Il blog di "Villa Lopez"

Benvenuti nel mio blog.

Questo blog è il diario della piccola, tranquilla, meravigliosa vita di un piccolo bed and breakfast; andrò annotando sopratutto le mie ricette dei dolci e dei piatti tipici della cucina calabrese e poi Vi racconterò della storia, delle tradizioni, della musica e anche della letteratura, della splendida natura e della bellezza incantatrice di questo angolo di Calabria.

A tutti voi amici che mi regalate il piacere della vostra attenzione chiedo di lasciare, al vostro passaggio, un commento, i vostri suggerimenti.
Grazie e buona lettura.

"E' un privilegio preparare la stanza in cui dormirà qualcun altro" E. Jolley

"E' un privilegio preparare la stanza in cui dormirà qualcun altro"  E. Jolley
Accomodatevi prego, se desiderate visitare il mio bed & breakfast


Visualizzazione post con etichetta Marmellate Confetture e Conserve. Mostra tutti i post
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giovedì 7 aprile 2011

Marmellata di Fiori d'Acacia e Mele




Ingredienti:
  • Per Kg 1 di Fiori d'Acacia;
  • 2 Mele;
  • 1 Limone;
  • gr 700 di Zucchero;
  • l 1/2 di Acqua;
Togliete il picciolo dei grappoli  di acacia e pulite con cura e delicatezza i fiori (profumatissimi e dolcissimi attirano molto gli insetti); lavate ed asciugate con estrema delicatezza con un canovaccio.
Pulite, sbucciate e private del torsolo le mele; tagliatele a fettine molto sottili e ponetele in una pentola, piuttosto bassa e larga; aggiungete il succo del limone e l'acqua; coprite e ponete su fiamma moderata.
Fate cuocere per 15/20 circa aggiungento gradualmente lo zucchero e mescolando con un cucchiaio di legno fino a che lo zucchero non si sarà sciolto completamente; aggiungete i fiori d'acacia e continuate la cottura mescolando delicatamente.
La marmellata sarà pronta quando versandone un pochino su un piatto inclinato la vedrete scivolare con difficoltà.
Invasate ancora calda, chiudete ermeticamente i vasetti e sterilizzate in una pentola capace ponendo attenzione a che l'acqua copra completamente i vasetti; ponete la pentola su fiamma alta e quando l'acqua inizia a bollire abbassate la fiamma lasciando bollire per non meno 20 min.
Lasciate raffreddare completamente e poi togliete i vasetti dall'acqua conservando al buio in luogo fresco.

mercoledì 12 maggio 2010

Marmellata di Arance Rosse al Peperoncino


Dai, per rimanere in tema con il "nome" del blog, questa volta ho scelto per voi una ricetta che calza a pennello!

Profumatissima e con quel pizzico di piccante birichino porteremo a colazione una marmellata che racchiude la magia ed il sole del Sud......




Ingredienti:
  • Kg 1 di Arance Rosse ("Sanguinelle");
  • 1 Limone;
  • gr 100 di Mele;
  • gr 600 di Zucchero di canna;
  • Un pizzico di Peperoncino rosso (in polvere).
Il primo consiglio è naturalmente di scegliere frutta proveniente da coltivazioni biologiche.

Lavate bene le arance ed il limone e privateli della scorza tenendo cura di asportarne solo la parte colorata (la parte bianca darà uno spicevole sapore amaro) che taglierete in "zeste" cioè in listarelle larghe circa 4/5 mm;
fate bollire le scorzette in acqua per pochi minuti, circa 5 min, poi scolatele e ponetele da  parte.
Pelate adesso, a vivo, le arance ed il limone asportando tutta la parte bianca, privateli dei semi, tagliateli in piccoli tocchetti direttamente nella pentola di cottura; lavate e sbucciate la mela, privatela del torsolo e dei semi, tagliatela in tocchetti ed aggiungetela agli agrumi; aggiungete lo zucchero ed il peperoncino e fate cuocere a fiamma bassa per circa 30 min; aggiungete le scorzette (se preferite una marmellata più liscia prima di aggiungere le scorzette potete frullare la frutta) e proseguite la cottura fino a raggiungere la giusta consistenza che verificherete con la "prova piattino" (una goccia di marmellata su un piattino inclinato: se la goccia scivola con difficoltà la cottura è ultimata).
Versate calda nei vasetti, precedentemente sterilizzati, tappate bene e pastorizzate per 30 min.

