Il blog di "Villa Lopez"

Benvenuti nel mio blog.

Questo blog è il diario della piccola, tranquilla, meravigliosa vita di un piccolo bed and breakfast; andrò annotando sopratutto le mie ricette dei dolci e dei piatti tipici della cucina calabrese e poi Vi racconterò della storia, delle tradizioni, della musica e anche della letteratura, della splendida natura e della bellezza incantatrice di questo angolo di Calabria.

A tutti voi amici che mi regalate il piacere della vostra attenzione chiedo di lasciare, al vostro passaggio, un commento, i vostri suggerimenti.
Grazie e buona lettura.

"E' un privilegio preparare la stanza in cui dormirà qualcun altro" E. Jolley

"E' un privilegio preparare la stanza in cui dormirà qualcun altro"  E. Jolley
Accomodatevi prego, se desiderate visitare il mio bed & breakfast


lunedì 2 novembre 2015

Le tradizioni della cucina calabrese: "Stoccafisso in insalata"


"Non si sa di nessuno che sia riuscito a sedurre con ciò che aveva offerto da mangiare,
ma esiste un lungo elenco di coloro che hanno sedotto spiegando quello che si stava per mangiare"

(Manuel Vàzquez Montalbàn)



"Sedurre", cioè condurre, attrarre-a sè. 
Qui è guidare, condurre in un viaggio verso il buono del nostro vivere quotidiano. Se paragoniamo una cosa semplice come una pietanza ad un viaggio potremmo pensare ad una frase di Proust "L'unico vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre ma guardare con nuovi occhi" ed ecco allora che guardando nel nostro piatto, un cibo semplice diventa un viaggio nel tempo, un viaggio attraverso terre e mari sconosciuti, ci "conduce" in paesaggi straordinari, ci "attrae a sè" raccontandoci storie di aromi e profumi. La nostra storia.

E' il caso per esempio della tradizione dello stoccafisso in Calabria e nell'Italia meridionale introdotta dai normanni che nei loro lunghi viaggi per mare portavano scorte di merluzzo essiccato.
Il nome deriva probabilmente dalla cittadina norvegese di Stokke oppure potrebbe derivare dal termine norvegese "stokkfish", qui viene chiamato pesce stocco o più semplicemente stocco cioè "stoccu".
Da non confondere assolutamente con il baccalà che è sempre merluzzo ma conservato però per salagione e che è più diffuso in Basilicata e nell'Italia settentrionale anche se in Veneto lo stocco viene chiamato "bacalà" ed infatti il famoso baccalà alla vicentina viene preparato con lo stoccafisso.

L'essiccazione naturale è uno dei metodi di conservazione più antichi del cibo. Si ha notizia di questa tecnica di conservazione nei mari del nord già dai tempi di Carlo Magno, tecnica che consentiva una conservazione del pesce per anni e lo rendeva facilmente trasportabile. 
Lo stoccafisso arriva in Calabria agli inizi del Cinquecento; sbarca nel porto di Pizzo e attraverso le strade interne e le mulattiere arriva nell'entroterra da' Chjiana dove l'acqua dello Zomaro ricca di particolari minerali insieme alla tecnica di lavorazione artigianale usata nell' "ammollo" regala allo stocco un sapore particolarmente eccellente.
Oggi vi vado a proporre una delle tantissime ricette della tradizione cittanovese per preparare lo stoccafisso: u' stoccu 'nsalata.

(Andrò così su dosi indicative; non darò le quantità in base al numero di persone perché qui al Sud non si usa quantificare quanto possa bastare "a persona". Si prepara sempre un tot (abbondante) anche perché il numero dei commensali potrebbe subire modifiche fino all'ultimo momento e anche in corso d'opera.... cioè durante il pasto. 
Chiunque arrivi e in qualsiasi momento avrà una sedia, un posto a tavola e il suo piatto come tutti gli altri.


Ingredienti:

  • Kg 1 di filetto di stocco(già lavorato in ammollo);
  • gr 300 (circa) di pomodorini (preferibilmente "ciliegino");
  • gr 200 di olive nere (magari di "giarra")
  • qualche acciuga (sott'olio o sotto sale);
  • una manciatina di capperi (possibilmente d'a' jonica che sono i più buoni);
  • una cipolla di Tropea;
  • un ciuffetto di basilico (se si è in estate);
  • sale, origano, olio qb;
Ponete su fiamma bassa una padella larga e bassa dove avrete disposto il filetto di stoccafisso tagliato in pezzi e lasciate sul fuoco il tempo sufficiente perché il pesce si "apra" in scaglie. Togliete dal fuoco e scolate dall'acqua che si sarà formata sul fondo.
Separate le scaglie staccandole l'una dall'altra e disponetele su un piatto da portata;
adesso lavate i pomodorini, tagliateli a metà e aggiungeteli alle scaglie di stocco;
aggiungete la cipolla tagliata a julienne, le olive, i capperi e le acciughe (se utilizzerete acciughe sotto sale lavatele ben bene togliendo il sale e togliete le lische prima di aggiungerle agli altri ingredienti).
Aggiustate di sale, spolverizzate d'origano, aggiungete l'olio a filo e qualche fogliolina di basilico spezzettata (tenetene qualcuna da parte); mescolate per distribuire bene gli ingredienti tra loro e decorate con le foglioline di basilico che avrete lasciata da parte.
Buon appetito!

