratta di tè? Provamelo. Inoltre, il colore di questo liquido non è dorato, ma ocra!".

Quando la verità fu conosciuta e il tè fu portato a tutti coloro che volevano assaggiarlo, i ruoli si invertirono e gli unici a ripetere ciò che avevano proferito i grandi e i sedicenti saggi furono gli idioti integrali. 
E a tutt'oggi è ancora così."


Questa storia è una delle "Parabole Sufi" e, come tutte le storie raccontate dai "maestri" sufi, proviene dai classici persiani, arabi, turchi e da raccolte tradizionali di storie e di insegnamento, nonché da fonti orali.
 
Nei circoli sufi è consuetudine che gli allievi si immergano nelle storie suggerite per lo studio, le cui dimensioni ulteriori potranno cosi essere loro rivelate dal maestro incaricato dell'insegnamento come e quando egli ritiene che il candidato sia pronto per le esperienze che queste storie fanno scaturire.
Al tempo stesso, molti racconti sufi sono entrati nel folclore, negli insegnamenti morali, e persino in alcune biografie. 
Molti hanno un valore nutritivo a vari livelli, pur mantenendo quello del semplice divertimento.


giovedì 13 maggio 2010

"Dimentichi di tutto"

“Si può essere migranti in ogni istante della nostra vita. Si può perdere ogni cosa in ogni istante della nostra vita. Ed allora si deve ricominciare, cercando altrove una opportunità di riscatto, di rivincita o di semplice speranza di vita”




Dimentichi di tutto
continuiamo il nostro cammino
senza contare le volte
che siamo caduti inciampando
che abbiamo avuto sete e fame
che ci hanno deriso e schiaffeggiato.
Di tutto l’amore e l’affetto
che lungo la strada abbiamo raccolto e regalato
dell’odio e dell’indifferenza
della passione e della sua assenza.......


Continua quì....

Nulla da aggiungere all'emozione che prende l'essenza profonda dell'anima di chi legge questi versi. 
Per chi è o è stato "migrante", o vive la storia dei "migranti" perchè la propria è una terra dissanguata, allora l'emozione è solo dolore.........
 

venerdì 2 aprile 2010

Una Storia..........



"Oggi è riconoscerti in ogni viso che incontro.
E allora ricordare di tutte le strade che abbiamo percorso. Mai insieme.
Ti ho visto venirmi incontro, passarmi accanto senza osare.
Ti sono passata accanto, senza vederti.

La mia stessa anima mi è nemica ed io sono solo una guerriera.
E sono sola.
Sotto i miei passi la Terra è una madre dalle mani tremanti,
sopra di me solo neri Cieli. Aspettano. Irridenti. Sicuri.

E tu, non vedi i morsi con i quali la vita ha segnato la mia pelle....
Ed ai quali ho risposto digrignando i denti in un sorriso gentile.

Mi avvolgi in uno sguardo.... ma non conosci il colore del mio sguardo.
Nè quella scintilla, quella che tu percepisci come luce gioiosa.
Luce, scintilla, che sale dall'abisso....
Se soltanto io sollevassi le ciglia potresti conoscere l'inferno.

Pur nel silenzio
che adesso mi avvolge, sussulti di rami spezzati.
Il mio nemico è ora più vicino.
Un'altra battaglia mi attende....
Un'altra ancora."


martedì 28 luglio 2009

Muffin "Mela e Miele"


"Tutto è pronto: il mare, l'atlante, l'aria
Mi manca solo il quando,
un diario di bordo, il dove, le carte di navigazione,
venti a favore, il coraggio
e qualcuno che mi ami come non so amarmi io."
Juan Vicente Piqueras





Ingredienti:
  • gr 250 di Mele (renette);
  • gr 250 di Farina (tipo "OO");
  • gr 50 di Miele;
  • ml 200 di Latte;
  • 1 cucchiaino di Cannella in polvere;
  • 1 cucchiaio raso di Lievito per dolci;
  • 2 Uova (solo gli albumi);
  • ml 60 di Olio extravergine d'oliva;
  • un pizzico di Sale;

In una terrina setacciate insieme la farina ed il lievito; aggiungete la cannella ed il sale e mescolate.
In un'altra terrina versate il latte, il miele e l'olio e mescolate per amalgamare bene. Montate, adesso, gli albumi a neve fermissima ed aggiungete delicatamente al composto di ingredienti liquidi. Mescolando, sempre delicatamente, aggiungete adesso il contenuto dell'altra terrina fino ad ottenere un composto liscio e cremoso. Aggiungete infine le mele tagliate a tocchettini.
Versate il composto negli appositi stampini riempiendoli fino a 3/4 della loro capacità ed infornate a 180° circa (in forno già caldo) per 12/15 minuti fino a che i muffin non avranno un colore leggermente dorato.
Sfornate e servite freddi.