 

venerdì 31 luglio 2009

La Conservazione della Frutta



Conservare vuol dire bloccare il processo di deperimento e alterazione degli alimenti, neutralizzando così l'attività di alcuni microrganismi. Si può conservare la frutta in maniera ottimale con procedimenti del tutto naturali e con l'aiuto di ingredienti conservanti come il succo di limone e lo zucchero, con la sterilizzazione e la cottura o con l'essiccazione.
Anche se la conservazione provoca un'alterazione delle qualità nutritive ed organolettiche degli alimenti rimane comunque un ottimo metodo per avere in ogni stagione diverse varietà di frutta a propria disposizione e per evitare il deterioramento in caso di eccedenze.
Se eseguita correttamente, la conservazione casalinga, permette comunque di mantenere un buon valore nutritivo e presenta vantaggi sicuramente maggiori rispetto ai prodotti commerciali.
Importante è attenersi ad alcune semplici ma precise regole: massima igiene, la cottura e la sterilizzazione eseguite correttamente, una semplice ma funzionale attrezzatura e una dispensa adatta per una conservazione ottimale.

Lavare accuratamente la frutta o la verdura da conservare e sterilizzare ogni oggetto da utilizzare per la conservazione sono le prime regole da osservare quando si procede all'esecuzione di una marmellata o di una conserva.

Il pericolo più importante che una cattiva procedura di conservazione può determinare , oltre alla formazione di muffe, è un eccessivo sviluppo di spore del Clostridium Botulinum comunemente detto Botulino, un batterio normalmente presente nei cibi e nel nostro organismo che però, in concentrazione eccessiva, da origine a pericolose intossicazioni, a volte mortali.
La formazione eccessiva di botulino si sviluppa in assenza di ossigeno ed a temperature che vanno dai 10 ai 30 °C e causa generalmente evidenti alterazioni dei cibi: si possono notare formazioni di muffe, i liquidi di conservazione risultano torbidi ed aumentano di volume fino a cusare la loro fuoriuscita dalle capsule di chiusura, si può notare
l'odore tipico di alimento in putrefazione, e la disgregazione dell'alimento con formazione di bolle gassose, anche se alcuni tipi di contaminazione possono non mostrare alcuna modifica evidente degli alimenti.

Sterilizzazione significa sottoporre la marmellata o la conserva già cotta, invasata in barattoli di vetro ed ermeticamente chiusa a bollitura, la cui durata può dipendere dal tipo di prodotto da conservare e dalle dimensioni del contenitore; generalmente sono sufficenti 25/30 minuti di bollitura.
Oltre a distruggere germi e batteri, il processo di sterilizzazione crea un vuoto all'interno del vaso assicurandone la chiusura ermetica: grazie al calore, l'aria presente nel vaso si dilata ed in seguito nel raffreddamento, si restirnge dando luogo ad un vuoto d'aria sotto il coperchio garantendo così l'impossibilità di sviluppo di processi di fermentazione dato che la maggior parte dei batteri, fatta eccezione per il botulino, non sopravvive in assenza di aria; il sottovuoto inoltre consente la possibilità di ottenere marmellate e conserve a basso contenuto di zuccheri.
Il vaso, riempito con la marmellata o la conserva e chiuso ermeticamente và avvolto in uno strofinaccio che servirà sia ad isolarlo dagli altri vasetti che per evitare il contatto diretto con la fonte di calore ed anche un eventuale rottura nell'urto con gli altri barattoli durante la bollitura, posto insieme agli altri vasetti sul fondo di una pentola alta e capiente che andrete quindi a riempire d'acqua in misura da superare di almeno 3/4 cm i coperchi dei barattoli e che porrete su fiamma moderata fino a portare a bollore; abbassate quindi la fiamma per mantenere una bollitura lieve. A bollitura ultimata, spegnete e lasciate raffreddare completamente.

Un altro sistema di sterilizzazione molto utilizzato per la conservazione delle marmellate prevede la sterilizzazione dei vasetti vuoti, precedentemente lavati accuratamente, che verranno riempiti con la marmellata ancora bollente, chiusi ermeticamente e capovolti immediatamente; questo procedimento consentirà ugualmente la formazione del vuoto d'aria e, quindi, un'ottimale conservazione dell'alimento. I vasetti verranno lasciati capovolti fino a completo raffreddamento.

L'attrezzatura per la realizzazione di marmellate e conserve sarà semplicemente quella di una cucina ben fornita: una bilancia, un bicchiere graduato, pentole di varie capacità e ampiezza, tagliere, colini, schiumarole in acciaio, spatole, cucchiai di legno e dal manico lungo, mestoli di varie misure, setacci, contenitori in vetro o ceramica, un buon mixer.
Naturalmente saranno indispensabili vasi e barattoli di vetro in varie misure; io consiglierei di optare per piccoli contenitori dalla capienza massima di 250 ml che permetteranno un consumo più rapido una volta aperti, anche se comunque andranno sempre conservati in frigorifero dopo l'apertura.
Per conserve e succhi di frutta andranno bene anche dei contenitori con una capacità maggiore.
Inutile sottolineare che barattoli e capsule di chiusura vanno accuratamente puliti, lavati e sterilizzati in acqua con qualche goccia di aceto o succo di limone prima dell'uso e quindi lasciati ad asciugare su un canovaccio pulito.