Potete volendo preparare una variante alla ricetta base aggiungendo delle patate lesse tagliate a fettine oppure dei peperoni arrostiti tagliati a striscioline:




Questo piatto può essere servito come antipasto, come secondo o, volendo, come piatto unico.

La tradizione vuole che lo stocco faccia parte della cena nella vigilia di Natale e nel pranzo del Venerdì Santo.
E' gradito regalo agli amici, sopratutto a quelli emigrati fuori regione.
Le antiche usanze prevedevano che il proprietario "du' trappitu" (frantoio) offrisse ai lavoranti un pranzo a base di "stoccu e patati" in occasione "da' criscita" dell'olio e cioè alla fine della molitura e lavorazione si separava l'olio d'oliva dall'acqua; l'usanza mai decaduta oggi si ripropone nelle zone di Reggio Calabria nei cantieri edili alla "gettata" dell'ultima soletta.

Lo stocco a Cittanova diventa nel mese di agosto anche spettacolo con una sua "Festa"  che attira ogni anno turisti ed estimatori.



giovedì 22 gennaio 2015

"Cuore di M(i)ele"



"Quítame el pan si quieres,              
quítame el aire, pero                            
no me quites tu risa.                            
No me quites la rosa,                       
la lanza que desgranas,                       
el agua que de pronto                         
estalla en tu alegría,                          
la repentina ola                                  
de plata que te nace.                          
Mi lucha es dura y vuelvo                  
con los ojos cansados                     
a veces de haber visto                        
la tierra que no cambia,                      
pero al entrar tu risa                          
sube al cielo buscándome                  
y abre para mí                               
todas las puertas de la vida.             
Amor mío, en la hora                     
más oscura desgrana                      
tu risa,                                                                                     
ríe, porque tu risa                                           
será para mis manos                         
como una espada fresca...."                         
 
(Pablo Neruda; traduzione in italiano a fine post)





Ingredienti:

Pasta sfoglia in rotolo: gr. 250 
Mele "Renetta" o "Golden Delicious": 3;
Mandorle: gr. 40 circa;
Burro: gr. 20;
Zucchero: gr. 30 circa;
Vaniglia: 1 bustina (5 gr.);
Rum bianco: 1 cucchiaio circa;
Miele: gr. 20 circa;
Zucchero a velo per guarnire;

Preparazione:
Lavate e sbucciate le mele, privatele del torsolo e tagliatele a tocchetti piccoli; adagiateli in una terrina con lo zucchero ed il succo di mezzo limone e mescolate; 
Spezzettate le mandorle (già pelate);
In un pentolino largo e basso fate sciogliere il burro a fiamma bassissima, aggiungete le mele, il Rum, la vaniglia e le mandorle e fate cuocere per 5/8 minuti mescolando delicatamente;

Stendete il rotolo di Pasta sfoglia e dividetelo in 4 quadratini di circa 8/10 cm di lato; spennellate la superficie con il miele, adagiate al centro di ogni quadratino un cucchiaio del composto di mele e mandorle, ripiegate prima a triangolo pressando con le dita lungo i bordi per chiudere la pasta e poi girate le estremità del lato più lungo verso l'interno del lato pressando per "legare" le due punte; l'effetto che risulterà deve dare la forma di un cuoricino. 

Spennellate la superficie dei cuoricini con il miele rimasto e infornate a 160° (forno già caldo) per 20 minuti circa.
A cottura ultimata lasciate raffreddare un po e sfornate; trasferite i "cuori" su un vassoio e spolverizzate di zucchero a velo. 



               "Toglimi il pane se vuoi,
                 toglimi l'aria, ma
                 non togliermi il tuo sorriso.
                 Non togliermi la rosa,
                 la lancia che sgrani, 
                 l'acqua che d'improvviso
                 scoppia nella tua gioia,
                 la repentina onda
                 d'argento che ti nasce.
                 Dura è la mia lotta e torno
                 con gli occhi stanchi
                 a volte, d'aver visto 
                 la terra che non cambia,
                 ma entrando il tuo sorriso 
                 sale al cielo cercandomi
                 e apre per me
                 tutte le porte della vita.
                 Amor mio, nell'ora
                 più oscura sgrana 
                 il tuo sorriso,                                          
                 sorridi, perché il tuo sorriso                 
                 sarà per le mie mani
                 come una spada fresca...."







giovedì 31 ottobre 2013

"Dolci amarene..."


da PensieriParole "Focaccia dolce alle amarene"

"Focaccia dolce alle amarene"


Ingredienti:

  • Farina: gr 350;
  • Zucchero: gr 160;
  • Burro: gr 175;
  • Uova: 5 (solo i tuorli);
  • Amarene: gr 300;
  • Crema Pasticcera: 500 ml;
  • Zucchero a Velo: gr 50;
Se volete preparare questo dolce fuori dalla stagione delle amarene potrete sostituire la frutta fresca con della confettura di amarena o con delle amarene sciroppate;