I muffin si conservano bene anche per 3/4 giorni in un contenitore ermetico.


giovedì 9 luglio 2009

Camille a ........ modo mio!


"Is’ad ti prego di venire con me

nel vicino bosco, dove la vita è bella.

Nella sua frescura c’è la bellezza dell’amore

per accogliere l’alba sorridente

che respira come la corda della chitarra.

Cantiamo, come cantano gli usignoli,

per i fiori e gli alberi.

Li' accoglieremo il venticello che odora di gelsomino,

ascolteremo la melodia degli uccelli

e la loro tenera magia.

Li' berremo avidamente

L’incanto del mattino e del tramonto.

Torneremo pieni di sogni e di speranze."

Mohammad al-Basrûs





Ingredienti;
  • gr 250 di Carote;
  • gr 80 di Mandorle (tritate);
  • gr 200 di Farina (tipo OO);
  • gr 200 di Zucchero;
  • ml 150 di Latte;
  • ml 100 di Olio di semi di girasole;
  • 2 Uova;
  • La buccia grattugiata di 1 Limone;
  • 1 bustina di Lievito per dolci;
  • 1 pizzico di Sale;
Tritate le mandorle insieme allo zucchero. Tritate le carote ed aggiungetele alle mandorle e lo zucchero; incorporate, uno per volta, le uova lavorando per amalgamare bene gli ingredienti; aggiungete, sempre un ingrediente per volta amalgamando bene ad ogni ingrediente aggiunto, la buccia grattugiata del limone, il latte e l'olio, poi la farina, il lievito ed il pizzico di sale; quando il composto risulterà liscio e cremoso distribuitelo nei pirottini (io ho usato quelli per i muffin) riempiendoli per 2/3 della loro capienza.
Infornate, in forno già caldo, a 180° per 15/20 minuti. A cottura ultimata aprite un pò il forno, lasciate raffreddare e sfornate.
Trasferite le camille su una griglia per dolci e spolverizzate con zucchero a velo oppure con della granella di mandorle. Disponetele su un vassoio e servite.

Si conservano benissimo per 2/3 giorni in un contenitore ermetico.


lunedì 29 giugno 2009

Kumquat (Mandarini cinesi) al Cognac

"Zefiro oscuro,
freme l'intensa alba,
ricolma del tuo flusso,
palpita fra le plaghe dell'etere
e ansima fra le aride crepe.
Nulla può deviare l'amplesso armonico,
che scorre senza increspare l'immenso.
Io siedo quietamente,
inebriato d'incanto,
il culmine giunge silente
e il sublime s'innalza da sé."
Mario Guarna



Il mio piccolo "limonero" ha messo il vestito bianco e profumato dei fiori.
Piccola, piccolissima bianca zagara, profuma l'aria intorno e ti avvolge di una strana tenerezza.
E' un dono, un piccolo miracolo.
Ed i suoi frutti riservano dolci sorprese.

Dopo laprecedente ricetta della Marmellata "speziata" vorrei proporvi anche quest'altra ricettina dall'esotico profumo.


Ingredienti
;
  • Kg 1 di kumquat;
  • gr 400 di zucchero;
  • 1 stecca di Cannella;
  • gr 10 di chiodi di garofano;
  • ml 3 di acqua;
  • ml 150 di cognac;

Togliete il picciuolo ai kumquat, lavateli ed asciugateli delicatamente con della carta assorbente.
Fate adesso uno sciroppo sciogliendo 150 g zucchero nell'acqua e lasciate cuocere fino a quando non sia diventato trasparente (circa 5 minuti).
Aggiungete quindi i kumquat e la stecca di cannella e mescolando con delicatezza fate cuocere per qualche minuto, ponendo molta attenzione per evitare che si rompano; toglieteli dallo sciroppo con una schiumarola e trasferiteli nei vasetti tiepidi (che avrete precedentemente sterilizzato); debbono arrivare giusto al bordo.