La dispensa dove conserverete le vostre marmellate deve essere un ambiente asciutto, buio, ben areato e fresco; sarebbe ottimale una temperatura massima di 18/20 °C. L'ideale sarebbe un angolo della cantina ma in assenza di questa anche in un piccolo appartamento si può creare uno spazio adeguato.
I vasetti ed i barattoli andranno etichettati indicando il contenuto, la data di confezionamento e se possibile anche una data di scadenza; verranno collocati verticalmente e possibilmente raggruppati secondo il contenuto e, considerando che l'aria calda tende a salire, sarebbe preferibile conservarli sui ripiani più bassi.

E adesso....... buon lavoro!


Le mie ricette:

Marmellata di "Pruna d'ì Frati" (Prugne di Terranova)

Kumquat (Mandarini Cinesi) al Cognac

Marmellata di Kumquat (Mandarini cinesi)

Marmellata di Prugne e Ciliege

Peperoni in agrodolce

Mostarda di Uva

Marmellata di Pesche e Mandorle

Marmellata di Pere e Limone

Marmellata di Limoni alla Zagara


giovedì 30 luglio 2009

Marmellata di "Prùna d'i' fràti" con Vaniglia e Zenzero (Prugne di Terranova)



Vorrei proporre oggi una ricetta particolare di marmellata realizzata con le tradizionali “Prugne di Terranova” (perchè coltivate appunto nel comune di

Terranova Sappo Minulio, RC) che vengono localmente chiamate “prùna d'ì fràti” (in lingua locale) poiché introdotte probabilmente sin dal ‘500 dai monaci benedettini celestini.
Si ha notizia che già nel 1691 Padre G. da Fiore elencava tra le prugne presenti in
Calabria anche “quelle dette di frati, quali sono molto nobili, e delicate”.

Le “Prugne di Terranova” si presentano con forma ellissoidale,
ricoperte di pruina bianca, raggiungono la completa maturazione in Luglio e Agosto ed assumono un particolare colore verde con riflessi dorati e viola intensi.
Al sapore le “prùna dì fràti” sono molto dolci ed aromatiche
con un retrogusto fresco, lasciando una gradevole sensazione di acidulo sul finale. La polpa
è consistente e densa, poco succosa ed il seme si stacca senza
difficoltà.

Un proggetto territoriale avviato dall’amministrazione Comunale di Terranova Sappo Minulio (RC) , guidata da Salvatore Foti (il sindaco più giovane d’Italia) ha consentito la
valorizzazione delle tradizionali prugne concedendo il marchio di
Denominazione Comunale di Origine (De.C.O.) alle “Prugne di Terranova”.
Queste prugne sono un prodotto apprezzatissimo nell'ambito locale e le numerose manifestazioni di promozione e studio delle loro proprietà e storia hanno dato loro evidenza e ampio successo anche a livello internazionale, la deliziosa confettura realizzata con queste prugne è stata, nel corso di una manifestazione gastronomica, presentata alla corte di Svezia, suscitando non poco interesse.



Io ho accompagnato al gusto raro e particolarmente piacevole di questa prugna la vaniglia e lo zenzero che hanno regalato un leggero tocco dolce-speziato al suo retrogusto vegetale e leggermente acidulo.



Ingredienti:
  • Kg 1 di Prugne di Terranova;
  • gr 500 di Zucchero grezzo ( di canna);
  • 1 bacca di Vaniglia;
  • 1 cucchiaino (da caffè) di Zenzero in polvere;
  • 1 Limone;
Lavate ed asciugate delicatamente le prugne; snocciolate e versatele in una pentola; aggiungete lo zucchero, lo zenzero, il succo del limone e qualche strisciolina della buccia del limone; incidete per tutta la sua lunghezza la bacca di vaniglia ed unitela agli altri ingredienti. Ponete a cuocere su fiamma moderata mescolando con un mestolo di legno fino a che la marmellata non risulti addensata al punto giusto.
Togliete dal fuoco ed invasate subito in vasetti di vetro già sterilizzati; tappate bene e capovolgete i vasetti lasciandoli raffreddare. Non dimenticate di eticchettare.
Conservate al buio ed in luogo fresco.