Lavorate velocemente 4 dei tuorli d'uovo prima con lo zucchero, poi aggiungete il burro e di seguito la farina fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo; datele forma di una palla, avvolgete in una pellicola e lasciate riposare in frigorifero per almeno mezzora;

Nel frattempo preparate la crema pasticcera;
lavate, asciugate e pulite le amarene dai picciuoli e dai noccioli;

Imburrate e spolverizzate di farina uno stampo rotondo di circa 20 cm di diametro;

Togliete l'impasto dal frigorifero e stendetelo su una spianatoia ottenendo due dischi: uno della misura sufficiente a ricoprire il fondo ed i bordi della tortiera, l'altro leggermente più piccolo;
Stendete il disco più grande sul fondo della tortiera, ricoprite con metà della crema pasticcera, disponetevi sopra le amarene e ricoprite con il rimanente della crema;
Coprite adesso con il disco più piccolo sigillando bene intorno ai bordi;
Lavorate brevemente il tuorlo d'uovo rimasto e spennellate la superficie della focaccia ed infornate a 180° per circa 35/40 min;

A cottura ultimata, sfornate, lasciate raffreddare, trasferite su un piatto per dolci e spolverizzate con lo zucchero a velo.






lunedì 10 giugno 2013

Turismo "creativo".... perché no?


"...Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista..."

(San Francesco d'Assisi)



Zagara e Peperoncino è dolci e dolcezza ma non solo... è poesia.
La poesia del gusto... la poesia dei profumi... dei fiori... la poesia di una terra.... la poesia del piacere di creare che sia creare per il gusto o creare per la mente o creare per l'anima.

Ho proposto nel "post" precedente una serie di idee di vacanza a tema con varie attività da svolgere in piacevole compagnia, in un contesto come quello di questo bellissimo angolo di Calabria che già  per la naturale dolcezza dei suoi colori e dell'aria che vi si respira invita a farsi visitare dalle cime dei suoi monti, cantati dai greci e percorsi dai romani, ai suoi mari e alle sue fiumare (dallo splendido "rio" di oleandri dell'Amendolea a quella più piccola da risalire inoltrandosi in paesaggi mozzafiato alla scoperta di sorgenti e cascate) e poi rilassarsi nella frescura di un giardino e lasciare che questa terra si racconti, si lasci scoprire e conoscere nelle sue tradizioni più antiche.
Ascoltare, scoprire, anche nella tradizione di lavori che tornano dal passato quando mani operose creavano piccoli capolavori e dai bauli dei corredi riprendono allora a vivere ricami e merletti capaci ancora di farci sognare.

Ecco allora che tra i "temi" proposti io ho pensato al "Pizzo d'Irlanda", tecnica molto antica, ricca di punti e varianti da combinare seguendo la propria fantasia o l'estro suggerito dalla natura stessa visto che possiamo ricreare foglie, fiori, prati fioriti e grappoli d'uva, semplici volute o sontuosi decori. 
Piacere per la mente e gioia di arricchire la casa con un piccolo grande capolavoro creato da noi.




venerdì 7 giugno 2013

Donne in vacanza in Calabria



Avete voglia di concedervi una piacevole vacanza in una terra meravigliosa capace di stupirvi con una storia ed una natura sorprendenti?
Bene... Manolita ha pensato proprio a voi e quest'anno vorrei proporvi vacanze nella "mia" terra, in Calabria, dedicate in particolare a donne sole e curiose di conoscere quello che può offrire una terra straordinariamente ricca in cultura e tradizioni e che desiderano rilassarsi e viaggiare in compagnia.

Sono previste settimane a tema (si svolgeranno con una partecipazione minima di 4 fino ad un massimo di 8 ospiti), con visite ai luoghi di interesse storico-artistico della Magna Graecia, ai siti d'interesse religioso ed ai musei, passeggiate naturalistiche nel Parco Nazionale d'Aspromonte, giornate al mare tra coste tirreniche e joniche, corsi di cucina tradizionale calabrese e di ricamo.

La settimana d'avvio all'iniziativa sarà tra il 10 ed il 16 giugno sul tema:

Alla scoperta del territorio. Calabria Ultra:
storia, cultura, sapori

Al costo di 70 euro a persona (pernottamento, prima colazione e attività) ed è prevista una cassa comune per le spese che verranno sostenute insieme.
Altre settimane sono previste con inizio 24/06; 29/06; 29/07; 19/08; 26/08; al costo di 80 euro al giorno.
In settembre e ottobre il relax intelligente sul territorio sarà integrato con corsi di pasticceria e di "uncinetto irlandese"

Per tutte le informazioni desiderate mi trovate nel mio bed and breakfast "Villa Lopez"
Tel. 0966 660808
Cell. 320 4478274
Il mio sito: www.villalopez.it

Il mio affettuoso grazie per la gentile ed indispensabile collaborazione a Mimma Pallavicini  e un dolce ringraziamento alla tutta nuova ma già speciale amica Lidia Zitara  


venerdì 31 maggio 2013

Clafoutis (di Ciliege)


"L'inverno ha lasciato questa stanza....
Pioverà ancora fuori, ci saranno alri inverni,
ma la mia è un'eterna primavera di pensieri che fioriscono
e mi fanno apprezzare le gocce di pioggia sul viso
come fossero caldi raggi di sole che mi baciano."