Adesso misurate circa 150 ml dello sciroppo rimasto e ponetelo in una pentola con il resto dello zucchero; mescolate a fuoco lento fino a che il tutto non si sia perfettamente sciolto e poi lasciate bollire per 1 minuto circa in modo che il composto assuma la consistenza di uno sciroppo denso; sarà pronto quando mettendone una goccia tra due cucchiaini freddi, premendoli e poi separandoli si forma un filo di zucchero. Togliete dal fuoco, aggiungete il cognac ed i chiodi di garofano, mescolate bene, versate caldo sui kumquat; chiudete bene i vasetti e conservate in luogo buio ed asciutto fino al momento dell'uso.

Si conservano benissimo per circa 3 mesi.


venerdì 26 giugno 2009

Marmellata di Kumquat (Mandarini Cinesi)


"Sono morto come minerale e come pianta sorto.
Sono morto come pianta e ancora risorto come animale.
Sono morto come animale e risorto come uomo.
Perché temere allora di divenire meno morendo?
Ancora una volta moriro' come uomo.
Per risorgere come un angelo perfetto dalla testa
alla punta dei piedi.
Ed ancora quando da angelo soffrirò la dissoluzione
Io mutero' in cio' che supera l'umano concetto."
Rumi


I Kumquat, meglio conosciuti come mandarini cinesi, vengono utilizzati sopratutto in pasticceria, preparati canditi, e per la realizzazione di ottime confetture e mostarde; freschi si consumano interi, senza la necessità di privarli della buccia, e si possono utilizzare anche nella preparazione di insalate alle quali danno un sapore particolare.
Il kumquat e'un frutto ricco di potassio e di vitamina C ed A, possiede quindi un forte potere antiossidante e rafforza le difese immunitarie e 100 gr di questo frutto forniscono soltanto 60 calorie.
Può essere un buon digestivo se consumato a fine pranzo.





Ingredienti;
  • kg 1 di Kumquat (naturalmente non trattati);
  • 5 fettine di radice (rizoma) di Zenzero;
  • gr 800 di zucchero;
Private i Kumquat del picciuolo, lavateli ed asciugate delicatamente.
Poneteli a bagno in acqua per due giorni, cambiando l'acqua due volte al giorno.
Trascorsi i due giorni scolate, dividete i frutti a metà e levate i semi; poneteli in una terrina, aggiungete le fettine di zenzero e lo zucchero, mescolate e lasciate riposare per qualche ora. Versate tutto il contenuto della terrina in una pentola e ponete a cuocere a fiamma moderata fino a raggiungere la giusta consistenza (ripetere la prova della goccia sul piattino inclinato fino a che non scivolerà lentamente).
Versate la marmellata calda nei vasetti precedentemente sterilizzati, chiudete bene e capovolgete. Lasciate i vasetti capovolti fino a che non si saranno completamente raffreddati.

Piccolo consiglio: provate ad aggiungere, cinque minuti prima della fine della cottura, un bicchierino di liquore all'anice. Volendo potete sostituire la radice di zenzero con il liquore.


venerdì 12 giugno 2009

Marmellata di Prugne e Ciliege


"La tua voce è ombra di sogno.
Le tue parole sono nell'aria assonnata petali di rose bianche.
Ai tuoi capelle dorati, al tuo sguardo profondo, alla tua voce velata e triste offro il mio manto andaluso!
E' nei tuoi occhi la nebbia delle mattine antiche;
dolci occhi indolenti, intrisi di lontananza.
Nell'ascoltarti si sente dentro il cuore un remoto rumore di calda sorgente"




Il vento caldo porta con se il profumo di antichi ricordi. Ha attraversato le montagne eppure conserva ancora nella sua calda carezza la memoria di torride spiagge bianche di sole, di candidi merletti di spuma sulle lunghe onde di limpido azzurro, di pomeriggi immoti.
Suoni di una lingua antica. Memorie dimenticate di frutta appena colta, di squisite dolcezze, di fiori tra i capelli.
La percezione dell'eternità mentre ti lasci accarezzare dalla tiepida brezza, dai profumi e dai suoni dei secoli ..........