Per verificare la cottura della marmellata potrete utilizzare la classica "prova piattino": Prelevate con un cucchiaio un poco di marmellata e versatela su un piattino inclinato; quando la goccia scivolerà con difficoltà, la marmellata sarà al suo punto giusto di cottura.


lunedì 29 giugno 2009

Kumquat (Mandarini cinesi) al Cognac

"Zefiro oscuro,
freme l'intensa alba,
ricolma del tuo flusso,
palpita fra le plaghe dell'etere
e ansima fra le aride crepe.
Nulla può deviare l'amplesso armonico,
che scorre senza increspare l'immenso.
Io siedo quietamente,
inebriato d'incanto,
il culmine giunge silente
e il sublime s'innalza da sé."
Mario Guarna



Il mio piccolo "limonero" ha messo il vestito bianco e profumato dei fiori.
Piccola, piccolissima bianca zagara, profuma l'aria intorno e ti avvolge di una strana tenerezza.
E' un dono, un piccolo miracolo.
Ed i suoi frutti riservano dolci sorprese.

Dopo laprecedente ricetta della Marmellata "speziata" vorrei proporvi anche quest'altra ricettina dall'esotico profumo.


Ingredienti
;
  • Kg 1 di kumquat;
  • gr 400 di zucchero;
  • 1 stecca di Cannella;
  • gr 10 di chiodi di garofano;
  • ml 3 di acqua;
  • ml 150 di cognac;

Togliete il picciuolo ai kumquat, lavateli ed asciugateli delicatamente con della carta assorbente.
Fate adesso uno sciroppo sciogliendo 150 g zucchero nell'acqua e lasciate cuocere fino a quando non sia diventato trasparente (circa 5 minuti).
Aggiungete quindi i kumquat e la stecca di cannella e mescolando con delicatezza fate cuocere per qualche minuto, ponendo molta attenzione per evitare che si rompano; toglieteli dallo sciroppo con una schiumarola e trasferiteli nei vasetti tiepidi (che avrete precedentemente sterilizzato); debbono arrivare giusto al bordo.

Adesso misurate circa 150 ml dello sciroppo rimasto e ponetelo in una pentola con il resto dello zucchero; mescolate a fuoco lento fino a che il tutto non si sia perfettamente sciolto e poi lasciate bollire per 1 minuto circa in modo che il composto assuma la consistenza di uno sciroppo denso; sarà pronto quando mettendone una goccia tra due cucchiaini freddi, premendoli e poi separandoli si forma un filo di zucchero. Togliete dal fuoco, aggiungete il cognac ed i chiodi di garofano, mescolate bene, versate caldo sui kumquat; chiudete bene i vasetti e conservate in luogo buio ed asciutto fino al momento dell'uso.

Si conservano benissimo per circa 3 mesi.


venerdì 26 giugno 2009

Marmellata di Kumquat (Mandarini Cinesi)


"Sono morto come minerale e come pianta sorto.
Sono morto come pianta e ancora risorto come animale.
Sono morto come animale e risorto come uomo.
Perché temere allora di divenire meno morendo?
Ancora una volta moriro' come uomo.
Per risorgere come un angelo perfetto dalla testa
alla punta dei piedi.
Ed ancora quando da angelo soffrirò la dissoluzione
Io mutero' in cio' che supera l'umano concetto."
Rumi


I Kumquat, meglio conosciuti come mandarini cinesi, vengono utilizzati sopratutto in pasticceria, preparati canditi, e per la realizzazione di ottime confetture e mostarde; freschi si consumano interi, senza la necessità di privarli della buccia, e si possono utilizzare anche nella preparazione di insalate alle quali danno un sapore particolare.
Il kumquat e'un frutto ricco di potassio e di vitamina C ed A, possiede quindi un forte potere antiossidante e rafforza le difese immunitarie e 100 gr di questo frutto forniscono soltanto 60 calorie.
Può essere un buon digestivo se consumato a fine pranzo.





Ingredienti;
  • kg 1 di Kumquat (naturalmente non trattati);
  • 5 fettine di radice (rizoma) di Zenzero;
  • gr 800 di zucchero;
Private i Kumquat del picciuolo, lavateli ed asciugate delicatamente.
Poneteli a bagno in acqua per due giorni, cambiando l'acqua due volte al giorno.
Trascorsi i due giorni scolate, dividete i frutti a metà e levate i semi; poneteli in una terrina, aggiungete le fettine di zenzero e lo zucchero, mescolate e lasciate riposare per qualche ora. Versate tutto il contenuto della terrina in una pentola e ponete a cuocere a fiamma moderata fino a raggiungere la giusta consistenza (ripetere la prova della goccia sul piattino inclinato fino a che non scivolerà lentamente).
Versate la marmellata calda nei vasetti precedentemente sterilizzati, chiudete bene e capovolgete. Lasciate i vasetti capovolti fino a che non si saranno completamente raffreddati.