(F. Privitera)




Ingredienti:

  • Ciliegie gr 500;
  • Farina gr 60;
  • Fecola di patate gr 30;
  • Uova 3;
  •  Zucchero gr 100 per l'impasto, più gr 20 circa per le ciliege;
  •  Yoghurt bianco ml 200;
  • Brandy oppure kirsch gr 20;
  • Vanillina 1 bustina;
  • Sale 1 pizzico;
  • Burro e Zucchero per lo stampo da forno;
  • Zucchero a velo per decorare;


Preparazione:

Lavate delicatamente le ciliegie, asciugatele, togliete loro il gambo e il nocciolo. Ponetele in una terrina e spolverizzatele di zucchero;
In un'altra terrina, dai bordi alti, lavorate bene le uova e lo zucchero fino ad ottenere un composto ben montato, chiaro e spumoso;
Aggiungete la farina e la fecola di patate setacciate insieme, la vanilina ed il pizzico di sale e lavorate ancora per amalgamare bene gli ingredienti;
Versate adesso dentro il composto, poco per volta, lo yoghurt mescolando delicatamente e poi il brandy o il kirsch sempre mescolando delicatamente fino ad ottenere un composto morbido ed omogeneo;
Imburrate una pirofila dai bordi bassi del diametro di 26 cm e spolverizzatela con lo zucchero ed eliminando poi lo zucchero in eccesso, quello cioè che non sarà rimasto attaccato al fondo imburrato;

 Ponete in forno già caldo a 180°C e lasciate cuocere per circa 40/45 minuti: il dolce dovrà avere una consistenza soffice ed un colore dorato;
A cottura ultimata lasciate raffreddare e poi decorate il clafoutis spolverizzando la superficie con lo zucchero a velo. Si serve preferibilmente tiepido.

Si conserva perfettamente per 3 o 4 giorni sotto una campana di vetro. 
Si può anche congelare in un sacchetto ben sigillato e lasciarlo scongelare poi a temperatura ambiente.

Il clafoutis è un dolce a base di ciliege di origine francese, della zona di Limousin,  Quello alle ciliegie è uno dei più famosi clafoutis, che in genere si realizzano con frutta di stagione e si gustano tiepidi.
Secondo la tradizione il clafoutis veniva preparato con ciliege selvatiche intere, dal nocciolo profumato ed era il pasto dei contadini nelle giornate di lavoro nei campi.
Variante del clafoutis è il  “flognarde” che si prepara con frutta diversa, a seconda della stagione, come pesche, albicocche, lamponi, mele, pere e anche uva.

Buona dolcezza....


domenica 23 dicembre 2012


sabato 2 giugno 2012

"Gustosi petali di Rosa" (Risottino di maggio)




"Alcuni uomini coltivano cinquemila rose nello stesso giardino e non trovano quello che cercano”
“E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po’ d’acqua”

“Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore “

(Saint-Exupéry; da "Il piccolo principe")



Ingredienti per 4 persone;

  • Gr 320 di Riso (preferibilmente varietà Carnaroli);
  • una bella manciata di petali di Rosa (naturalmente non trattate);
  • 2/3 fettine di Cipolla dolce di Tropea;
  • un bicchiere di Vino bianco secco;
  • Ml 60/80 di brodo vegetale o di carne (sgrassato);
  • Ml 30 di Olio extravergine di oliva;
  • un cucchiaino di Pepe rosa in polvere;
  • 2 gocce di Acqua di rose (per uso alimentare);
  • 2 cucchiai di Panna da cucina (oppure una noce di burro);
Versate l'olio in una pentola dai bordi mediamente alti e lasciate appassire, a fiamma moderata, la cipolla affettata finissima; versate quindi il riso e fate tostare mescolando con un cucchiaio di legno;
sfumate con il vino bianco e fate cuocere aggiungendo, man mano che il riso lo andrà assorbendo, il brodo caldo, che avrete diluito in circa mezzo litro d'acqua; se necessario aggiungete ancora acqua, sempre calda;
Circa cinque minuti prima della fine della cottura, se necessario aggiustate di sale, ed aggiungete al risotto i petali di rosa lavati e tagliati al momento in striscioline sottili;
A fuoco spento aggiungete una spolverata di pepe rosa, due gocce di acqua di rose, due cucciai di panna da cucina o una noce di burro.

Attenzione: è molto importante maneggiare delicatamente i petali di rosa e poi lavarli e tagliarli soltanto al momento di aggiungerli al risotto.
Per i tempi di cottura seguire le indicazioni che troverete sulla confezione del riso poichè variano a seconda della varietà che andrete ad usare; per il Carnaroli potrete calcolare intorno ai 16/18 minuti a partire da quando il brodo comincerà a bollire.