Ingredienti;
  • gr 500 di Prugne;
  • gr 500 di Ciliege;
  • gr 250 di Zucchero grezzo (di canna);
  • gr 250 di Zucchero semolato;
  • 1 Limone;
  • gr 20 di bacche di Ginepro;
  • qualche grammo di Zenzero;
  • una stecca di Cannella;
Lavate bene la frutta ed asciugatela delicatamente; snocciolate le ciliege e le prugne; tagliate queste ultime a tocchetti e aggiungete lo zucchero grezzo e lo zucchero semolato, le bacche di ginepro ( per un sapore più "deciso" è preferibile pestarli grossolanamente), la stecca di cannella ed una punta di cucchiaino di zenzero; mescolate bene e lasciate riposare, in luogo fresco per qualche ora. Versate quindi la frutta nella pentola di cottura, aggiungete la buccia del limone tagliata a striscioline (solo la parte gialla) ed il succo di mezzo limone e ponete a cuocere su fiamma moderata, mescolando con un cucchiaio di legno, finchè non avrà raggiunto la giusta consistenza.
Versate nei vasetti di vetro sterilizzati, tappate e capovolgete. Lasciate raffreddare ed etichettate. Conservate in luogo fresco.

Per verificare la consistenza della confettura provate la "prova piattino" cioè, versate una goccia di composto su un piattino inclinato; se la goccia scivola lentamente vuol dire che la confettura ha raggiunto il giusto grado di cottura.


martedì 9 giugno 2009

Crema all'Arancia

"Ah, da nuvola folgoreggiante in patria
brillò lieve un lampo, leggero come il saluto
che una mano accenna con la punta delle dita!

(Esso) fece sgorgare
da occhi insonni lacrime nascoste, e li illuminò di luce
benché fosse notte scura

Oh, meravigliosa visita!
Apparve l'immagine a (visitare) palpebre che,
quando mi rinvenni, ritenevano ancora l'illusione…

Soggiorno in Saqi Ahra,
al confine di un deserto arido e brullo
vicino ad un lembo di terra schiaffeggiato dal vento,
quando soffia umido e freddo.

Mi giunge un soffio dell'odore del muschio, dal deserto; a chi volesse avventurarsi
in questi orridi luoghi sono (da superare)
un immenso mare e vaste pianure

Con l'aurora le tenebre si rivestono di luce,
come si riveste di sudore, per la lunga corsa,
il petto di un morello

Sospiro di nostalgia per la mia terra,
nella cui polvere si son consunte le membra
e le ossa dei miei,

come sospira verso casa, avendo smarrito la strada,
un vecchio cammello sfinito,
impacciato dalle tenebre.

Già è svanito dalle mie mani
il fiore dell'amor giovanile,
ma la bocca è piena del suo ricordo."

Ibn Hamdis; La terra degli avi.




Ingredienti:
  • ml 750 di Latte;
  • 2 Arance;
  • 3 Uova ( solo i tuorli);
  • gr 180 di Zucchero;
  • gr 75 di Amido di riso (oppure di Maizena);
  • gr 10 di Vanilina;
Sciogliete in una piccola terrina l'amido di riso (o la maizena) utilizzando un poco di latte.
Private le arance della buccia, ponendo attenzione ad asportare solo la parte gialla; tenete da parte le scorzette e spremete le arance conservando il succo.
In un pentolino, dalla capacità di l 1 abbondante e dalla forma larga, versate i tuorli delle uova e lavorateli con un poco di zucchero fino ad ottenere un composto cremoso; aggiungete adesso, poco per volta ed amalgamando dolcemente, il latte, che sarà a temperatura ambiente e versato "a filo", il resto dello zucchero, la vanilina, l'amido di riso sciolto ed il succo delle arance. Ponete adesso il pentolino sulla fiamma, che andrà mantenuta molto bassa, aggiungete le scorzette d'arancia e mescolate continuamente, con un cucchiaio di legno, fino a che non si sarà addensata prendendo una consistenza liscia e morbida.
Fate attenzione a non cuocere troppo per evitare che si formino grumi.

Ottima per farcire torte o crostate o per la merenda guarnita con delle cialde o dei biscotti.


venerdì 29 maggio 2009

Insalatina ai petali di rosa



"Occhiuzzu nigru, capiduzzu biundu,
vu' pariti na' vera paparina,
vu' siti la cchjiù bbedha dhi lu mundu,
vu' siti dhi li rosi la riggina.