Piccolo consiglio: provate ad aggiungere, cinque minuti prima della fine della cottura, un bicchierino di liquore all'anice. Volendo potete sostituire la radice di zenzero con il liquore.


venerdì 12 giugno 2009

Marmellata di Prugne e Ciliege


"La tua voce è ombra di sogno.
Le tue parole sono nell'aria assonnata petali di rose bianche.
Ai tuoi capelle dorati, al tuo sguardo profondo, alla tua voce velata e triste offro il mio manto andaluso!
E' nei tuoi occhi la nebbia delle mattine antiche;
dolci occhi indolenti, intrisi di lontananza.
Nell'ascoltarti si sente dentro il cuore un remoto rumore di calda sorgente"




Il vento caldo porta con se il profumo di antichi ricordi. Ha attraversato le montagne eppure conserva ancora nella sua calda carezza la memoria di torride spiagge bianche di sole, di candidi merletti di spuma sulle lunghe onde di limpido azzurro, di pomeriggi immoti.
Suoni di una lingua antica. Memorie dimenticate di frutta appena colta, di squisite dolcezze, di fiori tra i capelli.
La percezione dell'eternità mentre ti lasci accarezzare dalla tiepida brezza, dai profumi e dai suoni dei secoli ..........





Ingredienti;
  • gr 500 di Prugne;
  • gr 500 di Ciliege;
  • gr 250 di Zucchero grezzo (di canna);
  • gr 250 di Zucchero semolato;
  • 1 Limone;
  • gr 20 di bacche di Ginepro;
  • qualche grammo di Zenzero;
  • una stecca di Cannella;
Lavate bene la frutta ed asciugatela delicatamente; snocciolate le ciliege e le prugne; tagliate queste ultime a tocchetti e aggiungete lo zucchero grezzo e lo zucchero semolato, le bacche di ginepro ( per un sapore più "deciso" è preferibile pestarli grossolanamente), la stecca di cannella ed una punta di cucchiaino di zenzero; mescolate bene e lasciate riposare, in luogo fresco per qualche ora. Versate quindi la frutta nella pentola di cottura, aggiungete la buccia del limone tagliata a striscioline (solo la parte gialla) ed il succo di mezzo limone e ponete a cuocere su fiamma moderata, mescolando con un cucchiaio di legno, finchè non avrà raggiunto la giusta consistenza.
Versate nei vasetti di vetro sterilizzati, tappate e capovolgete. Lasciate raffreddare ed etichettate. Conservate in luogo fresco.

Per verificare la consistenza della confettura provate la "prova piattino" cioè, versate una goccia di composto su un piattino inclinato; se la goccia scivola lentamente vuol dire che la confettura ha raggiunto il giusto grado di cottura.


sabato 28 marzo 2009

Peperoni in agrodolce


Il
peperone è un ortaggio proveniente dall'America centro-meridionale e fu introdotto in Europa nel 1.500. Insieme al pomodoro fu il primo ortaggio rosso ad arricchire le nostre tavole e venne impiegato inizialmente solo a scopo ornamentale.
Del peperone consumiamo il frutto, che è una bacca carnosa verde, gialla o rossa e la cui caratteristica principale è l'elevato contenuto di vitamina A e C, di carotenoidi contro i radicali liberi e l'invecchiamento cellulare, di flavonoidi per la salute delle vene, di capsaicina per l'irrorazione sanguigna e l'azione gastrica. Il suo basso contenuto calorico, inoltre, fà del peperone un alimento adatto alle diete dimagranti.

Questa ricetta dei Peperoni in agrodolce, và ad esaltarne il gusto rendendoli allo stesso tempo più digeribili ed è ottima per conservarli così da averli sempre dolci e profumati nella nostra dispensa.




Ingredienti;
  • kg 1 di Peperoni (gialli, rossi, verdi);
  • 2 spicchi di Aglio;
  • ml 90 di Olio di oliva;
  • ml 70 di Vino bianco;
  • ml 70 di Aceto balsamico;
  • gr 40 di Zucchero;
  • gr 15 di sale;

Lavate i peperoni, privateli del picciuolo e dei semi e tagliateli a listarelle.
In una pentola, meglio se in un tegame di coccio, fate rosolare l'olio e gli spicchi di aglio, privati della "camicia"; aggiungete i peperoni, il sale e lo zucchero e mescolate; aggiungete il vino e l'aceto balsamico e fate cuocere, a fiamma moderata, per circa 25/30 minuti.
Buonissimi come contorno di secondi di carne.


Piccolo consiglio: potete sostituire l'aceto balsamico con del vino rosso aumentando un poco la quantità di zucchero.
Un'ottima variante potrete realizzarla aggiungendo una cipolla, ottima la "Rossa" di Tropea.