Per questa ricetta ringrazio la signora Mimma Pallavicini ed il maestro Carlo Pagani che, con molto affetto, mi hanno fatto dono del loro ultimo lavoro "Le stagioni del maestro giardiniere" nel quale ho trovato questa profumatissima ricetta; io ho solo dato una mia piccolissima reinterpretazione giusto per aggiungere un pò di profumo di Calabria.


sabato 24 dicembre 2011

mercoledì 19 ottobre 2011

"Crostata di Lù"




"En la oscuridad te llamé,
todo era silencio y una brisa que se llevaba la cortina.
En el cielo apagado una estrella ardía,
una estrella partía,
una estrella moría."                        
                                                  (Forugh Farrojzad)



Tra qualche giorno, nel medesimo giorno e sparse un pò per l'Europa, alcune persone a me molto care festeggeranno i loro compleanni.
Idealmente voglio festeggiare insieme a loro..... e questo blog è la casa dove potremo ritrovarci tutti insieme a dispetto delle distanze che ci separano..... abbracciarci, sorridere e raccontarci mille cose davanti ad una crostata tutta speciale.....

Questa crostata richiede una lunga preparazione in più fasi:

Prima di tutto bisogna impastare la PastaFrolla che può essere preparata con molte ore d'anticipo;

Poi si passa alla preparazione del Pan di Spagna, anche questo con anticipo perchè dovrà raffreddare prima di essere sfornato e tagliato;

Quindi si passerà alla preparazione della Crema di Latte;
Ingredienti:
  • L 1 di Latte;
  • gr 150 di Zucchero;
  • 1 Uovo (solo il tuorlo);
  • gr 80 di amido di riso;
Versare il latte in un pentolino dal bordo un pò alto. In un colino, che terrete immerso per metà nel latte, versate l'amido di riso e mescolate con un cucchiaio finchè non si sarà completamente sciolto; amalgamate insieme lo zucchero ed il tuorlo d'uovo fino ad avere una crema omogenea ed aggiungete al latte.
Ponete a cuocere su fiamma molto bassa mescolando lentamente di continuo (con cucchiaio di legno) fino a completa cottura, cioè fino a che la crema non avrà raggiunto una consistenza morbida e corposa.
Continuate a mescolare per qualche minuto ancora dopo aver spento e tenete da parte.

Adesso andremo a preparare le Pere cotte alla Cannella;


Ultimata la preparazione di tutti gli ingredienti possiamo comporre la nostra crostata;

Sciogliete un pò di Alchermes in qualche chucchiaio d'acqua ed un pò di zucchero e tenete da parte;
Togliete la pastafrolla dal frigorifero lasciatela ammorbidire a temperatura ambiente per poterla lavorare; spolverizzate di farina una spianatoia e stendete con un matterello la pastafrolla in un disco alto circa mezzo centimetro ed un pò più largo della misura della teglia utilizzata;
Trasferite il disco di pasta sulla teglia (imburrata e spolverizzata di farina) e fate aderire bene la pasta ai bordi; tagliate un disco di Pan di Spagna della misura del fondo della crostata e appoggiatelo sulla pastafrolla; bagnate il Pan di Spagna con l'Alchermes e distribuite sopra le pere cotte; coprite tutta la superficie con la crema di latte e sbriciolateci sopra un pò di Pan di Spagna;
infornate in forno già caldo a 180° per circa 35/40 minuti (i tempi possono variare in base al tipo di forno); fate dorare le briciole di Pan di Spagna di copertura; lasciate raffreddare e sfornate.

E' vero.... tanto lavoro ma una vera delizia!

Pere cotte alla Cannella

Questa è una ricetta delicata buona da utilizzare come dolce accompagnata con dei biscotti oppure come base per la preparazione di dolci un pò più elaborati e non solo, come vuole la tradizione, in caso di indisposizioni.

Ingredienti;
  • Kg 1 di Pere (di una qualità non molto acquosa);
  • gr 50/60 di Zucchero:
  • mezza stecca di Cannella:
Lavare, sbucciare e tagliare in 4 spicchi le pere; metterle in un pentolino con lo zucchero e la cannella; porre a cuocere su fiamma bassa; le pere devono cuocere nel loro stesso succo, aggiungere poca acqua solo se le pere dovessero risultare molto sode. Saranno pronte quando l'acqua di cottura si sarà completamente asciugata e le pere avranno preso un colore dorato.

domenica 8 maggio 2011

"La parola più bella...



sulle labbra del genere umano è "Madre",


e la più bella invocazione è "Madre mia".


E' la fonte dell'amore, della misericordia,
della comprensione, del perdono.
Ogni cosa in natura parla della madre.
La stella Sole è madre della terra
e le dà il suo nutrimento di calore;
non lascia mai l'universo nella sera.....  Continua quì

martedì 12 aprile 2011

Focaccia al Latte con Spinaci



"Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene." Virginia Wolf

Per la preparazione della base vedere la ricetta dei Panini al Latte.....

Ingredienti per il ripieno:
  • gr 400 di Spinaci (peso riferito a spinaci già sbollentati e sgocciolati dall'acqua di cottura);
  • gr 250 di Stracchino;
  • 1 uovo;
  • un pizzico di Noce moscata;
In una terrina lavorate bene lo stracchino con il pizzico di noce moscata fino a renderlo cremoso; aggiungete gli spinaci (già sbollentati e sgocciolati bene dall'acqua di cottura) e l'uovo intero, mescolate e tenete da parte.