Cu' ci misi ssu nomi no' sbagghiau,
siti na' rosa, rosa 'mbellutata,
'n' athra cchjiù bella Cristu no' crijau,
crijandu a bbui si fici na' spassata.

'Mbiata chida lapa chi ssu meli
si suca a stizza a stizza e ssi ricrija,
sta' vucca 'zo undi tocca 'mbivi meli

ed athru si la 'nduci, athru si sbija."

Cittanova, luglio 1898

Da un manoscritto di Anonimo Cittanovese. Traduzione a fondo post.




Nel mio piccolo giardino le rose sono adesso in piena fioritura; il loro delicato profumo scivola dal roseto rampicante, rotola sulle tenere rose tra le aiuole, giù fino alle piccole piccole roselline per avvolgere, infine, in un intenso dolcissimo abbraccio le bianche cascate dei gelsomini. Alla fresca brezza del mattino, prima che il sole incendi ogni cosa alla sua calda carezza, bevo l'inebriante profumo che ritornerà poi solo con le ombre della sera.

Prima che questa magia ceda il passo ad altri colori ed altri profumi, voglio regalare anche a voi qualche piccola, "intensa" ricetta.

Ingredienti;
  • Una manciata di Erbette di stagione (Crescione, Lattughine, Tarassaco....);
  • 2/3 Rose (non trattate);
  • 4/5 Ravanelli;
Per la salsina vinaigrette;
  • ml 80 circa di Olio di oliva;
  • ml 60 circa di Aceto balsamico;
  • un cucchiaino di succo di Limone;
  • mezzo cucchiaino di Senape;
  • sale e pepe qb;
Lavate con cura le erbette, lasciate asciugare e disponetele in una insalatiera.
Lavate i ravanelli, tagliateli a fettine sottili ed aggiungeteli alle erbette.
Lavate molto delicatamente i petali di rosa e privateli della piccola punta terminale; lasciate asciugare su un canovaccio ed uniteli all'insalatina.
Preparate adesso la vinaigrette mescolando in una terrina tutti gli ingredienti finchè avrete emulsionato bene la salsina e condite delicatamente l'insalatina.

Perfetta per accompagnare delicati piatti a base di carni bianche o crostacei.

Altre ricette con le rose:

Torta "Profumo di Rose"



"Occhi neri, capelli biondi,
voi somigliate ad un papavero,
voi siete la più bella del mondo,
voi siete delle rose la regina.

Chi vi pose tale nome non commise sbaglio,
siete una rosa, rosa vellutata,
un'altra più bella Cristo (Dio) non creò,
creando voi si dilettò.

Beata quell'ape che questo miele
beve goccia a goccia e si ristora,
questa bocca ovunque tocca beve miele
ed (un) altro l'addolcisce, altro si diletta."


Vi prego di tenere conto che, naturalmente, nella traduzione la dolcezza poetica perde molto del proprio incanto.

giovedì 28 maggio 2009

Torta di Mele


"Io sento il profumo della tua freschezza.
Come carezza di vento.
Come bacio sulla riva del mare,
al tramonto."


Ingredienti;
  • gr 125 di Farina "OO";
  • gr 125 di Fecola di patate;
  • 4 Uova;
  • gr 180 di Zucchero;
  • ml 150 di Panna liquida;
  • gr 100 di burro;
  • 1 Limone;
  • gr 5 di Vanilina;
  • 1 bustina di Lievito per dolci;
  • 3 Mele renette;
  • Un poco di Zucchero da spolverizzare sulle mele;
  • un pizzico di Sale;
  • Zucchero a velo per guarnire;

