Il blog di "Villa Lopez"

Benvenuti nel mio blog.

Questo blog è il diario della piccola, tranquilla, meravigliosa vita di un piccolo bed and breakfast; andrò annotando sopratutto le mie ricette dei dolci e dei piatti tipici della cucina calabrese e poi Vi racconterò della storia, delle tradizioni, della musica e anche della letteratura, della splendida natura e della bellezza incantatrice di questo angolo di Calabria.

A tutti voi amici che mi regalate il piacere della vostra attenzione chiedo di lasciare, al vostro passaggio, un commento, i vostri suggerimenti.
Grazie e buona lettura.

"E' un privilegio preparare la stanza in cui dormirà qualcun altro" E. Jolley

"E' un privilegio preparare la stanza in cui dormirà qualcun altro"  E. Jolley
Accomodatevi prego, se desiderate visitare il mio bed & breakfast


mercoledì 19 ottobre 2011

Pere cotte alla Cannella

Questa è una ricetta delicata buona da utilizzare come dolce accompagnata con dei biscotti oppure come base per la preparazione di dolci un pò più elaborati e non solo, come vuole la tradizione, in caso di indisposizioni.

Ingredienti;
  • Kg 1 di Pere (di una qualità non molto acquosa);
  • gr 50/60 di Zucchero:
  • mezza stecca di Cannella:
Lavare, sbucciare e tagliare in 4 spicchi le pere; metterle in un pentolino con lo zucchero e la cannella; porre a cuocere su fiamma bassa; le pere devono cuocere nel loro stesso succo, aggiungere poca acqua solo se le pere dovessero risultare molto sode. Saranno pronte quando l'acqua di cottura si sarà completamente asciugata e le pere avranno preso un colore dorato.

domenica 8 maggio 2011

"La parola più bella...



sulle labbra del genere umano è "Madre",


e la più bella invocazione è "Madre mia".


E' la fonte dell'amore, della misericordia,
della comprensione, del perdono.
Ogni cosa in natura parla della madre.
La stella Sole è madre della terra
e le dà il suo nutrimento di calore;
non lascia mai l'universo nella sera.....  Continua quì

martedì 12 aprile 2011

Focaccia al Latte con Spinaci



"Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene." Virginia Wolf

Per la preparazione della base vedere la ricetta dei Panini al Latte.....

Ingredienti per il ripieno:
  • gr 400 di Spinaci (peso riferito a spinaci già sbollentati e sgocciolati dall'acqua di cottura);
  • gr 250 di Stracchino;
  • 1 uovo;
  • un pizzico di Noce moscata;
In una terrina lavorate bene lo stracchino con il pizzico di noce moscata fino a renderlo cremoso; aggiungete gli spinaci (già sbollentati e sgocciolati bene dall'acqua di cottura) e l'uovo intero, mescolate e tenete da parte.

Su una spianatoia, spolverizzata di farina, stendete la pasta in una sfoglia sottile (3 mm circa) e adagiatela su una teglia , unta leggermente con olio d'oliva, lasciando fuoriuscire un pò di pasta dal bordo; versate sopra il composto di spinaci e stracchino; stendete un'altra sfoglia di pasta ed adagiatela sopra il ripieno. Rigirate i bordi della sfoglia inferiore verso l'interno e sigillate premendo con la punta delle dita. Praticate dei buchini punzecchiando la superficie con i rebbi di una forchetta e spennellate con olio d'oliva.
Infornate a 170° (in forno già caldo) per circa 15/18 minuti, poi abbassate la temperatura a 150° e proseguite la cottura per altri 10 minuti circa (i tempi possono variare a seconda del tipo di forno).
Se necessario lasciate qualche minuto sotto il grill per dorare la superficie.

Lasciar riposare un poco prima di servire.

Panini al Latte e Fiocchi d'Avena



"Prendi il tuo sorriso e spalmalo sul pane della vita, vedrai accorrere i tuoi figli,
non c'è prelibatezza più irresistibile di quella che or ora hai offerto al tuo prossimo."
          Cleonice Parisi