Su una spianatoia, spolverizzata di farina, stendete la pasta in una sfoglia sottile (3 mm circa) e adagiatela su una teglia , unta leggermente con olio d'oliva, lasciando fuoriuscire un pò di pasta dal bordo; versate sopra il composto di spinaci e stracchino; stendete un'altra sfoglia di pasta ed adagiatela sopra il ripieno. Rigirate i bordi della sfoglia inferiore verso l'interno e sigillate premendo con la punta delle dita. Praticate dei buchini punzecchiando la superficie con i rebbi di una forchetta e spennellate con olio d'oliva.
Infornate a 170° (in forno già caldo) per circa 15/18 minuti, poi abbassate la temperatura a 150° e proseguite la cottura per altri 10 minuti circa (i tempi possono variare a seconda del tipo di forno).
Se necessario lasciate qualche minuto sotto il grill per dorare la superficie.

Lasciar riposare un poco prima di servire.

Panini al Latte e Fiocchi d'Avena



"Prendi il tuo sorriso e spalmalo sul pane della vita, vedrai accorrere i tuoi figli,
non c'è prelibatezza più irresistibile di quella che or ora hai offerto al tuo prossimo."
          Cleonice Parisi


Ingredienti:
  • kg 1 di Farina;
  • gr 100 di Fiocchi d'Avena integrali;
  • ml 250 di Latte;
  • gr 15 di Lievito di birra;
  • gr 10 circa di Sale;
  • 1 cucchiaino di zucchero;
  • ml 20 di Olio d'oliva extravergine:
  • ml 100 circa di Acqua;
Fate intiepidire leggermente, come se fossero "riscaldati dal sole", l'acqua ed il latte;
In una tazza versate un poco dell'acqua tiepida, il cucchiaino di zucchero e fate sciogliere il lievito;
Su una spianatoia versate la farina (lasciando da parte 100 gr circa che vi serviranno lungo la lavorazione), aggiungete i fiocchi d'avena e "setacciate" un pò con le mani, salate e disponete a fontanella: al centro versate l'olio ed il lievito sciolto ed iniziate a lavorare con la punta delle dita per amalgamare; continuate a lavorare aggiungendo poco per volta il latte tiepido ( se necessario ammorbidite aggiungendo ancora poca acqua tiepida) e poi lavorate energicamente l'impasto spolverizzando la spianatoia e le vostre mani via via che l'impasto andrà ad assorbire tutta la farina.
Date la forma di un panetto, praticatevi sopra un taglio a "croce" e coprite con un canovaccio da cucina; mettete l'impasto a lievitare in luogo caldo e sotto una coperta fino a che non sarà almeno raddoppiato di volume.




Accendete il forno a 200° e preparate la teglia ungendola leggermente con olio. Dividete l'impasto in tanti piccoli panetti di circa 7/8 cm di diametro e disponeteli sulla teglia ad una certa distanza l'uno dall'altro: spennellate di olio d'oliva.
Abbassate la temperatura del forno a 170° circa ed infornate per circa 15 min; abbassate ancora la temperatura a 160° e continuate la cottura per altri 10 min circa (naturalmente i tempi possono variare a seconda del tipo di forno); se necessario lasciate qualche minuto sotto il grill per dorare.
Lasciate raffreddare i panini coprendo con un canovaccio.

Buoni sia con il dolce che con il salato.

venerdì 8 aprile 2011

Crostata all'Arancia



"Yo no necesito tiempo para saber cómo eres:
conocerse es el relámpago.
¿Quién te va a ti a conocer en lo que callas,
o en esas palabras con que lo callas?
El que te busque en la vida que estás viviendo,
no sabe mas que alusiones de ti,
pretextos donde te escondes......Yo no.

Te conocí en la tormenta.
Te conocí, repentina,
en ese desgarramiento brutal de tiniebla y luz,
donde se revela el fondo
que escapa al día y la noche.
Te vi, me has visto y ahora..........."

Pedro Salinas; brani da "La voz a ti debida" (La voce a te dovuta); versi da 388 a 424
Traduzione in italiano in fondo al post.

Per la base vedere il post sulla Pastafrolla;
Per la crema di copertura vedere il post sulla Crema all'Arancia;

Ingredienti per la base della farcia:
  • 2/3 Arance (non amare);
  • gr 20 di Burro;
  • gr 30 circa di Zucchero;
  • 1 Limone;
  • mezzo bicchierino di liquore all'arancia (facoltativo);
  • gr 60 circa di Biscotti secchi;
  • 1 Uovo;
Lavate e sbucciate le arance; pulitele accuratamente da tutta la parte bianca; dividete gli spicchi e privateli della pellicina facendo attenzione che rimangano interi.
In un pentolino, preferibilmente basso e largo, mettete il burro e fatelo sciogliere su fiamma molto dolce (non deve assolutamente soffriggere); aggiungete gli spicchi dell'arancia e spolverizzate sopra lo zucchero; mescolate delicatamente ed aggiungete il liquore all'arancia. Fate caramellare mescolando sempre molto delicatamente e tenedo la fiamma bassa; occorreranno circa 15 min.