Per conservare:
Riducete il tempo di cottura dei peperoni a 20 minuti; versateli in barattoli di vetro, che avrete precedentemente sterilizzato, chiudete ed immergete in una pentola con acqua sufficente a coprire totalmente i barattoli; portate ad ebollizione, riducete un pò la fiamma e lasciate bollire piano per almeno 30 minuti. Lasciate raffreddare prima di togliere dall'acqua. Conservate in luogo fresco ed al riparo dalla luce.
Così conservati vanno consumati entro 3/4 mesi.


martedì 3 febbraio 2009

Mostarda di Uva




Ingredienti:
  • Kg 1 di Uva nera;
  • gr 300 di Mele;
  • gr 100 di Fichi;
  • gr 200 di Pere;
  • gr 100 di Noci;
  • 1 Pera cotogna;
  • 1 pezzetto di Cannella;
  • 6/8 chiodi di Garofano;
Lavate e sterilizzate dei vasetti di vetro a chiusura ermetica e poneteli a sgocciolare.

Sgranate gli acini di uva, lavateli e privateli dei noccioli; passateli nel passaverdura e versate il succo ottenuto in una pentola. Avvolgete in una garzina i chiodi di garofano ed il pezzetto di cannella; chiudete con del filo per alimenti ed aggiungete al succo (così da togliere a fine cottura); aggiungete la pera cotogna tagliata a pezzetti e ponete a cuocere a fiamma moderata. Portate ad ebollizione e abbassate ulteriormente la fiamma; fate cuocere per circa 40 minuti mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Aggiungete quindi le mele (possibilmente della qualità "renette") e le pere sbucciate e tagliate a cubetti (sceglietele poco mature) e lasciate cuocere, sempre mescolando ed a fiamma bassissima, per altri 30/40 minuti.
Pulite delicatamente i fichi con un telo da cucina e, senza sbucciarli, aggiungeteli al composto; fate cuocere, sempre mescolando, ancora per 30 minuti; tenete presente che la mostarda dovrà avere la consistenza della marmellata. A cottura ultimata, levate dalla fiamma e lasciate raffreddare; aggiungete quindi le noci pelate e sminuzzate e mescolate per distribuirle in modo uniforme nel composto.
Versate la mostarda nei vasetti di vetro; chiudete ermeticamente, poneteli in una pentola, copriteli completamente con acqua e sterilizzate facendoli bollire per circa 50 minuti a fiamma moderata.

Piccola curiosità: questa mostarda è completamente priva di colesterolo.
Si presta ad un largo utilizzo in cucina ed è ottima non solo nella creazione di dolci ma anche per accompagnare i bolliti misti.


Una variante alla mostarda può essere la confettura di uva che potrete preparare con 1 Kg di mele, 1 Kg di uva e 1/2 Kg di zucchero; pulite e private dei noccioli gli acini dell'uva e poneteli in una pentola; aggiungete le mele sbucciate e tagliate a cubetti e lo zucchero. Fate cuocere a fiamma bassissima, mescolando di continuo, finchè non raggiunge la consistenza della marmellata. Versate nei barattoli, precedentemente lavati e lasciati sgocciolare,chiudete ermeticamente e sterilizzate seguendo le indicazioni date per la mostarda.

In una ricetta pugliese, invece di chiudere ermeticamente e sterilizzare i barattoli, si copre la confettura con dell'olio di oliva e si conserva in luogo fresco e buio.

venerdì 12 settembre 2008

Marmellata di Pesche e Mandorle


Oggi parliamo di pesche; un frutto particolarmente ricco di promesse e molto versatile in cucina; sotto una buccia morbida e vellutata conserva una polpa dolce e profumata.
Ha le sue origini nella lontana Cina, dove è considerato simbolo d'immortalità, e giunse al seguito delle carovane sino in Persia dove fu "scoperta" dai Romani che ritennero fosse originaria di questo paese e così la chiamarono "prunus persica". Fù poi grazie ad Alessandro Magno che la pesca si diffuse in tutto il Mediterraneo ed arrivò a Roma nel I secolo dopo Cristo.

Possiede proprietà nutritive ed energetiche; una sola pesca contiene il 10%-12% di vitamina C rispetto al fabbisogno giornaliero del nostro organismo; è ricca in vitamine A, B1, B2, PP e contiene solo 28 calorie per 100gr; svolge un'azione dissetante, diuretica, e contribuisce a regolare le funzioni intestinali stimolando la secrezione dei succhi gastrici.

Viene consigliata a chi soffre di artrite e di gotta ed è inoltre molto utilizzata nella cosmesi perchè ha sulla pelle un'azione idratante, addolcente e leggermente esfoliante; la polpa è importante nella preparazione di creme, maschere rinfrescanti per il viso, oli da bagno e saponi; il suo succo per lozioni che attenuano le macchie cutanee.
Di questo frutto ricco di antiossidanti, sono stati attestati anche benefici effetti preventivi di disturbi cardiovascolari, dei tumori e del morbo di Alzheimer.