Ingredienti:
  • kg 1 di Farina;
  • gr 100 di Fiocchi d'Avena integrali;
  • ml 250 di Latte;
  • gr 15 di Lievito di birra;
  • gr 10 circa di Sale;
  • 1 cucchiaino di zucchero;
  • ml 20 di Olio d'oliva extravergine:
  • ml 100 circa di Acqua;
Fate intiepidire leggermente, come se fossero "riscaldati dal sole", l'acqua ed il latte;
In una tazza versate un poco dell'acqua tiepida, il cucchiaino di zucchero e fate sciogliere il lievito;
Su una spianatoia versate la farina (lasciando da parte 100 gr circa che vi serviranno lungo la lavorazione), aggiungete i fiocchi d'avena e "setacciate" un pò con le mani, salate e disponete a fontanella: al centro versate l'olio ed il lievito sciolto ed iniziate a lavorare con la punta delle dita per amalgamare; continuate a lavorare aggiungendo poco per volta il latte tiepido ( se necessario ammorbidite aggiungendo ancora poca acqua tiepida) e poi lavorate energicamente l'impasto spolverizzando la spianatoia e le vostre mani via via che l'impasto andrà ad assorbire tutta la farina.
Date la forma di un panetto, praticatevi sopra un taglio a "croce" e coprite con un canovaccio da cucina; mettete l'impasto a lievitare in luogo caldo e sotto una coperta fino a che non sarà almeno raddoppiato di volume.




Accendete il forno a 200° e preparate la teglia ungendola leggermente con olio. Dividete l'impasto in tanti piccoli panetti di circa 7/8 cm di diametro e disponeteli sulla teglia ad una certa distanza l'uno dall'altro: spennellate di olio d'oliva.
Abbassate la temperatura del forno a 170° circa ed infornate per circa 15 min; abbassate ancora la temperatura a 160° e continuate la cottura per altri 10 min circa (naturalmente i tempi possono variare a seconda del tipo di forno); se necessario lasciate qualche minuto sotto il grill per dorare.
Lasciate raffreddare i panini coprendo con un canovaccio.

Buoni sia con il dolce che con il salato.

venerdì 8 aprile 2011

Crostata all'Arancia



"Yo no necesito tiempo para saber cómo eres:
conocerse es el relámpago.
¿Quién te va a ti a conocer en lo que callas,
o en esas palabras con que lo callas?
El que te busque en la vida que estás viviendo,
no sabe mas que alusiones de ti,
pretextos donde te escondes......Yo no.

Te conocí en la tormenta.
Te conocí, repentina,
en ese desgarramiento brutal de tiniebla y luz,
donde se revela el fondo
que escapa al día y la noche.
Te vi, me has visto y ahora..........."

Pedro Salinas; brani da "La voz a ti debida" (La voce a te dovuta); versi da 388 a 424
Traduzione in italiano in fondo al post.

Per la base vedere il post sulla Pastafrolla;
Per la crema di copertura vedere il post sulla Crema all'Arancia;

Ingredienti per la base della farcia:
  • 2/3 Arance (non amare);
  • gr 20 di Burro;
  • gr 30 circa di Zucchero;
  • 1 Limone;
  • mezzo bicchierino di liquore all'arancia (facoltativo);
  • gr 60 circa di Biscotti secchi;
  • 1 Uovo;
Lavate e sbucciate le arance; pulitele accuratamente da tutta la parte bianca; dividete gli spicchi e privateli della pellicina facendo attenzione che rimangano interi.
In un pentolino, preferibilmente basso e largo, mettete il burro e fatelo sciogliere su fiamma molto dolce (non deve assolutamente soffriggere); aggiungete gli spicchi dell'arancia e spolverizzate sopra lo zucchero; mescolate delicatamente ed aggiungete il liquore all'arancia. Fate caramellare mescolando sempre molto delicatamente e tenedo la fiamma bassa; occorreranno circa 15 min.

Imburrate e spolverizzate di farina uno stampo per crostate ed eliminate la farina in eccesso; stendete la pastafrolla su una spianatoia di legno infarinata in due dischi, uno più grande per il fondo e l'altro più piccolo per coprire, dando uno spessore uniforme di circa mezzo centimetro; trasferite la pastafrolla sullo stampo facendola aderire ai bordi ed eliminate con un coltello la pasta in eccesso; frullate i biscotti secchi e distribuite la granella ottenuta sul fondo della crostata; versate sopra le arance con un po' del liquido di cottura e con delicatezza allargatele a coprire uniformemente il fondo; coprite con uno strato di crema all'arancia e coprite con il disco più piccolo di pastafrolla; girate verso l'interno dello stampo i bordi del disco inferiore e fare "sigillate" esercitando una leggera pressione con le dita. 
Spennellate la superficie con il tuorlo d'uovo sbattuto ed infornate a 170/180° (in forno già caldo) per circa 35 min; se necessario (dipende dal tipo di forno utilizzato) a cottura ultimata passate qualche minuto sotto il grill per dorare.
Lasciate raffreddare bene e trasferite la crostata su un piatto per dolci.


La voce a te dovuta

Non ho bisogno di tempo per sapere come sei:
conoscersi è luce improvvisa.
Chi ti potrà conoscere là dove taci
o nelle ore in cui tu taci?
Chi ti cerchi nella vita che stai vivendo,
non sa  di te che allusioni,
pretesti in cui ti nascondi.... Io no.