Imburrate e spolverizzate di farina uno stampo per crostate ed eliminate la farina in eccesso; stendete la pastafrolla su una spianatoia di legno infarinata in due dischi, uno più grande per il fondo e l'altro più piccolo per coprire, dando uno spessore uniforme di circa mezzo centimetro; trasferite la pastafrolla sullo stampo facendola aderire ai bordi ed eliminate con un coltello la pasta in eccesso; frullate i biscotti secchi e distribuite la granella ottenuta sul fondo della crostata; versate sopra le arance con un po' del liquido di cottura e con delicatezza allargatele a coprire uniformemente il fondo; coprite con uno strato di crema all'arancia e coprite con il disco più piccolo di pastafrolla; girate verso l'interno dello stampo i bordi del disco inferiore e fare "sigillate" esercitando una leggera pressione con le dita. 
Spennellate la superficie con il tuorlo d'uovo sbattuto ed infornate a 170/180° (in forno già caldo) per circa 35 min; se necessario (dipende dal tipo di forno utilizzato) a cottura ultimata passate qualche minuto sotto il grill per dorare.
Lasciate raffreddare bene e trasferite la crostata su un piatto per dolci.


La voce a te dovuta

Non ho bisogno di tempo per sapere come sei:
conoscersi è luce improvvisa.
Chi ti potrà conoscere là dove taci
o nelle ore in cui tu taci?
Chi ti cerchi nella vita che stai vivendo,
non sa  di te che allusioni,
pretesti in cui ti nascondi.... Io no.

Ti ho conosciuto nella tempesta.
Ti ho conosciuto, improvvisa,
in quello squarcio brutale di tenebra e luce,
dove si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte......

Brani dal poema di Pedro Salinas

giovedì 7 aprile 2011

Marmellata di Fiori d'Acacia e Mele




Ingredienti:
  • Per Kg 1 di Fiori d'Acacia;
  • 2 Mele;
  • 1 Limone;
  • gr 700 di Zucchero;
  • l 1/2 di Acqua;
Togliete il picciolo dei grappoli  di acacia e pulite con cura e delicatezza i fiori (profumatissimi e dolcissimi attirano molto gli insetti); lavate ed asciugate con estrema delicatezza con un canovaccio.
Pulite, sbucciate e private del torsolo le mele; tagliatele a fettine molto sottili e ponetele in una pentola, piuttosto bassa e larga; aggiungete il succo del limone e l'acqua; coprite e ponete su fiamma moderata.
Fate cuocere per 15/20 circa aggiungento gradualmente lo zucchero e mescolando con un cucchiaio di legno fino a che lo zucchero non si sarà sciolto completamente; aggiungete i fiori d'acacia e continuate la cottura mescolando delicatamente.
La marmellata sarà pronta quando versandone un pochino su un piatto inclinato la vedrete scivolare con difficoltà.
Invasate ancora calda, chiudete ermeticamente i vasetti e sterilizzate in una pentola capace ponendo attenzione a che l'acqua copra completamente i vasetti; ponete la pentola su fiamma alta e quando l'acqua inizia a bollire abbassate la fiamma lasciando bollire per non meno 20 min.
Lasciate raffreddare completamente e poi togliete i vasetti dall'acqua conservando al buio in luogo fresco.

mercoledì 6 aprile 2011

"Pane e acqua di rose"




"Il mio essere è un canto oscuro
Che ti renderà perpetuo
E ti porterà
Verso l'alba delle fioriture eterne
In questo canto io sospiravo, tu sospiravi
Con questo canto
Ti ho unito all'albero, all'acqua, al fuoco...."

Sulla strada principale di una piccola cittadina della costa irlandese c'è un punto in cui il vecchio ed il nuovo hanno deciso di incontrarsi. E da una vecchia casa di pietra fuoriescono e si diffondono tra le acciottolate stradine odori inebrianti di strane spezie e vapori profumati che invitano ogni giorno gli abitanti della contea a varcare la soglia di quella vivace porta rossa per entrare nel Caffè Babilonia delle tre sorelle Aminpour......

In una miscela di culture, ricette ed eventi strani ed inattesi percorreremo le stradine di questa tranquilla cittadina, passeggeremo sulla spiaggia, respireremo il profumo del mare che accarezza le scogliere, assaporeremo sapori esotici.

 Con la sua scrittura davvero unica e la sua magica miscela di culture e mondi differenti, l'autrice Marsha Mehran ci offre, con "Pane e acqua di rose", un avvincente seguito di "Caffè Babilonia" e delle avventure delle sorelle Aminpour, ragazze iraniane in terra d’Irlanda.
 Marsha Mehran ha lasciato l'Iran durante la rivoluzione khomeinista e si è rifugiata con la sua famiglia in Argentina.
A Buenos Aires i suoi genitori hanno aperto un caffè mediorientale, mentre lei studiava in una università privata scozzese. Dopo aver vissuto negli Stati Uniti e in Australia, Marsha Mehran vive ora in Irlanda. "Caffè Babilonia", il suo primo romanzo, è stato un best seller internazionale.

martedì 22 marzo 2011

Dolce "Fondente e Pere"

Quando fiorirá il glicine
dentro di me
non un ostacolo vi incontrerá.

Aria liquida. Raggi di sole.
Fiori di lino vi incontrerá.