Private il limone della buccia, che andrete a grattugiare, e conservatene il succo. Pulite le mele e privatele della buccia; tagliatele a piccoli tocchetti che disporrete in una terrina. Spolverizzate i tocchetti di mela con lo zucchero, irrorate con il succo di limone e tenete da parte.
Lasciate ammorbidire il burro, ponetelo in una terrina e lavoratelo fino a renderlo cremoso; aggiungete le uova e lo zucchero e lavorate bene fino ad ottenere una crema gonfia e liscia; aggiungete la buccia del limone grattugiata e la panna e lavorate ancora.
Setacciate insieme la farina, la fecola di patate, il lievito, la vanilina ed il pizzico di sale ed aggiungete, poco per volta, al composto cremoso lavorando delicatamente fino ad amalgamare bene tutti gli ingredienti.
Ungete con il burro una teglia per torte, di circa 24 cm di diametro, e spolverizzate con un poco di farina; eliminate, con piccoli colpi secchi, la farina in eccesso e versateci dentro il composto ottenuto.
Scolate i tocchetti di mela dal succo di limone e distribuiteli sopra il composto.
Infornate in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti.
Lasciate raffreddare il forno prima di sfornare; trasferite la torta su un piatto per dolci e spolverizzate di zucchero a velo.


I versi sono tratti dalla raccolta di poesie "Al tempo delle fragole" di Bruno Naso.

sabato 11 aprile 2009

Spendi l'Amore


" Spendi l'amore
a piene mani!
L'amore è l'unico tesoro
che si moltiplica per divisione:
è l'unico dono che aumenta
quanto più ne sottrai.
E' l'unica impresa nella quale
più si spende e più si guadagna:
donalo, diffondilo,
spargilo ai quattro venti,
vuotati le tasche,
scuoti il cesto,
capovolgi il bicchiere
e domani ne avrai più di prima."

Anonimo


Agli amici affezionati e a tutti i visitatori i miei più cari auguri di Buona Pasqua



giovedì 26 marzo 2009

Torta "Profumo di Rose"

"Quando spuntano le rose,
all'alba.
voglio staccarne boccioli
per la tua bellezza.

Ne farai una collana vermiglia
per inanellare
la rotondità della terra......

Io somiglio alla tua vita
e come perenne germoglio
vivi nelle cose
e nell'anima mia.

Se a te appartengono tutte le cose
io alle cose voglio appartenere......

Come le piante e le foglie
voglio imprigionare i raggi
del tuo lungo giorno."

Tratto dalla Raccolta di versi "Al Tempo delle Fragole"
di Bruno Naso



Sono questi i primi giorni di una nuova primavera. Ancora timida. Ancora avvolta nelle brume di un vecchio inverno. Desiderosa di sole e di profumi.
Nel mio giardino, che sembrava ancora addormentato, sono tornate le rose.
Tenere, piccole, appena rosate, appena in boccio............




Ingredienti;
  • 5 Rose (non trattate);
  • gr 350 di Zucchero;
  • gr 10 di Gelatina (in fogli);
  • 1 Limone (non trattato);
  • 2 uova;
  • ml 250 di Panna fresca;
  • gr 250 di Farina "00";
  • 1 bicchierino di Rosolio;
  • 1/2 bustina di Lievito per dolci;
  • 1 pizzico di Sale;
Preparate la gelatina di rose: staccate delicatamente i petali delle rose, sciacquateli con molta cura e poneteli a macerare in 500 ml di acqua bollente; lasciate riposare per un'ora quindi filtrate il liquido attraverso un colino molto fine e versatelo in una pentola; aggiungete al liquido 250 gr di zucchero, due cucchiaini (da caffè) di succo di limone e portate ad ebollizione lasciando cuocere per circa 10 minuti; mescolate lentamente senza interruzione per tutto il tempo di cottura.
Mettete la gelatina ad ammorbidire, in acqua fredda, per circa 5 minuti quindi strizzatela ed aggiungetela al composto, amalgamando bene, dopo avrlo tolto dal fuoco; versatelo in un recipiente, non di metallo, e lasciate raffreddare.

Accendete il forno a 180°.

Preparate adesso l'impasto: in una terrina montate le uova con lo zucchero rimasto; unite una parte della scorza del limone grattuggiata e poi, uno per volta amalgamando bene, la panna fresca, il rosolio, la farina setacciata, il lievito ed il pizzico di sale. Passate di burro e spolverizzate di farina una tortiera di 26 cm di diametro; versate l'impasto e ponete a cuocere in forno per circa 45 minuti.
Togliete la torta dal forno, lasciate raffreddare e sformatela su un piatto per dolce; guarnite con la gelatina di rose tritata finemente, la scorzetta del limone avanzata tagliata a listarelle e decorate il piatto con petali di rose o piccoli bocciuoli. Un profumo!