Prima di passare alla ricetta che oggi vi voglio proporre è giusto specificare che, tecnicamente parlando, con il termine marmellata si indicano solo le preparazioni realizzate con agrumi; si indicano invece con il termine "confettura" le conserve di tutte le altre qualità di frutta. Però chissà perchè continua a piacere la vecchia cara definizione di "marmellata"!

Para la queridisima amiga que tiene un corazon lleno de poesia.




Ingredienti:
· kg 1 di polpa di Pesca;
· gr 750 di Zucchero;
· gr 60 di Mandorle (già pelate);
· 2 Limoni;
· 1 bacca di Vaniglia;


Sterilizzate i vasetti che userete per conservare la confettura ed i tappi facendoli bollire in acqua per circa 30 minuti e lasciateli sgocciolare.

Lavate, sbucciate le pesche e tagliate la polpa in piccoli tocchetti; ponete la frutta in una pentola ed aggiungete lo zucchero. Tirate via a striscioline la buccia di un limone ed aggiungete alla polpa delle pesche ed allo zucchero insieme al succo dei due limoni ed alle mandorle; incidete la bacca di vaniglia nel senso della lunghezza, eliminate i semini, dividetela in 3 o 4 pezzi ed aggiungetela agli altri ingredienti. Ponete adesso a cuocere su fiamma moderata; portate ad ebollizione e lasciate cuocere, mescolando di continuo con un mestolo di legno, fino a che la confettura non raggiunge la giusta consistenza. Per verificare il grado di cottura potrete fare la classica “prova piattino”: fate cadere una goccia di confettura su un piattino leggermente inclinato; se scivola via con molta difficoltà vuol dire che la confettura ha raggiunto la giusta consistenza.
Invasate distribuendo i pezzi di bacca nei vasetti, tappate subito e capovolgete i vasetti.

Sul sistema di sterilizzazione esistono due scuole di pensiero:
La prima ritiene che si raggiunga una buona sterilizzazione lasciando raffreddare i vasetti capovolti, meglio se avvolti in uno scialle di lana.
La seconda suggerisce di lasciarli raffreddare, sempre capovolti, e poi sterilizzarli avvolgendoli uno per uno in dei canovacci di cotone e facendoli bollire in acqua per circa 25/30 minuti a fiamma moderata; lasciate raffreddare i vasetti prima di toglierli dall’acqua.


Qualsiasi sia il sistema di sterilizzazione che andrete ad utilizzare, una volta raffreddati i vasetti, etichettateli scrivendo non solo la frutta ma, naturalmente anche la data e conservate in luogo fresco ed al ripara dalla luce.

Se il procedimento di cottura e la sterilizzazione sono effettuati correttamente la confettura si può conservare anche per un anno.

Ps: vi assicuro che è ottima e profumatissima!

lunedì 8 settembre 2008

Peperoncini piccanti ripieni


Eccomi quì di nuovo, cari amici blogger e non, dopo una forzata assenza.
Non vi ho dimenticato; vi ho pensato, e nei limiti del possibile seguito, con affetto e nostalgia. La parte più impegativa del mio lavoro inizia quando tutti vanno in vacanza e, per conseguenza, diminusce considerevolmente, quando tutti riprendono la normale routine lavorativa.
Amo molto il mio Bed and Breakfast perchè mi da modo di conoscere persone provenienti da ogni angolo del mondo; mi da l'opportunità di conoscere storie, idiomi, usanze e..... ricette di cucina diverse ed a volte davvero particolari o curiose senza dimenticare che mi riserva delle bellissime sorprese regalandomi spesso incontri con persone splendide.
Anche questa estate mi ha portato amicizie straordinarie nate da situazioni che si presentavano come brevi incontri, troppo brevi per presagire la possibilità di null'altro che il permanere di un fugace ricordo, ed invece ecco scoccare quel nonsochè che trasforma il poco in una piacevole condivisione che continua e vive pur se distanti in alcuni casi anche migliaia di chilometri.
Ma di questo vi racconterò sul Blog del mio B&B per non annoiare chi invece ha solo voglia di cucinare!

Ecco allora che ritorno a voi, coincidendo il mio rientro con il periodo delle conserve, con una ricetta tradizionale e tipica, che più tipica non si può, di Calabria e Sicilia.

A "mis queridos" Carlo e Mariajosé.

Peperoncini piccanti ripieni



Ingredienti:
Per kg 1 di Peperoncini:
· gr 400 circa di Tonno;
· gr 30 di Acciughe sott’olio;
· gr 20 di Capperi sotto sale;
· gr 80 circa di Olive verdi snocciolate;
· gr 30/40 di Origano;
· ml 500 circa di Olio di oliva;
· ml 500 di Aceto bianco di vino;
· ml 500 di Vino bianco;
· qualche Chiodo di Garofano;
· 2/3 foglie di Alloro;
· qualche spicchio di Aglio;
· Sale qb;

Scegliete i peperoncini della qualità “a ciliegino”, cioè piccoli e rotondi.
Per tutte le fasi di lavorazione in cui dovrete maneggiare i peperoncini abbiate cura di indossare dei guanti, preferibilmente sottili; maneggiare i peperoncini piccanti può causare un fastidiosissimo bruciore alla pelle.