Ti ho conosciuto nella tempesta.
Ti ho conosciuto, improvvisa,
in quello squarcio brutale di tenebra e luce,
dove si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte......

Brani dal poema di Pedro Salinas

giovedì 7 aprile 2011

Marmellata di Fiori d'Acacia e Mele




Ingredienti:
  • Per Kg 1 di Fiori d'Acacia;
  • 2 Mele;
  • 1 Limone;
  • gr 700 di Zucchero;
  • l 1/2 di Acqua;
Togliete il picciolo dei grappoli  di acacia e pulite con cura e delicatezza i fiori (profumatissimi e dolcissimi attirano molto gli insetti); lavate ed asciugate con estrema delicatezza con un canovaccio.
Pulite, sbucciate e private del torsolo le mele; tagliatele a fettine molto sottili e ponetele in una pentola, piuttosto bassa e larga; aggiungete il succo del limone e l'acqua; coprite e ponete su fiamma moderata.
Fate cuocere per 15/20 circa aggiungento gradualmente lo zucchero e mescolando con un cucchiaio di legno fino a che lo zucchero non si sarà sciolto completamente; aggiungete i fiori d'acacia e continuate la cottura mescolando delicatamente.
La marmellata sarà pronta quando versandone un pochino su un piatto inclinato la vedrete scivolare con difficoltà.
Invasate ancora calda, chiudete ermeticamente i vasetti e sterilizzate in una pentola capace ponendo attenzione a che l'acqua copra completamente i vasetti; ponete la pentola su fiamma alta e quando l'acqua inizia a bollire abbassate la fiamma lasciando bollire per non meno 20 min.
Lasciate raffreddare completamente e poi togliete i vasetti dall'acqua conservando al buio in luogo fresco.

mercoledì 6 aprile 2011

"Pane e acqua di rose"




"Il mio essere è un canto oscuro
Che ti renderà perpetuo
E ti porterà
Verso l'alba delle fioriture eterne
In questo canto io sospiravo, tu sospiravi
Con questo canto
Ti ho unito all'albero, all'acqua, al fuoco...."

Sulla strada principale di una piccola cittadina della costa irlandese c'è un punto in cui il vecchio ed il nuovo hanno deciso di incontrarsi. E da una vecchia casa di pietra fuoriescono e si diffondono tra le acciottolate stradine odori inebrianti di strane spezie e vapori profumati che invitano ogni giorno gli abitanti della contea a varcare la soglia di quella vivace porta rossa per entrare nel Caffè Babilonia delle tre sorelle Aminpour......

In una miscela di culture, ricette ed eventi strani ed inattesi percorreremo le stradine di questa tranquilla cittadina, passeggeremo sulla spiaggia, respireremo il profumo del mare che accarezza le scogliere, assaporeremo sapori esotici.

 Con la sua scrittura davvero unica e la sua magica miscela di culture e mondi differenti, l'autrice Marsha Mehran ci offre, con "Pane e acqua di rose", un avvincente seguito di "Caffè Babilonia" e delle avventure delle sorelle Aminpour, ragazze iraniane in terra d’Irlanda.
 Marsha Mehran ha lasciato l'Iran durante la rivoluzione khomeinista e si è rifugiata con la sua famiglia in Argentina.
A Buenos Aires i suoi genitori hanno aperto un caffè mediorientale, mentre lei studiava in una università privata scozzese. Dopo aver vissuto negli Stati Uniti e in Australia, Marsha Mehran vive ora in Irlanda. "Caffè Babilonia", il suo primo romanzo, è stato un best seller internazionale.

martedì 22 marzo 2011

Dolce "Fondente e Pere"

Quando fiorirá il glicine
dentro di me
non un ostacolo vi incontrerá.

Aria liquida. Raggi di sole.
Fiori di lino vi incontrerá.

E sogni. Spuma.
Acqua salata. E fiori 
e rose vi incontrerá.

E luce. E fiaba.
E roccia. E azzurro
la mia essenza diventerá.