Piccoli consigli:
Scegliete delle rose molto profumate ed assicuratevi che non siano state trattate con anticrittogamici o altro.
Sciacquate comunque con molta delicatezza i petali prima di metterli a macerare.
Filtrate l'acqua profumata alle rose e preparate lo sciroppo rispettando il tempo di cottura per evitare che diventi amaro.

Il mio grazie con un "besito" speciale a Lidia che è stata la mia fonte per questa ricetta.

lunedì 23 marzo 2009

"Sufi" e ....... Dolce Mimosa

"Tutto quanto concerne l'Anima si svela spontaneamente ed ogni sforzo razionale non fa che allontanarla.
Questo perche' la sua natura non e' fenomenica.
Si coglie
col cuore come una poesia,come un'opera d'arte.
Si sente,si ama
ma nessun concetto,come ombra fugace, e' ad essa adeguato".

Rumi


Ritorno, carissimi, dopo questa prolungata assenza, con alcuni versi di Rumi, uno tra i più grandi poeti del "sufi". Tra tutte le definizioni date dai "maestri" per spiegare cos'è il Sufi, vorrei proporvi quella che, più delle altre, mi ha parlato di un "cammino" che trovo sia comune a chiunque porti, nel proprio cuore, sentimenti di amore e desiderio di perseguire la perfezione dell'anima:

"Il "tasawwuf" è afferrare le verità e rinunciare a ciò che è nelle mani degli uomini."

Ma'ruf Al-Karkhi


E adesso il dolce........ per il palato:


Ingredienti:

Preparate il Pan di spagna; quando si sarà raffreddato tagliatelo in tre strati, di cui uno leggermente più sottile degli altri due; delicatamente levate la crosticina esterna, dovuta alla cottura, e tagliate a piccoli dadini lo strato più sottile.
Diluite il gran Marnier con un poco di acqua, aggiungete lo zucchero e mescolate fino ad amalgamare bene; adagiate uno dei due strati di Pan di spagna rimasti su un piatto per torta e bagnatelo con il composto di liquore e zucchero; coprite adesso con una parte della Crema pasticcera concentrandone una buona parte verso il centro del dolce di modo che risulti più alta rispetto ai bordi; sistemate delicatamente l'altro strato di Pan di spagna sopra la crema e coprite tutto, distribuendo bene anche sui bordi del dolce, con la crema rimasta; adesso coprite il tutto con i dadini di Pan di spagna per dare l'effetto mimosa.

Se preferite potete sostituire la crema pasticcera con della panna fresca montata oppure, invece di una torta grande, potete fare dei "dolcetti individuali" così come ho fatto io.

venerdì 23 gennaio 2009

Un sonetto da sussurrare dolcemente...........

Vorrei donare un sonetto d'amore da sussurrare dolcemente a chi porta in se l'eco del ruggito della violenza.
Vorrei donare un fiore a chi porta sulla pelle il dolore delle spine.
Vorrei donare la carezza ed il calore del sole a chi porta nell'anima il ricordo di un oscuro terrore e il gelo nel cuore dopo la discesa all'inferno.
Vorrei donare una dolce melodia alle labbra che silenti gridano ancora la loro sofferenza.


Poca cosa sono questi versi che oggi voglio dedicare ad ogni donna che porta nel silenzio del suo cuore il dolore insopportabile ed infinito della più ingiusta, incomprensibile ed abietta violenza. La violenza di chi "ti ama"!



"Nella sua fiamma mortale la luce ti avvolge.
Assorta, pallida dolente, così stai
contro le antiche spire del crepuscolo
che gira intorno a te.

Silenziosa, amica mia,
sola nella solitudine di quest'ora di morte
e piena delle vite del fuoco,
pura erede del giorno distrutto.

Un grappolo di sole cade sulla tua veste scura.
Le grandi radici della notte
d'improvviso crescono nella tua anima,
e quanto era in te nascosto raffiora,
sì che un popolo pallido e azzurro
si nutre di te, appena nato.

Oh solenne e feconda e magnetica schiava
del cerchio dove nero e oro si susseguono:
eretta, tenta e raggiunge una creazione così viva
che muoiono i suoi fiori, e di tristezza è piena."

Pablo Neruda



Vorrei segnalare, sullo stesso argomento, l'incisivo post dell'amico Vagamundo



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