E sogni. Spuma.
Acqua salata. E fiori 
e rose vi incontrerá.

E luce. E fiaba.
E roccia. E azzurro
la mia essenza diventerá.

(Emma Chiera)



Ingredienti:
  • gr 200 di Farina (tipo "00")
  • gr 100 di Fecola di patate
  • gr 160 di Zucchero di canna
  • ml 250 di Yogurt (bianco naturale)
  • un pizzico di Sale
  • 2 Uova
  • 2 Pere grandi (Abate)
  • gr 100 di Cioccolato fondente
  • 1 bustina di Lievito per dolci
  • Rum (scuro)
  • Zucchero a velo (per decorare)
  • Burro e Farina (qb per ungere la tortiera)
Sbucciate le pere e tagliatele a cubetti; ponetele in una terrina di vetro e spruzzatele con un po' di rum e lasciatele a macerare mentre proseguite nella preparazione del dolce.
Fate fondere il cioccolato a "bagnomaria" e tenete da parte.
Montate bene le uova insieme allo zucchero ed il pizzico di sale; aggiungete lo yogurt ed amalgamate bene; poi aggiungete le farine ed il lievito setacciati insieme e lavorate delicatamente per amalgamare gli ingredienti;
unite adesso lentamente il cioccolato fuso continuando a mesolare delicatamente ed infine aggiungete le pere insieme al rum di macerazione.
Ungete di burro una tortiera di 24 cm e spolverizzatela di farina; eliminate la farina in eccesso e versate dentro il composto del dolce.
Infornate, in forno già caldo, a 180° per 40/45 minuti circa: ricordate sempre che i tempi di cottura possono variare a seconda della tipologia di forno tenete quindi conto dei tempi del vostro forno.

A cottura ultimata  lasciate raffreddare e sfornate su un piatto per torte; spolverizzate di zucchero a velo e servite. Buona!

Piccolo consiglio: potete verificare il grado di cottura inserendo uno spaghetto nel dolce: se quando lo ritirate risulterà asciutto, il dolce sarà pronto.

martedì 23 novembre 2010

"Calabria"




 "Ti amo Calabria
per gli assorti silenzi delle tue selve
che conciliano i sogni dei pastori
e le estasi degli eremiti.

Ti amo per quel fiume di alberi
che dalle timpe montane
arriva ai due mari a bere il vento del largo
frammisto all'aroma del mirto.

Ti amo per le solitarie calanche
chiuse da strapiombi di rocce
che prendon colore dell'alga
nata dallo spruzzo dell'onda.

Ti amo per le spiagge deserte
bianche di sole e di sale
dove fanciulli invisibili sorelle di Nausicaa...............

Continua quì..........



venerdì 5 novembre 2010

"Pane e Cioccolato"


 Seguendo un desiderio di calore, di dolci ricordi, lasciavo vagare lo sguardo tra i libri della piccola biblioteca nella mia cucina quando, illuminato da un raggio di sole autunnale, mi ha "chiamato" questo piccolo libro..... cosa da più calore e dolcezza del profumo del pane? Cosa, più di questo aroma fragrante, ha il potere di restituirci la gioia dell'infanzia, i colori dei giochi, di riportarci sapori antichi sepolti nel nostro cuore?



Alle case color noce,
agli amori perduti,
       ed al tanto chiacchierato carboidrato.....


 ...... E lì, in quell'antica stanza annerita, scavata nella pietra e nascosta sottoterra in una collinetta vicino alla Dordogna, che tutto ebbe inizio. E proprio l'inizio, l'avrebbe scoperto presto, era la chiave, perchè il segreto di quel pane stava nel lievito naturale, quella mistura viva e gorgogliante che, oggi come in passato, viene aggiunta all'impasto di acqua e farina.
Per quasi due secoli, in quella stanza calda e massiccia il lievito aveva dato vita a pagnotte piacevolmente aspre, e nessun altro pane lì nel sud-est, in tutta la Francia, nel resto d'Europa, nel mondo intero, aveva quello stesso sapore.
Di sicuro l'impasto era fatto con la farina ricavata dal grano appena macinato dei campi circostanti, cui era unita l'acqua del fiume che scorreva sinuoso, ed in questo non c'era niente di speciale, tutti potevano farlo.
Ma l'anima, l'essenza di quel piacere assoluto non la si poteva acchiappare lì intorno. Quella proveniva dal lievito, dalla sua schiuma leggera, ed il sapore nasceva dal passato, dai quei vecchi muri, dal sole che scaldava le tende a righe gialle della panetteria, dal tenue profumo di lavanda che, dalle fioriere alle finestre, serpeggiava giù lungo le scale, dal fieno dorato che ricopriva i pascoli vicini, dalle generazioni di panettieri che l'avevano cresciuto, nutrito, condiviso, amato.
Tempo dopo, quando ormai ne sapeva molto di più e la sua fame era stata saziata più volte, ma non del tutto, da quel pane, Esme si era scoperta attratta da quel lievito, che giaceva vitale sul fondo di una vecchia tinozza in attesa di animare l'impasto successivo.
Ora conosceva la magia che compiva e ne era completamente incantata............

Seguiranno le ricette del lievito e del "pane di Esme"




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