(Emma Chiera)



Ingredienti:
  • gr 200 di Farina (tipo "00")
  • gr 100 di Fecola di patate
  • gr 160 di Zucchero di canna
  • ml 250 di Yogurt (bianco naturale)
  • un pizzico di Sale
  • 2 Uova
  • 2 Pere grandi (Abate)
  • gr 100 di Cioccolato fondente
  • 1 bustina di Lievito per dolci
  • Rum (scuro)
  • Zucchero a velo (per decorare)
  • Burro e Farina (qb per ungere la tortiera)
Sbucciate le pere e tagliatele a cubetti; ponetele in una terrina di vetro e spruzzatele con un po' di rum e lasciatele a macerare mentre proseguite nella preparazione del dolce.
Fate fondere il cioccolato a "bagnomaria" e tenete da parte.
Montate bene le uova insieme allo zucchero ed il pizzico di sale; aggiungete lo yogurt ed amalgamate bene; poi aggiungete le farine ed il lievito setacciati insieme e lavorate delicatamente per amalgamare gli ingredienti;
unite adesso lentamente il cioccolato fuso continuando a mesolare delicatamente ed infine aggiungete le pere insieme al rum di macerazione.
Ungete di burro una tortiera di 24 cm e spolverizzatela di farina; eliminate la farina in eccesso e versate dentro il composto del dolce.
Infornate, in forno già caldo, a 180° per 40/45 minuti circa: ricordate sempre che i tempi di cottura possono variare a seconda della tipologia di forno tenete quindi conto dei tempi del vostro forno.

A cottura ultimata  lasciate raffreddare e sfornate su un piatto per torte; spolverizzate di zucchero a velo e servite. Buona!

Piccolo consiglio: potete verificare il grado di cottura inserendo uno spaghetto nel dolce: se quando lo ritirate risulterà asciutto, il dolce sarà pronto.

martedì 23 novembre 2010

"Calabria"




 "Ti amo Calabria
per gli assorti silenzi delle tue selve
che conciliano i sogni dei pastori
e le estasi degli eremiti.

Ti amo per quel fiume di alberi
che dalle timpe montane
arriva ai due mari a bere il vento del largo
frammisto all'aroma del mirto.

Ti amo per le solitarie calanche
chiuse da strapiombi di rocce
che prendon colore dell'alga
nata dallo spruzzo dell'onda.

Ti amo per le spiagge deserte
bianche di sole e di sale
dove fanciulli invisibili sorelle di Nausicaa...............

Continua quì..........



venerdì 5 novembre 2010

"Pane e Cioccolato"


 Seguendo un desiderio di calore, di dolci ricordi, lasciavo vagare lo sguardo tra i libri della piccola biblioteca nella mia cucina quando, illuminato da un raggio di sole autunnale, mi ha "chiamato" questo piccolo libro..... cosa da più calore e dolcezza del profumo del pane? Cosa, più di questo aroma fragrante, ha il potere di restituirci la gioia dell'infanzia, i colori dei giochi, di riportarci sapori antichi sepolti nel nostro cuore?



Alle case color noce,
agli amori perduti,
       ed al tanto chiacchierato carboidrato.....


 ...... E lì, in quell'antica stanza annerita, scavata nella pietra e nascosta sottoterra in una collinetta vicino alla Dordogna, che tutto ebbe inizio. E proprio l'inizio, l'avrebbe scoperto presto, era la chiave, perchè il segreto di quel pane stava nel lievito naturale, quella mistura viva e gorgogliante che, oggi come in passato, viene aggiunta all'impasto di acqua e farina.
Per quasi due secoli, in quella stanza calda e massiccia il lievito aveva dato vita a pagnotte piacevolmente aspre, e nessun altro pane lì nel sud-est, in tutta la Francia, nel resto d'Europa, nel mondo intero, aveva quello stesso sapore.
Di sicuro l'impasto era fatto con la farina ricavata dal grano appena macinato dei campi circostanti, cui era unita l'acqua del fiume che scorreva sinuoso, ed in questo non c'era niente di speciale, tutti potevano farlo.
Ma l'anima, l'essenza di quel piacere assoluto non la si poteva acchiappare lì intorno. Quella proveniva dal lievito, dalla sua schiuma leggera, ed il sapore nasceva dal passato, dai quei vecchi muri, dal sole che scaldava le tende a righe gialle della panetteria, dal tenue profumo di lavanda che, dalle fioriere alle finestre, serpeggiava giù lungo le scale, dal fieno dorato che ricopriva i pascoli vicini, dalle generazioni di panettieri che l'avevano cresciuto, nutrito, condiviso, amato.
Tempo dopo, quando ormai ne sapeva molto di più e la sua fame era stata saziata più volte, ma non del tutto, da quel pane, Esme si era scoperta attratta da quel lievito, che giaceva vitale sul fondo di una vecchia tinozza in attesa di animare l'impasto successivo.
Ora conosceva la magia che compiva e ne era completamente incantata............

Seguiranno le ricette del lievito e del "pane di Esme"




Le mie ricette ed i miei pensieri sono a disposizione di chiunque li ritenga degni di interesse ed intenda naturalmente farne un buon uso prego però, cortesemente, chiunque voglia prelevare copia, anche parziale, dei testi originali pubblicati su questo Blog e darne diffusione di chiedermene preventiva autorizzazione e, naturalmente, di citarne la fonte.


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