Lavate i peperoncini e, aiutandovi con un coltellino a punta, delicatamente togliete il picciolo e cavateli all’interno eliminando i semi;
In una casseruola versate il vino bianco, l’aceto, le foglie d’alloro, i chiodi di garofano ed il sale e portate ad ebollizione quindi versate dentro i peperoncini e lasciate cuocere per non più di 3 minuti a fiamma bassa; scolateli e disponeteli ad asciugare su un canovaccio; copriteli con un altro canovaccio e lasciateli asciugare bene, preferibilmente tutta la notte.

Preparate il ripieno sbriciolando, in una terrina, il tonno (potete benissimo utilizzare il tonno sott’olio in scatola); lavate i capperi eliminando il sale, tagliuzzateli e uniteli al tonno insieme all’origano; tagliuzzate grossolanamente le olive e le acciughe ed unitele agli altri ingredienti; mescolate per amalgamare bene e delicatamente riempite i peperoncini con il composto ottenuto;
Disponeteli quindi in vasetti di vetro che avrete precedentemente sterilizzato e copriteli completamente con l’olio di oliva distribuendo, via via che li andate disponendo nei vasetti, qualche spicchio di aglio privato della “camicia”.
Conservate in luogo fresco ed al riparo dalla luce. Lasciateli riposare per almeno un mese prima di assaggiarli. Se cotti e conservati bene si possono conservare anche per un anno.

giovedì 17 aprile 2008

Marmellata di Pere e Limone


Ingredienti:

gr 800 di Pere non trattate;
1 Mela non trattata,
gr 450 di zucchero;
2 Limoni non trattati.

Togliete la buccia ad un limone avendo cura di asportare solo la parte gialla, tagliatela a listarelle e fatela bollire in acqua per circa 10 minuti; sbucciate le pere e la mela, privatele dei torsoli e dei semi e tagliatele in piccoli pezzi; ponete in una pentola la frutta tagliata ed unite il succo dei limoni e lo zucchero; fate cuocere a fiamma bassa per circa 40 minuti mescolando continuamente per evitare che si attacchi sul fondo; unite le scorzette di limone scolate dall'acqua di cottura e continuate a cuocere mescolando fino a cottura ultimata che verificherete facendo la "prova piattino" ( se facendo cadere alcune gocce della marmellata su un piattino inclinato, queste scorrono con difficoltà, la marmellata è cotta).
Togliere dal fuoco e versare in barattoli di vetro sterilizzati; tappare bene e capovolgere.
Conservate la marmellata al riparo dalla luce per almeno 20 giorni/un mese prima di consumarla.

lunedì 3 marzo 2008

Marmellata di limoni alla zagara

Siamo ancora soltanto ai primi di Marzo eppure l'aria, qui nel "profondo sud", sa già di primavera; il mio piccolo, piccolissimo giardino è una festa di fiori. Le camelie, le azalee, l'allegria dei piccoli fiori del gelsomino cinese, tutto è in fiore. Il cielo ci regala un azzurro di zaffiro e il sole al tramonto ha ancora quel colore caldo che è solo degli inverni di questo angolo di mondo. Presto fiorirà la zagara, il mio fiore preferito, e solo al pensiero mi sembra quasi di sentirne già il profumo.
Pensare alla zagara mi riportato alla mente le marmellate che faceva la mia piccola nonna Angelina; solo due erano quelle che avevo eletto a preferite e questa, profumatissima, che si portava dentro tutta l'essenza di questa terra e della sua primavera era una delle due.

Ingredienti:

kg 1 di limoni non trattati;
gr 600 di zucchero;
1 arancia;
10 zagare.

Togliete la buccia ai limoni e all'arancia ( solo la parte gialla) e tenetele da parte in acqua tiepida; pelate i limoni togliendo tutta la parte bianca e poneteli in una pentola, tagliandoli a fettine, insieme allo zucchero e alle bucce tagliate a striscioline; fate cuocere a fiamma bassa mescolando continuamente. Quando la marmellata comincerà ad addensarsi unite i fiori che avrete lavato delicatamente e finite di cuocere.
Versate la marmellata ancora calda nei vasetti sterilizzati, tappate bene e capovolgete i barattoli lasciandoli raffreddare capovolti.

Per verificare il giusto grado di cottura della marmellata basta versarne qualche goccia su un piattino freddo ed inclinarlo: quando la goccia scorre molto lentamente la marmellata è al punto giusto.




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